ALBERI, BAMBINI E PUBBLICA UTILITÀ

A cura dell’Associazione Politico Culturale

Pescara, 28 febbraio 2024. Il Comune di Pescara per realizzare un impianto sportivo in via Di Girolamo continuerà a consumare suolo e abbattere alberi adulti. Nessuna strada verso la rigenerazione di quello che abbiamo già, è più semplice continuare per la vecchia strada, utilizzando lo strumento della pubblica utilità. L’area era da tempo destinata a impianto sportivo, ma proprio perché passato molto tempo le dinamiche territoriali e i fatti sono cambiati totalmente.

Ora sappiamo che Pescara è tra le città con più consumo di suolo, che ha un estremo bisogno di connessioni ecologiche verso le fasce pedecollinari (come in questo caso), che è una delle città maggiormente colpita dall’isola di calore per via della sua cementificazione e che sta perdendo alberi adulti, continuamente, uno stillicidio per tutto il territorio.

Eppure, per pubblica utilità tutti i nuovi temi, le opportunità, i dibattiti e le discussioni sulla città che verrà, vengono sepolti sotto lo zerbino. Aree verdi contro le future generazioni si direbbe. Sulle aree verdi si fanno asili e impianti sportivi, ai bambini resterà poca scelta tra spazi aperti e edifici.  Opere di pubblica utilità sono interventi a beneficio di parte della collettività. Ma se queste opere vanno a eliminare beni dei quali usufruiscono le comunità? Spazi che potrebbero migliorare lo stato di salute delle comunità?

Si dice che in questi casi la decisione si prende per priorità. E qui la priorità diventa l’edificio sportivo. Alberi abbattuti, suolo consumato, questo e altro per i nostri ragazzi. Perché la salute è importante, e lo sport è uno dei mezzi indicati per mantenerla. Eppure, il tema della salute è un tema considerato a scacchiera, parrebbe solo per le opere grigie, mentre per altre modalità la salute dei ragazzi non è così importante. Un esempio?

Vi sarà capitato di portare a scuola degli studenti: una cappa di smog nauseabonda accoglie i nostri ragazzi in quei fatali 300 metri intorno agli edifici scolastici. Li lasciamo in una altissima concentrazione di inquinanti, di polveri sottili, ma nessuno pensa a opere necessarie per la collettività dei ragazzi.

Non ci sono centraline per la misurazione della qualità dell’aria, meglio non sapere. Non ci sono alberi o siepi per l’abbattimento delle polveri, servono i parcheggi. Non ci sono zone pedonali, nemmeno quelle temporanee all’uscita e all’entrata, troppo complicato gestirle. Non arrivano ciclabili, troppo pericolosa la bicicletta. Non ci sono nemmeno concertazioni con i dirigenti scolastici, perché il problema non esiste.  Cosa sarà mai respirare ogni santo giorno scolastico un mix micidiali di gas e polveri tossiche?

Qui la salute delle bambine e dei bambini, con i loro polmoni giovani e in pieno sviluppo, non è importante, qui l’interesse prevalente è lo status quo, il traffico che non può essere fermato, le auto che devono arrivare dappertutto.

Allora sarebbe meglio alla fine dire: qui costruiamo l’asilo, l’impianto sportivo, l’asl, perché abbiamo i finanziamenti e per noi il suolo libero corrisponde a vuoto. Semplicemente, senza prendere in giro i cittadini con discorsi retorici e vuoti. Perché la pubblica utilità e il bene comune sono temi coerenti e costanti.




GIORNATA MONDIALE DELLE MALATTIE RARE 2024

Fossacesia, 28 febbraio 2024. Il 29 febbraio, la facciata della chiesa e la torre campanaria di San Donato, dalle ore 19, saranno illuminate di verde e lilla in occasione della diciassettesima edizione della Giornata mondiale delle malattie rare. L’Amministrazione Comunale di Fossacesia ha aderito all’iniziativa di sensibilizzazione.

In Italia le persone con malattia rara sono oltre 2 milioni: 1 su 5 è un bambino.

