NOI E I DIVERSI: toccare per amare, per prendere cura e per comunicare

Un’autentica pedagogia ci aiuterebbe a collegare continuamente gesti, parole e pensieri, emozioni. Troveremmo così come sanare molte lacerazioni interiori. Diventeremmo così un po’ più sereni e autentici.

Gloobalist, 11 Febbraio 2024. Il Vangelo odierno: In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte (Mc 1,40-45 – VI TO/B).

“Tese la mano, lo toccò“. Non c’è niente di scontato in questo gesto di Gesù. Tradizioni, prescrizioni, pregiudizi bloccavano – e bloccano – anche i più pii nell’andare incontro a un lebbroso. Ma non vale solo per i lebbrosi. Vale per tutti quelli che sono diversi, lontani, stranieri, nel disagio fisico o spirituale. Toccare per essere vicino. Toccare per comunicare. Toccare per aver cura. Toccare per amare. E in questi tempi di individualismo e chiusura crescenti dobbiamo interrogarci molto sul loro significato.

Papa Francesco, nella “Fratelli tutti” dice che per realizzare la fraternità abbiamo bisogno «di gesti fisici, di espressioni del volto, di silenzi, di linguaggio corporeo, e persino di profumo, tremito delle mani, rossore, sudore, perché tutto ciò parla e fa parte della comunicazione umana» (n. 43). Ed esprime una critica severa ai «rapporti digitali, che dispensano dalla fatica di coltivare un’amicizia, una reciprocità stabile e anche un consenso che matura con il tempo, hanno un’apparenza di socievolezza» (n. 43). Una fraternità di carne e di mente, sani!

Di epoca in epoca, di cultura in cultura, di religione in religione farsi prossimo, vicino, sensibilmente vicino è sempre una fatica. Dovremmo fermarci un po’ a meditare quanto in Gesù la salvezza non è mai solo legata a parole o riferimenti interiori, è anche fisica. Ciò aiuta a non spiritualizzare il messaggio evangelico e, al tempo stesso, ci riporta a considerare quanto Dio opera nella nostra vita, che è sempre realtà corporea, razionale ed emotiva; nessuna dimensione senza l’altra.

Il lebbroso guarito, nel suo corpo-mente-emozioni, non sta nella pelle e disubbidisce. Gesù indica solo un passaggio rituale: presentarsi dal sacerdote e offrire una testimonianza pubblica, comunitaria dell’evento vissuto. “Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto”. Potrebbe d’essere diversamente? Chi ha fatto un’esperienza così piena di incontro può tenerlo per sé? Ciò non vale solo per l’incontro con il Cristo, ma vale per ogni esperienza qualificante o salvifica o piena o coinvolgente, o come dir si voglia.

Il lebbroso fu “toccato” per essere inviato. Le parole vanno accompagnate sempre da i gesti e più profonde sono più hanno bisogno di… tatto! Si dovrebbe pensare continuamente a una educazione dei gesti, a ogni età, in ogni circostanza. Dobbiamo imparare ricollegare parole e gesti, come dice la Arendt, per ritornare a essere autentici, non solo in politica ma in ogni ambiente di vita.

Torniamo a contemplare questa mano di Gesù che si tende per toccare. Pensiamo non solo alla sua spontaneità, ma anche alla fatica dei suoi discepoli nel capirlo e magari imitarlo. Un’autentica pedagogia ci aiuterebbe a collegare continuamente gesti, parole e pensieri, emozioni. Troveremmo così come sanare molte lacerazioni interiori. Diventeremmo così un po’ più sereni e autentici.




LIBERACI DAL MALIGNO

Un libro del demonologo Marcello Stanzione

di Cosimo Cicalese

DentroSalerno.it, 11 Febbraio 2024. L’editrice veneta Ancilla, per la quaresima del 2024 in preparazione alla Santa Pasqua, ha appena stampato il libro di don Marcello Stanzione Liberaci dal maligno. Don Stanzione non è un esorcista ma un angelologo e un demonologo di fama internazionale.

A lato degli Angeli fedeli e buoni appaiono, nella Rivelazione biblica, gli Angeli decaduti. Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 74 afferma che Satana e gli altri demoni, di cui parlano la sacra Scrittura e la Tradizione della Chiesa, da angeli creati buoni da Dio si sono trasformati in malvagi, perché con libera e irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo Regno. Come i primi, essi ci sono soprattutto noti dai loro interventi nel nostro mondo umano; i dati, benché non eclatanti, sono comunque sufficienti per illuminare la loro fisionomia e, di conseguenza, la loro azione nefasta sul genere umano. Le diverse religioni, da quelle più antiche a quelle più recenti, hanno, quasi tutte, affermato l’esistenza di esseri cattivi, ma è nella Rivelazione cristiana ch’essi si mostrano sotto il loro vero aspetto.

Fin dal Paradiso terrestre (Gn.3) il demonio sotto le sembianze di serpente s’infila seduttore, bugiardo ed omicida (Ap.12, 9; Gv.8, 44); forse per lo scrupolo di custodire il loro rigido monoteismo, gli autori ebrei dell’Antico Testamento non lo pongono che raramente in scena; la sua azione comunque si precisa, a poco a poco, sempre odiosa, ma incapace di superare i limiti tracciati da Dio (Gb.1, 2).

Bisogna aspettare il Nuovo Testamento perché il suo volto si sveli completamente nella lotta che si scatena. Cristo, Figlio di Dio, viene a gettare fuori il Principe delle tenebre (Gv.12, 31), distruggere l’impero che Belzebù ha stabilito nel mondo e sull’umanità con i suoi accoliti del male (Lc.11, 14-22). Il libro contiene in appendice due interviste inedite a don Marcello Stanzione e alla fine il testo è completato da una raccolta di preghiere di liberazione della migliore tradizione cattolica.