UNIAMO, l’associazione che organizza la Giornata da 25 anni, opera per migliorare la loro qualità di vita. “Uniamo le forze- scrive nel messaggio il sindaco Enrico Di Giuseppantonio-per non lasciare indietro nessuno”.

L’appuntamento è dedicato alle persone con malattia rara di tutto il mondo, per i loro familiari, per gli operatori sanitari e sociali. Istituita per la prima volta nel 2008, cade il 29 febbraio, il “giorno raro” per eccellenza, come quest’anno, altrimenti il 28 febbraio. Partita in sordina, è ormai diventata un’ iniziativa di portata mondiale in cui attraverso eventi pubblici si cerca di attirare l’attenzione sulle necessità e i bisogni di convivere ogni giorno con una malattia rara. Esistono infatti tra le 7000 e 8000 malattie rare conosciute, ma solo nel 5% dei casi è disponibile una cura e i tempi della diagnosi sono ancora molto lunghi (in media 4/5 anni), per questo è importante creare consapevolezza organizzando eventi di sensibilizzazione mondiale.




CONTRO LE INFILTRAZIONI CRIMINOSE

Protocollo d’intesa per la legalità; accordo sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Prefetto Mario Della Cioppa e Commissario Zes Abruzzo Mauro Miccio

Chieti, 28 febbraio 2024 – È stato firmato questa mattina un importante accordo sulla legalità tra le organizzazioni sindacali abruzzesi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la Prefettura Chieti e il commissario straordinario Zes Abruzzo Mauro Miccio. Si tratta di un atto di  adesione al Protocollo di intesa per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nelle aree portuali di Ortona e Vasto del 7 settembre 2022,  che rafforza la tutela del preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nell’economia attraverso meccanismi di maggiore rigore rispetto agli ordinari strumenti di controllo, con particolare attenzione agli interventi ed alle attività più esposte al rischio di infiltrazioni criminali.

L’intesa di oggi è stata firmata dal prefetto di Chieti, Mario Della Cioppa, dal commissario straordinario Zes Abruzzo, Mauro Miccio, dal  segretario generale Cisl Abruzzo Molise, Giovanni Notaro, dal delegato del segretario regionale Cgil Abruzzo Molise, Antonio Iovito, dal segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e del segretario regionale Abruzzo Ugl, Carlo Pentola.

Grande soddisfazione è stata espressa durante l’incontro di stamane dal commissario Miccio che ha ringraziato il prefetto per aver consentito la firma del protocollo con le organizzazioni sindacali e la struttura della Zes

Abruzzo, sottolineando peraltro  l’importanza dell’accordo su un tema di grande rilevanza. Poiché, come si evince dall’atto di adesione “risulta determinante la sinergia tra tutte le componenti del mondo economico e dell’associazionismo sindacale, ciascuna per la rispettiva competenza, al fine di mettere a disposizione tutti i dati utili in relativo possesso, in maniera tale da agevolare i controlli e intercettare eventuali infiltrazioni o condizionamenti”.

“Si tratta di una firma di elevata importanza e di grande positività – dicono Cgil, Cisl e Uil– che garantisce e sostiene un tema così importante come quello della legalità. Ringraziamo il prefetto Della Cioppa e il commissario Miccio per aver permesso la  firma del protocollo da parte delle organizzazioni sindacali”.




ERA È SARÀ METAMORFOSI

Gianni Chiriatti arte e identità culturale, inaugurazione a Pescara sabato 2 marzo. Terza stagione arti visive contemporanee ottobre 2023/maggio 2024

Pescara, 28 febbraio 2024. Sabato 2 marzo dalle ore 16:30, inaugurazione di “Era È Sarà Metamorfosi” mostra personale del pittore e performer pugliese Gianni Chiriatti, da anni impegnato in un progetto di arte identitaria legata al suo territorio. La mostra si terrà presso “Ci vuole un villaggio aps_ArtGallery” (Via Villetta Barrea 24 – Pescara), proseguirà fino a domenica 31 marzo 2024. Promossa da Bibliodrammatica aps e AP/ArteProssima progetto #npittic, direzione artistica curatoriale Beniamino Cardines, nell’ambito della 3^ stagione di arti visive contemporanee, col Patrocinio del Comune di Pescara. Un progetto di promozione scoperta e sensibilizzazione sulla nuova pittura italiana.