BASTA CON L’ALLARGAMENTO DEI PARCHI IN ABRUZZO

Francesco Verì, Presidente dell’associazione Italcaccia di Pescara: “così la gestione della fauna diventa difficile”

Pescara, 11 febbraio 2024. No all’allargamento dei confini dei parchi in Abruzzo. È quello che chiede l’Italcaccia al massimo esecutivo regionale per evitare un pericoloso restringimento del territorio idoneo all’esercizio venatorio che è di pregiudizio al controllo di specie come cinghiali e lupi che, oggi, vivono stabilmente dentro paesi e città di ogni latitudine e dimensioni.

“Storicamente la caccia, come attività ricreativa per il tempo libero”, dice Francesco Verì, Presidente dell’associazione Italcaccia di Pescara, “è stata a lungo un fenomeno marginale e riservato alle classi abbienti e privilegiate. È solo con il miglioramento delle condizioni economiche generali che l’attività venatoria è diventata un fenomeno anche popolare. Il bisogno di “ritorno alla natura” dell’uomo contemporaneo, in un primo tempo, viene realizzato nel modo più diretto, cioè riscoprendo la sua natura di predatore.

“Successivamente, a mano a mano che il fenomeno dell’urbanizzazione è avanzato”, prosegue Verì, “il rapporto con la natura è diventato sempre più indiretto e idealizzato e la caccia ha cominciato a perdere fascino e attrattiva, fino a essere identificata spesso come un’attività violenta e in contrasto con la conservazione dell’ambiente.

In Italia e, soprattutto in Abruzzo, si è registrato una forte diminuzione dei cacciatori e, per questo, le associazioni venatorie stanno diventando sempre più attente ai problemi ambientali, soprattutto nelle aree agricole.

I cacciatori abruzzesi”, incalza Verì, “si trovano costretti a dover esercitare l’attività venatoria a ridosso di centri abitati, centri commerciali, strade poiché sono state create zone di rispetto e vincolo venatorio come ZRV, ZRC e aree cinofile regionali con una grande estensione che vanno a ridurre sempre più il territorio messo a disposizione per l’esercizio venatorio.

“Altro tasto dolente sono i confini dei parchi”, spiega Verì, “dove ormai l’Abruzzo è considerato il polmone verde dell’Europa. La gestione della fauna all’interno dei parchi non è adeguatamente controllata e, spesso, diventano rifugio e luogo di riproduzione per cinghiali, caprioli, cervi e lupi.

Ormai, come noto, il contenimento delle specie cinghiale e lupo in Abruzzo è un problema diffuso in quanto la loro presenza è talmente massiccia anche nei centri urbani.

L’associazione Italcaccia chiede a gran voce alla Regione Abruzzo e a tutte le forze politiche, una maggiore sensibilizzazione al problema attuale, che vede da una parte un restringimento del territorio idoneo all’esercizio venatorio e, dall’altra, una adeguata perimetrazione dei Parchi riducendo i confini e tabellando in modo adeguato tutto il perimetro, al fine di consentire al cacciatore di praticare l’attività venatoria, arrecando un grande vantaggio alla comunità, come il contenimento soprattutto delle specie cinghiale.

“Occorre far comprendere all’opinione pubblica”, conclude Verì, “che la caccia è e sarà sempre di più un’attività volta ad un uso sostenibile delle risorse faunistiche, basata su dati scientifici e a mantenere i migliori equilibri possibili anche in relazione alla salvaguardia delle attività agricole e silvo-pastorali oggi minacciate anche dalla sovrabbondanza delle specie ungulati. Allo stesso tempo la formazione ecologica del cacciatore dovrà diventare sempre più importante”.




LA MANUTENZIONE DEL VERDE

Question time ancora in attesa di risposte

Pescara, 11 febbraio 2024. Al question time del 28 dicembre scorso, in cui si chiedeva a Codesta Amministrazione comunale di conoscere l’entità e la destinazione d’uso della biomassa vegetale, comunque asportata, proveniente dalle varie attività di gestione del verde pubblico, è stato risposto che la “manutenzione del verde viene eseguita attraverso l’ausilio di numerosi operatori acquisiti in economia diretta, con Società partecipate o attraverso specifici affidamenti (giardinieri interni, soc. Ambiente e Multiservice, operatori economici terzi) che hanno tempi e modalità di esecuzione definiti e distinti”. A ciò si aggiungeva che “I dati richiesti richiederebbero un aggravio di elaborazioni e tempi abnormi per la pubblica amministrazione” (cfr Answer del Palazzo).

A tale nota ho fatto riscontro segnalando l’obbligo di ogni Ente locale ad attenersi, in sede di appalto pubblico, a quanto previsto in modo indifferibile dal vigente Codice degli Appalti verdi (GPP) che rimanda, per le modalità operative, all’adozione ed applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

Detto argomento è stato oggetto di un secondo question time a cui si è riscontrato, in occasione del Consiglio Comunale del 29 gennaio scorso, con un rinvio in quanto il quesito è stato ritenuto complesso e quindi meritevole di una valutazione più elaborata e attenta.

Il motivo dei question time sta nella preoccupazione che fino ad oggi quanto imposto da Codice appalti (GPP) e dai CAM sia stato e continui ad essere disatteso.

Nel frattempo, si nota che l’attività oggetto delle richieste di chiarimento, riscontrata in diverse zone della città, sia condotta nelle modalità usuali, in quanto non sufficientemente evidenti e palesi fatti che dovrebbero indurre ad una diversa valutazione.

In particolare, si fa riferimento agli interventi in corso sia all’interno della Riserva Dannunziana, con tronchi in attesa di essere rimossi dall’attuale zona di accatastamento, oltre che stradali, di potature se non di vera rimozione di alberature ovvero di masse vegetali di rilievo che sembra siano stoccati in piattaforme di smaltimento presenti nei Comuni di Picciano e Roseto, per una destinazione finale non nota.

Che però, proprio in base alle norme richiamate, Codice appalti GPP e CAM, dovrebbe invece essere assolutamente conosciuta dall’Ente appaltante, quindi dal Comune, che addirittura ne deve chiedere riscontro ai soggetti incaricati, adottando le idonee procedure di verifica.