Da quest’anno il programma si arricchisce di un’attenzione particolare verso la poesia contemporanea con il progetto #Distorsioni – La Poesia dialoga con l’Arte, ospiteremo: Tania Santurbano, Margherita Bonfilio, Simona Novacco, Caterina Franchetta, Giulia Madonna, Sandra De Felice, Elena Malta, Manuela Di Dalmazi, Antonella D’Arrezzo, Annarita Pasquinelli, Alessio Scancella, Assunta Di Basilico, Mariagrazia Genova. Un dialogo aperto tra poesia e arte, tra poetesse e pittori, da cui scaturisce un momento di confronto e rivelazione, mettendo a nudo la sensibilità di entrambi.

Gianni Chiriatti, artista: “Sono un raccoglitore di pensieri degli elementi della natura. Nei miei quadri c’è la mia terra, la Puglia, che incessantemente mi ispira, mi provoca, lascia affiorare immagini odori sapori. Come artista, ascolto, rido, piango, ammiro e cerco di tradurre in linguaggio artistico ciò che tutti i giorni è già attorno a me.”

Beniamino Cardines, curatore e direttore artistico: “A frequentare le opere pittoriche di Gianni Chiriatti si fanno strani incontri. Incontri originali originari selvaggi. Le sue creature, i protagonisti e le protagoniste dei suoi quadri, sono personaggi antropomorfi che simboleggiano le mille nature della Natura. Si ha come l’impressione che siano loro a guardarci, a interrogarci, a chiederci il perché della nostra presenza, non solo davanti a loro, ma in assoluto sulla Terra? Quella di Gianni Chiriatti è una pittura spontanea divertente drammatica intelligente. Non pesca in nessun altro quadro, di nessun altro pittore. La creatività qui ha una storia con una memoria ancestrale, odori, sapori, forme assolutamente sue. E c’è di mezzo la danza, il gioco, il ribaltarsi continuo, il dialogo necessario, la purezza. L’arte di Gianni Chiriatti è autenticamente contemporanea poiché ha davvero il potere di spostarci in una nuova dimensione. È un’esperienza.”

Collaborano al progetto: Bibliodrammatica aps, AP/ArteProssima_pinacoteca d’arte contemporanea, Ci vuole un villaggio aps, La Casa di Cristina odv-ets, coop La Minerva, OL/Officine Letterarie e Ooops! (scrittura e narrazione), Eracle – Templari Federiciani aps, www.condividiamocultura.it, SL/SegnalazioniLetterarie, www.rtradioterapia.it, www.zaffiromagazine.it, Radio Città Pescara/Popolare Network, Cipas Abruzzo, www.alternewspress.eu.

AP/ArteProssima – terza stagione arti visive contemporanee 2023-2024

Terzo Anno del progetto #npittic/nuova pittura italiana contemporanea a cura di AP/ArteProssima – pinacoteca d’arte contemporanea, direzione artistica curatoriale Beniamino Cardines.

-sabato 28 ottobre/giovedì 30 novembre: (mostra collettiva) AP/ArteProssima – terzo anno di collezione: The Dwarf Artist/Luca Fagioli; EGO/Walter Colombo; Matteo Favi; Mauro Molle; Mauro Bellucci; Fabrizio Molinario; Gino Berardi; Vittorio Vertone; Anja Kunze; Gianni Chiriatti.