Per le norme poste in evidenza, si può far riferimento al question time in sospeso ai cui si attende di ricevere riscontro.

Giancarlo Odoardi – Direttore Ri-media.net




PERCORSI TURISTICI

25 mila euro riqualificazione turista

Casalincontrada, 11 febbraio 2024. Finanziato un importante progetto di riqualificazione turista presentato dall’Amministrazione comunale di Casalincontrada a giugno 2023.

La comunicazione ufficiale arrivata da parte del G.A.L. Maiella Verde, l’8 febbraio 2024, informa della concessione di circa 25 mila euro messi a disposizione dal Programma di Sviluppo Rurale della Regione Abruzzo 2014/2022. L’intervento prevede l’allestimento di un itinerario che riconnette varie aree del territorio comunale con attrezzature fitness e cartellonistica di riferimento.

Il progetto prevede il ripristino di un antico tracciato di strada comunale in zona “Malandra Vecchia”, l’antica fontana ubicata all’inizio della strada Via San Marco, il parco pubblico dell’ex mattatoio, la pista ciclabile di Via Giardino, la piazza pubblica in contrada Sant’Ilio antistante la Chiesa della Madonna di Fatima.

Il percorso consentirà di riscoprire il patrimonio culturale-storico-ambientale del paese, ripensando la relazione tra “paese” e “natura”, spazi pieni e vuoti e grazie alle associazioni del territorio diventerà un “corridoio verde” attrattivo per turisti e visitatori.




L’AMICACCI ESPUGNA REGGIO CALABRIA

Ipoteca la semifinale

Giulianova, 11 febbraio 2024. Ottimo inizio di Play-off Scudetto della Deco Metalferro Amicacci Abruzzo, che batte nettamente su Reggio Calabria nella gara di andata dei quarti di finale. Sul parquet del PalaCalafiore la squadra abruzzese prevale con il punteggio di 51-69, garantendosi un margine rassicurante da difendere tra due settimane (24 febbraio) a Giulianova.

Il primo quarto vede il predominio dell’Amicacci, che si portano avanti trovando due ottimi canestri sugli scarichi di Boganelli e Cavagnini, per poi allungare realizzando in contropiede con Brown e Cavagnini (2-14).

I reggini fanno fatica a scardinare la difesa ospite anche nelle fasi iniziali del secondo periodo, con la squadra allenata da coach Di Giusto che scappa via agevolmente grazie alle giocate offensive di Barbibay, Stupenengo e Brown. La Farmacia Pellicanò ferma la serie negativa di errori al tiro con una tripla del polacco Pietrzyk ma gli ospiti danno un ulteriore strappo con le solite prodezze di Shay Barbibay, conservando il ventello di vantaggio all’intervallo (11-34).

Il terzo quarto è all’insegna dell’equilibrio con l’Amicacci che concede qualcosa a livello difensivo ma continua a trovare la via del canestro affidandosi all’immenso talento del duo Barbibay-Brown (25-50).

Meno brillante l’ultimo periodo di gioco con Reggio Calabria che si sblocca a livello realizzativo e riesce a ridurre parzialmente il distacco, trascinata in attacco da Sripirom ed Ivanov. L’Amicacci non si scompone e trova canestri da un Jaylen Brown immarcabile, mantenendo comunque un vantaggio importante in visita del match di ritorno al PalaCastrum (69-51).

Tabellino

Farmacia Pellicanò BiC Reggio Calabria: Pietrzyk 9, Liki 1, Beltrame, Ivanov 16, Mutalib, Fikov 2, Da Costa 2, D’Anna 4, De Horta 2, Billi 4, Sripirom 11. All. Cugliandro.

Deco Metalferro Amicacci Abruzzo: Brown 24 (5ast, 9reb), Nagle, Benvenuto, Marchionni, Blasiotti, Topo, Cavagnini 8 (7reb), Stupenengo 8 (8ast), Mandjam, Boganelli 4, Greco Brakus 2, Barbibay 22 (5ast, 6reb). All. Di Giusto.

Serie A – Quarti di Finale Play-off Scudetto

Gara di andata (10/02)

Crich PDM Treviso – UnipolSai Briantea84 Cantù 37-77

Special Bergamo Sport Montello – Banco di Sardegna Sassari 48-60

Farmacia Pellicanò Reggio Calabria – Deco Metalferro Amicacci 51-69

Menarini Volpi Rosse Firenze – Santo Stefano Kos Group 46-69

Gara di ritorno (24/02)

UnipolSai Briantea84 Cantù – Crich PDM Treviso (ore 20)

Banco di Sardegna Sassari – Special Bergamo Sport Montello (ore 13.30)

Deco Metalferro Amicacci – Farmacia Pellicanò Reggio Calabria (ore 14.30)

Santo Stefano Kos Group – Menarini Volpi Rosse Firenze (ore 15.30)

Stefano D’Andreagiovanni – Area Comunicazione Amicacci Abruzzo / Foto: Reggio Calabria BiC




DISTRUTTA LA SPIAGGIA DELLA RISERVA BORSACCHIO

Torna il criminale che ha distrutto tutti cartelli informativi e le delimitazioni del Progetto Area del Fratino e Delle dune. Danni per migliaia di euro e reso inospitale l’area a pochi giorni dall’avvio della stagione riproduttiva

Roseto degli Abruzzi, 10 febbraio 2024. Oggi i volontari delle Guide del Borsacchio nel consueto monitoraggio hanno trovato per l’ennesima volta un disastro. Sono stati distrutti i 2 km del progetto area del Fratino e delle Dune, predisposto con delibera 56 del 2\3\20 per salvare le specie protette sul tratto costiero, mitigare effetti dell’erosione e portare segnali informativi ai fruitori della Riserva Borsacchio.

Un progetto che non ha avuto oneri per il comune, pagato, realizzato e mantenuto da anni grazie alle donazioni dei cittadini e con fondi dell’associazione.

Grazie a questo progetto le prime aree di intervento hanno visto un ottimo risultato nel mitigare l’erosione lasciando a frequentatori la porzione più ampia di arenile. Grazie a questo progetto la spiaggia della Riserva è fra le prime in Abruzzo per la Riproduzione del Fratino e sempre grazie a questo impegno ed al monitoraggio costante il nido di tartaruga è stato censito ed individuato il primo giorno di deposizione, per la prima volta in Abruzzo.

Fra la notte di venerdì e la mattina di sabato purtroppo è tornato il criminale che devasta sistematicamente cartelli e delimitazioni. Distrutti decine di pali e cartelli informativi, divelte e rubate centinaia di metri di corda. Un danno di diverse migliaia di euro. Il tutto a ridosso della riapertura della stagione della riproduzione delle specie che parte fra gli ultimi giorni di febbraio ed i primi di marzo.

Ormai riconosciamo le impronte delle scarpe lasciate dal criminale ed abbiamo denunciato decine di volte.

Un vile, un codardo, un criminale che agisce contro la natura e contro il bene comune.

Abbiamo inviato denuncia alle autorità per l’ennesima volta e cercheremo di ripristinare.

Domenica 11 Febbraio alle 15.00 partiremo a sistemare quel che possiamo e invitiamo tutti ad aiutarci venendo in via Makarska alla Rotonda Nord dove sono presenti i Villaggi e Camping. Da lì, entreremo in riserva con carriole , pale e quel che rimedieremo per cercare di . Cercheremo di arrangiarci con quel che abbiamo ma è impensabile ora di acquistare migliaia di euro di pali, cartelli e corde. Stimiamo in 4 anni con oltre 32 atti vandalici denunciati danni per 12.000 euro. Un atto vile che colpisce e mette ancora più in pericolo la natura della Riserva che mai come ora è in pericolo dopo il recente taglio\cancellazione dell’area.

Ogni volta è difficile trovare la forza di ripartire. Ogni volta non sappiamo nemmeno come affrontare tutto. CI sentiamo soli, impotenti. Lanciamo un grido di aiuto agli enti, alle forze dell’ordine , ai cittadini. Fermiamo il criminale o perderemo anche il tratto costiero della Riserva Borsacchio.

Marco Borgatti

Presidente Guide Del Borsacchio -Guardia Ambientale – Direttivo WWF Teramo – Presidente FIAB Roseto




LA POESIA DI VINCENZO FILIPPONE THAULERO

Salotto culturale

Teramo, 10 febbraio 2024. Non è perduto il segno è il quarto volume dell’Opera omnia di Vincenzo Filippone-Thaulero, con il quale inizia la pubblicazione degli scritti inediti. La prima parte è costituita in gran parte da sonetti che Filippone-Thaulero aveva rivisto e sistemato in forma definitiva prima della sua prematura scomparsa. Nella seconda parte, vengono pubblicate le poesie giovanili, i testi teatrali e le prove narrative del nostro Autore. Questi scritti possono essere collocati in un arco temporale che va dal 1945 agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso.

«Personalità intensamente religiosa, innamorato di Dio, avendo di Lui una sicurezza sconcertante, cercava nel concreto, nel reale della società, fra gli uomini e nella creatività incessante di strutture, pensieri, conflitti anche sociali, i segni di questa presenza divina». Gabriele De Rosa

«Per superare la difficoltà in cui Scheler restò impigliato, Vincenzo Filippone-Thaulero fa appello a un «Darsi semplice e reale», su cui la comunità dovrebbe fondarsi, non già saltando a pie’ pari le strutture concettuali e politiche del convivere ma subordinandole interamente al principio». Vittorio Mathieu

«Lo animava un ragionato distacco che, per paradossale che possa sembrare, era la misura del suo impegno, del suo modo di concepire la vita dello studioso e del docente. Fulvio Tessitore La poesia esprime quella verità di vita che la filosofia arriva a conoscere solamente in parte: la poesia di Filippone-Thaulero è così l’inveramento del suo impegno e della sua ricerca speculativa, nel senso in cui Heidegger ritiene che l’essere «si svela nel linguaggio autentico della Poesia». Mario D’Addio




UCCISA LA PICCOLA HIND

Se siamo ancora uomini questi fatti non possono lasciare indifferenti

Torrevecchia Teatina, 10 febbraio 2024. L’uccisione di questa bambina ci lascia ancora senza parole. Uccisa da uomini adulti armati fino ai denti per il gusto di uccidere e per i soliti giochi di denaro e potere perverso in quelle terre infernali.

Chiaramente siamo di fronte a esseri senza capacità di ragione; esseri bestiali rimasti al giurassico con bastoni, randelli e clave in mano per risolvere ogni cosa. Strumenti che oggi si trasformano in armi infernali e che non lasciano scampo nemmeno alla più piccola, innocente, indifesa e minuscola bambina.

Non sono solo crimini questi, sono cose che vanno oltre, ma molto oltre.

Uno squallido macello in quelle terre per il gusto ed il gioco di un potere perverso e diabolico senza fine.

Possiamo rimanere senza parole ma diffondere almeno il disgusto per queste cose aiuta comunque l’attuale ragione umana a prenderne coscienza; aiuta a rimuovere quella sorta di profonda indolenza che impone inezia e frivolezze d’ogni genere, origine d’ogni nostro male.  

nm

Gaza, 10 febbraio 2024. Uccisa la piccola Hind. Dall’auto fra i cadaveri «Il carro armato è accanto a me. Si sta muovendo. Verrai a prendermi? Ho tanta paura». Hanno fatto il giro del mondo le ultime parole di Hind Rajab, 6 anni, nell’audio della telefonata registrata dagli operatori della Mezzaluna Rossa e diffusa dalla BBBC

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/gaza-morta-la-piccola-hind-implorava-venite-a-prendermi




FRENTAUTO EXPERIENCE 2024

Il programma della convention su mobilità e automotive. Venerdì 16 febbraio allo stabilimento Stellantis di Atessa

Atessa, 10 febbraio 2024 – Tour guidato all’interno dello stabilimento Stellantis e tavola rotonda sulle tematiche della mobilità: saranno questi i punti salienti del ricco programma dell’evento “Frentauto Experience 2024” che si terrà nel noto stabilimento dell’automotive di Atessa, venerdì 16 febbraio.