-domenica 3 dicembre/sabato 13 gennaio 2024: (mostra personale) Tiziano Calcari (Brescia – Lombardia)

-domenica 4 febbraio/domenica 25 febbraio: (mostra personale) Adriano Segarelli (Roma – Lazio)

-sabato 2 marzo/domenica 31 marzo: (mostra personale) Gianni Chiriatti (Borgagne – Puglia)

-sabato 6 aprile/domenica 28 aprile: (mostra personale) Michel’Art/Michela Di Fabio (Vasto – Abruzzo)

-sabato 4 maggio/domenica 26 maggio: (mostra personale) Vittorio Vertone (Pietragalla – Calabria)

L’intera programmazione si terrà presso Ci vuole un villaggio aps/ART_GALLERY, nuovo spazio per l’arte contemporanea a Pescara (Via Villetta Barrea 24). Ingresso gratuito. Info: 339 5223285




UOMOVIVO: Doc a chi?!

In parrocchia la presentazione del libro della collana di Lisa Zuccarini

Sant’Omero, 28 Febbraio 2024. Sant’Omero, Salone Parrocchiale Parrocchia S.S. Annunziata – Il prossimo 3 Marzo alle 16:00, presso il Salone Parrocchiale della Parrocchia S.S. Annunziata di Sant’Omero, avrà luogo un incontro speciale nell’ambito della presentazione del libro “Doc a chi?!” di Lisa Zuccarini. L’evento si propone di generare un dialogo con l’autrice partendo dal tema “Una famiglia è per sempre, maternità, fede e dintorni”.

Lisa Zuccarini presenterà il suo libro, il primo della sua carriera, che fa parte della collana UOMOVIVO di Berica Editrice. “Doc a chi?!” offre una prospettiva unica sulla maternità, la fede e le sfide quotidiane che ogni genitore affronta.

Il libro è un viaggio sincero attraverso l’esperienza di Lisa come moglie e mamma, condividendo le sue gioie, le sfide e le situazioni esilaranti che accompagnano la vita familiare. Lisa, che ha preferito uno slalom tra Lego, patacche di formaggino nei capelli e carrelli della spesa con le ruote inciampate rispetto alle corsie e alle barelle di un ospedale, offre un racconto toccante e divertente.

“Doc a chi?!” parla di mamme, di pazienti allettati, di incidenti di lavaggio e di Dio, con un mix unico di ironia e speranza. Lisa Zuccarini, cattolica per scelta, moglie dal 2014 e mamma dal 2017, condivide la sua storia con il desiderio di far sentire ogni donna meno sola nelle sue paturnie e di offrire un sorriso a chiunque si trovi a vivere situazioni simili.

L’incontro del 3 Marzo sarà un’opportunità unica per incontrare l’autrice, ascoltare le sue esperienze e immergersi nel mondo di “Doc a chi?!” Un evento aperto a tutti, che promette di regalare momenti di riflessione, risate e condivisione. Per seguire l’autrice e le sue iniziative è possibile trovarla sui social, dove è presente come Lisa Zuccarini (Facebook) e lisazu0 (Instagram).




MAGGIORE INTENSITÀ NELLA PRESENZA

Le ACLI di Chieti hanno incontrato l’Arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte

Chieti, 28 febbraio 2024. Nel tardo pomeriggio di ieri, 27 febbraio, la Presidenza provinciale delle ACLI, guidata dal neopresidente, Antonello Antonelli, ha incontrato l’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, per presentargli la composizione degli organismi direttivi eletti lo scorso 8 febbraio e condividere il programma di mandato per il quadriennio 2024-2028.

Insieme al presidente c’erano i vicepresidenti Giulio Totaro e Mimmo D’Alessio, il responsabile dello Sviluppo Associativo Maurizio Adezio, la segretaria provinciale per l’Amministrazione, Annalisa Sdrubolini, e il delegato al Registro Unico del Terzo Settore e alla piattaforma Proximo, Pietro Scarinci. 

L’incontro svoltosi presso il palazzo arcivescovile, è stato cordiale e familiare: mons. Forte ha espresso apprezzamento per il lavoro finora svolto dalle Acli sul territorio, ricordando alcuni dei passaggi significativi della storia dell’associazione in Italia e in particolare a Chieti, condividendo l’auspicio del presidente per un sempre più forte radicamento nel tessuto ecclesiale e sociale diocesano, in particolare camminando con l’intera Chiesa locale per il Sinodo.