L’iniziativa, organizzata da Frentauto Spa, leader nel settore automobilistico, è aperta a tutte le realtà aziendali del territorio e ha come obiettivo quello di esplorare le tecnologie del domani e l’evoluzione del comparto delle auto, sottolineando l’importanza di sinergie tra i diversi attori del settore e della condivisione di idee e progetti. 

Nella mattinata, dalle 10.00 alle 13.00, ci sarà la visita guidata allo stabilimento Stellantis di Atessa per toccare con mano il processo di produzione del Fiat Ducato. A seguire, dalle 13.00 alle 14.30, colazione di lavoro. Mentre nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 18.00, si discuterà con esperti del settore e ospiti di mobilità, di futuro dell’automotive e di nuove tecnologie. Ad aprire la tavola rotonda, moderata da Giampiero Luviè, head of business development della BtheOne Automotive, sarà l’intervento del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Poi venti professionisti tratteranno interessanti temi legati alla mobilità. Nello specifico si parlerà di industria dell’automotive e futuro dell’elettrico in Abruzzo con Daniele D’Amario, assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo, Gennaro Strever, presidente della Camera di Commercio Chieti Pescara, e Nicola Campitelli, assessore regionale all’Urbanistica.

A seguire il presidente regionale Aniac, Tommaso Rutolo, insieme all’ europarlamentare on. Aldo Patriciello e a Emilio Nasuti del Gruppo Neuromed, illustrerà il  rapporto tra dealer, territorio e aziende, mentre Ermando Bozza dello Studio Bozza e associati parlerà di consulenza finanziaria automotive per le aziende.

Si discuterà di implicazioni legali e normative legate all’evoluzione della mobilità sostenibile con l’avv. Mauro Razzotti (Patrocinante in Cassazione) in rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati di Vasto e Lanciano, di start up nell’automotive con Piergiorgio Molino di Inno- Valley Labs e di Metaverso con l’intervento di Harald Santer, managing director sales Wurth.

Nella seconda parte della convention la parola passerà ai vertici Frentauto che relazioneranno sui seguenti argomenti: l’ottimizzazione della gestione delle flotte aziendali e ruolo del mobility manager a cura del sales manager Frentauto Ettore Monaco, con la partecipazione di Giuseppe Di Marco di Legambiente Abruzzo, che approfondirà il tema dell’ecosostenibilità; il noleggio a lungo temine by Horizon Automotive e  le nuove frontiere del noleggio a lungo termine per le aziende con Matteo Baggio,  digital marketing ed e-commerce manager Horizon Automotive, Matteo Sarnataro, head of marketplace Horizon Automotive, e Andrea Pumilia, product manager Horizon Automotive; la rete service sul territorio nazionale con Elona Durici, head of product development & operation Horizon Automotive; la service experience e tutte le novità dei servizi di officina dedicati esclusivamente alle aziende con il service manager & B2B manager Frentauto, Enrico Bevilacqua. La chiusura dell’evento sarà affidata  all’ing. Paolo Accastello, plant general manager Stellantis Atessa, e all’amministratore delegato di Frentauto, Alberto Rolli. La convention, ribadiscono gli organizzatori: “È l’arena in cui si crea il cambiamento, è un’enorme opportunità per immergersi in un mondo di innovazione e diventare protagonisti di questa rivoluzione”




LA RESPONSABILITÀ DELLA POLITICA: RINASCIMENTO O DECADENZA?

di Domenico Galbiati

Politicainsieme.com, 10 febbraio 2024. Viviamo un nuovo “rinascimento” oppure una stagione di decadenza? È difficile dirlo per noi che questo tempo enigmatico, in cui si associano segni contrastanti, lo viviamo e lo vediamo sgranarsi nella cronaca degli eventi quotidiani e, ovviamente, ancora non possiamo distillarne alcun senso compiuto come avverrà solo a suo tempo, in sede storica.

Da un lato, disponiamo di tecnologie che, in fondo, hanno un tratto in comune, come se una mano misteriosa le orientasse a quel fine: rendono più fitti e più intensi, più diretti, ravvicinati ed immediati, più partecipati, più coinvolgenti ed a largo raggio – potenzialmente sconfinati, quasi annullassimo lo spazio, ma anche il tempo, cavalcando a ritroso secoli di storia e di pensiero – i rapporti ed i raffronti tra uomini e culture, soprattutto le relazioni interpersonali.

Come fossimo invitati ad “intensificare” la nostra umanità, come volessimo metterla alla prova, quasi ci sia bisogno di arricchire la coscienza che abbiamo del nostro essere “umani”, per poter reggere la provocazione delle trasformazioni che intravediamo all’orizzonte e di cui pure già sperimentiamo i primi passi. Dall’altro, abbiamo smarrito quella fiducia, illuministica eppure ingenua, nella ragione e nel progresso, che alludeva ad una qualche concezione teleologica della storia, intesa come orientata ad un fine, quindi dotata di un senso, destinato via via a svelarsi e, dunque, rassicurante.

Oggi, al contrario, ci sentiamo smarriti, come fossimo sospesi in un limbo, dentro una vicenda umana incamminata verso approdi impredicibili, spalancata su una contraddizione tanto più problematica, quanto più si amplia la forbice tra potenzialità che fin qui non avevamo mai conosciuto ed incapacità a definire un orizzonte di valori e di traguardi entro cui dirigerle. In un certo senso, si potrebbe dire – ammesso che l’ analogia regga – vale, anche sul piano macroscopico dell’ accadere storico, quel “principio di indeterminazione” che vale nella fisica delle particelle. In altri termini, è la modalità con cui misuriamo il fenomeno osservato a definirne l’ effettiva natura.

Trasferita sul piano sociale, una tale considerazione vorrebbe dire che è in nostro potere – dipende da noi, dallo sguardo con cui accostiamo la realtà, dalla responsabilità che ne assumiamo – decidere, oggi, tra rinascimento e decadenza. Camminiamo su un crinale sottile, verso cui convergono due versanti ed il nostro sguardo, ciò che decide tra l’uno e l’altro, tra regressione e sviluppo, è, in definitiva, la politica. Politica – arte assai più che scienza – che, intesa come capacità di “moderare” la particolarità degli interessi in conflitto per comporli e commisurarli all’interesse generale della comunità, oggi segna il passo. E, in fondo, non c’è da sorprendersi che sia così.

Il “bene comune”, concepito come quell’ opportunità positiva concessa a ciascuno senza detrimento per l’altro, non è facile da costruire, in un mondo competitivo, scosso da troppe tensioni, alla ricerca di nuovi equilibri, intanto che si disfano quelli che, ormai irrimediabilmente, appartengono ad un altro mondo. Senonché, rigenerare la politica, ridarle forma, misura e capacità di sintesi non è questione di poco conto, ma piuttosto un’ opera collettiva di passione civile e di largo coinvolgimento democratico.

Altro che l’”uomo solo al comando”. Le prossime elezioni amministrative, accanto al voto proporzionale delle europee, sono un’occasione preziosa in questa direzione.




LA SVELTINA DI FINE LEGISLATURA MARSILIO

Trasformare la Costa dei Trabocchi nella “casta” dei Trabocchi

Chieti, 10 febbraio 2024. Paolucci su Consiglio regionale: “Con la sveltina di fine legislatura Marsilio ha trasformato la Costa dei Trabocchi nella casta dei Trabocchi. Una volta al governo della Regione sarà uno dei primi provvedimenti che cancelleremo” .

Abbiamo detto un forte no alla privatizzazione della Costa dei Trabocchi contenuta nell’emendamento approvato oggi in aula con 18 voti della maggioranza e con i nostri voti contrari, perché è una scelta assurda e dannosa, sia per l’ambiente e sia per la comunità e il commercio della zona.

Una sveltina calata dall’alto a un mese dal voto e rinviata all’ultimo Consiglio utile della legislatura, senza aver sentito prima né la Provincia di Chieti, che ha cambiato le sorti della zona con la via Verde, né i sindaci che sono presìdi sul territorio, né le associazioni di categoria che avrebbero potuto fermare la speculazione che l’emendamento comporterà, peraltro anche in controtendenza, perché non è possibile nessuna verifica sull’effettiva apertura degli esercizi commerciali, in quanto le leggi europee e nazionali sulla libera concorrenza non lo permettono più.

Da Costa a casta dei trabocchi, questo il passo fatto oggi da Marsilio e il centrodestra e le conseguenze, come al solito, le pagheranno gli abruzzesi”, duro il commento del capogruppo Pd Silvio Paolucci sull’approvazione del provvedimento.

“Tanto urgente era questo emendamento per deturpare la Costa dei trabocchi che si è dovuto riconvocare il Consiglio regionale, nonostante l’ultima seduta fosse quella di fine gennaio – incalza Paolucci – Non contenti di quello che hanno fatto alla riserva del Borsacchio, hanno promosso un’altra azione vergognosa, che di fatto rende aggirabili non soltanto le leggi urbanistiche e sull’ambiente, ma anche quelle sul commercio. Un’azione tanto necessaria a questo Governo regionale, da rimanere sordo anche alle osservazioni del presidente della Provincia, Menna, a quelle delle associazioni del commercio e agli appelli delle tante associazioni che da sempre si occupano della tutela ambientale di quella zona e che ne hanno promosso lo sviluppo sostenibile insieme alle istituzioni.

Concorrenza sleale agli operatori del commercio, non rispetto delle leggi urbanistiche, deturpazione dell’ambiente: questa è la scelta fatta dalla maggioranza di centrodestra con l’emendamento di oggi, approvato nonostante pure gli accertamenti attivati dalla procura di Lanciano sulla norma. Per noi resta una scelta sbagliata, che con Luciano D’Amico presidente cancelleremo subito dando voce alla mobilitazione del territorio e promuovendo un nuovo senso civico che nei cinque anni di Marsilio non abbiamo visto all’opera”.

“Intervento in aula a difesa del nostro territorio, della nostra Costa dei Trabocchi contro una Giunta arrogante che vuole”privatizzare un bene che è e sempre sarà degli abruzzesi” Silvio Paolucci

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ANELLO PER PISCHIOLI ED ARA DEI PRETI

Chieti, 10 febbraio 2024. Dal parcheggio delle vetture nella località BALZOLO DI PENNAPIEDIMONTE CH (689 m), nel Parco Nazionale della Maiella, ho preso la strada in cemento che porta al serbatoio dell’acquedotto. Dopo circa 600 metri, ad una curva sulla sinistra, ho abbandonato la strada in cemento ed ho iniziato a camminare su una sterrata, a destra. Con questa sterrata (che in un tratto diventa ripida e si procede su una placca di roccia), in circa 30 minuti, sono arrivato a (850 m), ad una segnaletica per il rifugio Pischioli. Mi ha incuriosito e fatto riflettere il tempo proposto … 20 minuti, (circa 300 metri di dislivello), per arrivare al rifugio Pischioli, (1135 m).

Per raggiungerlo a piedi, è più credibile che un medio escursionista, impiega circa 45 minuti. Non essendo questo sentiero compreso nel catasto dei sentieri, (ma era un sentiero pastorale), non ci sono indicazioni con bandierine, ma solo tanti OMINI DI PIETRA, realizzati da qualche prudente escursionista. Il sentiero è godibile, passa nella zona lu ceràscë e il toponimo, descrive la parola ceraso “ciliegio”.