«La nostra associazione provinciale – ha commentato al termine dell’incontro il presidente Antonelli – copre un vasto territorio che insiste su ben quattro diocesi, tra le quali quella di Chieti-Vasto è la più ampia e in cui insiste la maggior parte dei nostri circoli territoriali. Mons. Forte ci è stato particolarmente vicino in questo momento di transizione, partecipando con la sua parola di padre e pastore al nostro congresso provinciale del 20 gennaio scorso e accogliendoci oggi per questo incontro. 

Abbiamo fatto presente all’arcivescovo che le Acli della provincia di Chieti intendono marcare con maggiore intensità la propria presenza sul territorio, riconfermando e instaurando rapporti istituzionali tanto con le nostre realtà ecclesiali, quanto con le realtà istituzionali. Le Acli saranno sentinelle attente al dispiegarsi del dibattito pubblico, intervenendo con la nostra peculiarità, fatta di prudenza e concretezza. Abbiamo rinnovato a mons. Forte il nostro impegno a curare la nostra spiritualità, fonte della nostra azione, e ad essere vicini alle nostre associazioni di base, i circoli, la cui rete vorremmo anche estendere, convinti come siamo della bontà della nostra proposta associativa».




MARIO SETTA, TESTIMONIANZE DI LIBERTÀ

Imminente l’uscita del volume  a cura di Goffredo Palmerini

L’Aquila, 28 febbraio 2024. “[…] Mario mi mandava i suoi scritti. Erano tutti d’una intensità e d’una profondità etica e culturale straordinarie. Molto spesso ero io stesso che gli proponevo di diffonderli attraverso la rete dei miei contatti stampa, conoscendo la sua discrezione e la sua modestia egli non lo avrebbe mai chiesto. Ed è così che una straordinaria fioritura di scritti è comparsa su decine di testate in Italia e su molte altre all’estero. Sarebbe il caso di raccoglierli, questi scritti, per farne una pubblicazione, e forse lo farò. Temi ricorrenti erano approfondimenti storici, filosofici, artistici, sociali, un ampio spettro di questioni trattate con spiccata competenza, esposte con chiarezza e con il dono d’una magnifica scrittura. […]”

Così, tra l’altro, scriveva Goffredo Palmerini qualche giorno dopo la scomparsa di Mario Setta, storico e intellettuale abruzzese, avvenuta a Sulmona il 25 marzo 2022. Un proposito che il giornalista e scrittore aquilano, amico di Setta, sta ora per portare a compimento, essendo il libro in corso di stampa. Il volume “Mario Setta, testimonianze di libertà” (Edizioni Etabeta), a cura di Goffredo Palmerini, è infatti oltre che una raccolta di scritti dello storico, un tributo alla memoria per ricordarne l’opera intellettuale, i valori etici, l’amore per la libertà latamente intesa, la forte testimonianza di vita. Gli articoli raccolti nel volume, recuperati dal curatore nel suo archivio e dagli archivi delle redazioni cui a suo tempo li aveva inviati, datano Marzo 2015-Marzo 2022 e sono uno spaccato significativo dell’intellettuale e dello storico, ma soprattutto di Mario Setta persona nella sua autenticità, nella ricchezza dei suoi valori civili e spirituali, nella sua profonda umanità.

Questo piccolo tributo – dichiara Palmerinispero sia utile per fare un altro passo in avanti verso la consapevole conoscenza di Mario Setta, della sua poliedrica figura di intellettuale, mai sussiegoso, e di uomo a tratti “profetico”. Mi auguro, inoltre, che contribuisca a consegnare un ulteriore tassello alla sua memoria.” Con il consenso del curatore, qui di seguito si riporta il testo della Prefazione al volume, scritta dalla giornalista Maria Rosaria La Morgia, e l’INDICE dei capitoli.