Infatti, questa zona era piena di questi alberi da frutto. C’è una abitazione, ora rudere, con molte incisioni, sicuramente non rupestri, ma sarebbe interessante conoscere la spiegazione dei simboli. L’area è ancora terrazzata, significa che anticamente era coltivata e adibitala. Alla fine di questo sentiero pastorale, si esce dalla fitta faggeta su un terrazzo panoramico, con una piccola collinetta di sassi. Penso che è la testimonianza, della faticosa vita agricola dei residenti, che bonificavano il terreno per le coltivazioni.

Si incrocia il sentiero del parco G1, in località LA CROCE (1055 m). C’è un’altra indicazione … fai da te… su pietra, per raggiungere la grotta Fratanallo.  Ancora mezz’ora di saliscendi e si arriva al rifugio Pischioli, (1135 m), una costruzione tipica di pietra a secco, all’interno di uno sgrottamento ed in ottima posizione panoramica. La località è nota come “li pischjùlë”, un diminutivo di “pischie”, (sono le rocce alte e appuntite).

Il panorama spazia verso alcune vette della Maiella, il lago di Casoli CH e il mare. Si continua il sentiero per arrivare all’Ara dei Preti, (1206 m), così chiamata perché i monaci benedettini, che alloggiavano nel X secolo all’abbazia di Santa Maria, lungo il corso del torrente Avella, ci coltivavano il grano, che poi portavano alla grotta Fratanallo, (una piccola dipendenza del monastero, utilizzata sia come zona eremitica e sia per il ricovero delle greggi per il pascolo).

Ora, la voglia era di proseguire per la GROTTA CAVALIERA, ma devo tornare indietro, per chiudere l’anello ed arrivare alla località BALZOLO (689 m). In discesa procedo lungo il sentiero del Parco G1. NON È STATA UNA BUONA IDEA, perché il sentiero, superata la località LA CROCE, diventa ripido, molto scivoloso per il brecciolino e per alcuni piccoli salti, dove devi fare attenzione a non cadere.

Inoltre, la discesa è assolata e su placca. Tuttavia, sul sentiero, ci sono dei terrazzi dove prendere fiato e molto panoramici, sulla valle del torrente Avella, la parete Nord della rocciosa Cima Murelle (2596 m), le gobbe di Seva romana. Bisogna fare attenzione nell’affacciarsi, specialmente dal terrazzo dopo il serbatoio dell’acqua, perché c’è un salto di circa 50 metri, che arriva sulla carrareccia sottostante.

È un anello interessante per il silenzio, il panorama, i sentieri pastorali, la storia, la leggenda.

Tempo di percorrenza A/R: 4 ore senza soste

Difficoltà: E/EE IN DISCESA

Distanza: A/R 8 km

Dislivello: S/D 550 m

Luciano Pellegrini




CUCINA INCLUSIVA DI CARNEVALE

Un’esperienza unica condotta dai volontari di Erga Omnes per giovani con disturbi del neurosviluppo

Chieti, 10 febbraio 2024. Venerdì 9 febbraio, presso la sede operativa di Erga Omnes, in Via Monte Grappa a Chieti Scalo (ex centro sociale San Martino), si è svolto il Laboratorio di Cucina, una delle attività del Progetto Una Chiave, rivolto a giovani adulti con Disturbi del Neurosviluppo. I volontari e i ragazzi hanno preparato insieme le Chiacchiere di Carnevale.

Nei Disturbi del Neurosviluppo sono inclusi la disabilità intellettiva, i disturbi della comunicazione, il disturbo dello spettro autistico, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, il disturbo specifico dell’apprendimento e i disturbi del movimento. Uno degli obiettivi del progetto è quello di creare uno spazio dove i ragazzi si possono relazionare, condividendo obiettivi comuni e incrementare le loro potenzialità e le loro risorse con l’aiuto dei volontari.

É indispensabile far fronte alle difficoltà che i ragazzi possono incontrare e alla solitudine che possono vivere ogni giorno, per tale motivo, Erga Omnes ha pensato di fornire loro un ambiente dove accrescere i loro interessi, le loro passioni e instaurare nuovi legami, favorendo soprattutto una maggiore inclusione sociale. Pertanto, con tale progetto si intende promuovere il benessere e la qualità di vita dei ragazzi con Disturbi del Neurosviluppo e dei loro genitori grazie al sostegno, l’impegno e la passione dei volontari di Erga Omnes, associazione attiva nel territorio dal 2011, in ambito psicologico, sociale e culturale, a supporto delle istituzioni per il bene della cittadinanza, con un occhio di riguardo ai più fragili.




PONTE SULLA SP 133 NEL COMUNE DI PENNADOMO

Viabilità: via alla progettazione

Chieti, 10 febbraio 2024. La Provincia di Chieti ha sottoscritto il contratto per i servizi tecnici di ingegneria e architettura destinati alla progettazione del ponte che sarà costruito sulla SP 133 “Torricella Peligna-Villa Santa Maria” al km 6+066 nel territorio del comune di Pennadomo.

La firma del contratto per i servizi tecnici è un passaggio fondamentale per la costruzione del ponte che andrà a ristabilire definitivamente la piena transitabilità della SP 133, interrotta da oltre 50 anni nei pressi dell’abitato del comune di Pennadomo a causa di un importante movimento franoso. Il ponte consentirà di bypassare la frana in atto nell’area, ristabilendo così il collegamento della SP 133 da e per la SS 652 fondovalle Sangro in direzione comune di Villa Santa Maria.

Il contratto prevede la realizzazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, la progettazione definitiva ed esecutiva, nonché il coordinamento della sicurezza sia in fase di progettazione che durante l’esecuzione dei lavori che riguarderanno il ponte. Ad aggiudicarsi la progettazione del ponte attraverso la procedura aperta basata sul criterio di qualità-prezzo è stata la Sud Ovest Engineering Srl di Cagliari, con un’offerta di 148.366 euro, a cui vanno aggiunti gli oneri previdenziali e l’IVA per un importo complessivo di 188.000 euro.

La costruzione del ponte lungo la SP 133 è prevista nel programma “D.M. n. 225/2021 Ponti Annualità 2021-2023 – Distretto 4” della Provincia di Chieti, con fondi complessivamente pari a 3.950.000 euro: l’intervento ha l’obiettivo di ristabilire e garantire definitivamente la piena transitabilità della strada per i cittadini delle aree interne interessate.

La Provincia di Chieti, rappresentata dal segretario generale Antonella Marra e dal dirigente del settore Viabilità Paola Campitelli ha sottoscritto mercoledì il contratto con i rappresentanti della Sud Ovest Engineering di Cagliari, Tiziana Callus e Andrea Lostia. Soddisfazione è stata espressa dai presenti, tra cui il consigliere provinciale Arturo Scopino e il sindaco di Pennadomo Nicola Frattura, per il passo ulteriore verso la realizzazione di un’infrastruttura cruciale per il territorio del medio Sangro-Aventino, inserita nella programmazione del piano ponti 2021-2029 della Provincia di Chieti.




COSTRUIRE LUOGHI MIGLIORI

Chieti, 10 febbraio 2024. Lunedì 12 febbraio 2024 alle ore 15:30 presso la sala consiliare della Provincia di Chieti, in Corso Marrucino 97, insieme al Commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016, Sen. Avv. Guido Castelli, incontro per parlare e confrontarci sull’opportunità di costruire luoghi migliori.

Carla Di Biase




LA TUTELA DEL LAVORO AGRICOLO E DELLE TRADIZIONI LOCALI

Paolo Salutari, Candidato della Lega alle Regionali, Esprime solidarietà manifestazione agricoltori Roma e fa un Appello Urgente e Propone Soluzioni Concrete

Sulmona, 10 febbraio 2024.– In un momento di grande determinazione, gli agricoltori abruzzesi si uniscono ai loro colleghi provenienti da diverse regioni d’Italia a Roma. Stanno marciando insieme in segno di solidarietà, simboleggiando l’unità nella difesa del lavoro agricolo e delle tradizioni locali.

Paolo Salutari, candidato della Lega alle prossime elezioni regionali, esprime il suo pieno sostegno a questa manifestazione congiunta, in linea con il suo impegno a favore di un’agricoltura sostenibile e della tutela delle tradizioni locali. La recente visita del Ministro Salvini, accompagnato dal sottosegretario all’agricoltura Luigi D’Eramo, ha ulteriormente rafforzato l’attenzione su questa causa cruciale.

Le parole di Salutari risuonano come un richiamo alla consapevolezza e alla difesa di un diritto fondamentale: il lavoro agricolo. La sua battaglia non si limita alla sopravvivenza delle attività agricole, ma si estende alla preservazione di tradizioni, prodotti genuini e dell’economia locale.

“La domanda chiave ora è come bilanciare la necessità di preservare il territorio e l’ambiente con il diritto fondamentale di esistere di chi lavora la terra con impegno e dedizione” afferma Salutari.

Il candidato riafferma il suo impegno a favore di soluzioni concrete, inclusi il Sostegno Finanziario per affrontare le difficoltà finanziarie, e l’Innovazione Sostenibile. Consapevolezza e educazione rimangono al centro delle proposte di Salutari, attraverso programmi educativi volti a sensibilizzare la società sul valore del lavoro agricolo e delle tradizioni locali, promuovendo un consumo consapevole dei prodotti locali.

L’appello di Paolo Salutari è un invito a collaborare per bilanciare le esigenze ambientali con il diritto inalienabile degli agricoltori di preservare la propria identità e lavoro.




DA SALVINI GRANDE ATTENZIONE A NOSTRO TERRITORIO

Continuiamo a fare politica tra la gente. Candidata lega ieri a l’aquila a presentazione liste candidati: “tour prosegue con ancora più forza, visita nostro leader dimostra importanza incontro cittadini. Carroccio determinante per vittoria centrodestra”

Vasto, 10 febbraio 2024. “È sempre una grande emozione ospitare nella nostra regione Matteo Salvini, ieri la sua visita è stata ancora più significativa perché ha rappresentato il via ufficiale alla campagna elettorale e non possiamo che ringraziarlo per questo ulteriore segno di vicinanza al territorio. In 5 anni abbiamo lavorato bene e mantenuto tutte le promesse fatte agli elettori, proprio per questo, come ha ribadito il nostro leader, la Lega sarà determinante per la vittoria del centrodestra”. Così Sabrina Bocchino, consigliere regionale ricandidata alle elezioni in programma il 10 marzo in Abruzzo, che ieri ha preso parte, all’Aquila, alla presentazione delle liste della Lega con il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader nazionale della Lega Matteo Salvini, alla presenza di oltre mille persone.

“Prima di partecipare alla presentazione dei candidati – aggiunge Bocchino, candidata nel collegio di Chieti – Salvini ha voluto incontrare una delegazione di agricoltori in protesta contro le scellerate politiche Ue ed i costri di produzione ormai insostenibili. Un confronto sereno che dimostra una volta di più quanto sia necessario fare politica vera tra la gente prima che nei salotti. Noi continueremo a seguire il suo esempio, sempre dalla parte dei cittadini a tutela dei loro interessi”.

“È quello che sto facendo e continuerò a fare con ancora più forza con il mio tour di ascolto per i comuni della provincia di Chieti, per dare dignità ad ogni centro, dai borghi alle città. Salvini ha annunciato nuove visite nei prossimi 30 giorni nelle altre province e noi saremo pronti ad accoglierlo con lo stesso entusiasmo. Restiamo uniti e insieme riusciremo a governare per altri 5 anni”, conclude Bocchino.