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IL CORAGGIO DI UN INTELLETTUALE LIBERO

di Maria Rosaria La Morgia *

Libertà è la parola che più ricorre negli scritti che Mario Setta per sette anni, dal marzo 2015 a quello del 2022, ha affidato a Goffredo Palmerini per diffonderli in diverse pubblicazioni in Italia e all’estero. Articoli che sono stati raccolti in un unico volume, Testimonianze di libertà, pubblicato a due anni dalla scomparsa dello storico abruzzese. Per Mario la libertà era il principio guida: libertà interiore e politica, libertà religiosa e culturale, libertà che coniugava sempre con dialogo e rispetto dell’altro. È stato un intellettuale che non si è mai sottratto all’impegno concreto, nella quotidianità, in continuità con quanto aveva scritto nel suo primo libro Cristo ha le mani sporche (ed. Presenza, 1967) raccontando la storia di un prete operaio, esperienza che aveva vissuto direttamente.

Nato a Bussi sul Tirino in una famiglia operaia era entrato in seminario a quindici anni, nel 1951, e si era formato a Bologna. Per lui si rivelarono particolarmente importanti gli anni trascorsi a Roma come “cappellano degli edili”, dal 1962 al 1970, missione che gli consentì di vivere nella quotidianità quei valori di solidarietà e di amore per l’altro che lo avevano ispirato fin da ragazzino e che ribadì nella lettera indirizzata ai parrocchiani di Badia, frazione di Sulmona, dopo aver celebrato l’ultima messa il 7 aprile 1979, quando si concluse la sua prima vita, quella da prete. Scrisse: «Continuerò a credere nell’Amore Universale, come legge fondamentale dei rapporti tra gli uomini. Continuerò a lottare per una società più giusta, più fraterna, convinto come sono che la vita abbia senso solo se donata».

Nel 1982, dopo essere stato eletto consigliere comunale a Sulmona nella lista del PCI che lo aveva candidato come “indipendente”, fu sospeso a divinis. Una condizione di emarginazione che riecheggia nell’articolo (settembre 2017) dedicato alla memoria dei fratelli Spaventa e allo spazio che veniva riservato a Silvio, di solito maggiore di quello destinato al filosofo Bertrando. Citando Elena Croce scrive: «era naturale essere fiero di un illustre statista, ma più arduo appropriarsi i meriti di un filosofo e superare la circostanza che egli fosse un sacerdote che aveva lasciato l’abito». Mario Setta, per la sua condizione di prete sospeso a divinis, si vide negato il diritto al lavoro pubblico che aveva conquistato vincendo un concorso come insegnante e, per trovare un’occupazione, fu costretto anche ad emigrare. Dovrà aspettare la riforma del Concordato del Governo Craxi nel 1984 e l’abolizione dell’art. 5 che vietava l’assunzione negli uffici pubblici di “sacerdoti apostati o irretiti da censura” per entrare a pieno titolo nel mondo della scuola. Da quel momento inizia la sua vita di docente nel Liceo Fermi di Sulmona dove diventa un punto di riferimento umano e culturale. Ed è nella scuola che la sua passione per la ricerca storica cresce e si rafforza.

Nei primi anni ’90, dopo la visita a Sulmona di J. Keith Killby, fondatore di un’associazione di ex-prigionieri: il Monte S. Martino Trust, il preside di allora, Ezio Pelino, gli affidò il compito di coordinare un laboratorio di ricerca storica sull’aiuto dato dalla popolazione locale ai prigionieri alleati fuggiti dal campo di concentramento di Fonte d’Amore, Campo 78. È del 1995 la prima edizione del libro E si divisero il pane che non c’era, un’opera collettiva di studenti e di docenti su quella che sarà definita la Resistenza Umanitaria. Qualche anno dopo iniziò anche l’avventura del “Sentiero della Libertà”: nacque l’Associazione (Mario ne fu il primo presidente) e la marcia che, in tre giorni, ripercorre il cammino che fecero in tanti per attraversare la Maiella, da Sulmona a Casoli, e raggiungere l’esercito alleato e le zone d’Abruzzo già liberate. Tra loro il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che in Abruzzo, prima a Scanno e poi a Sulmona, aveva trovato rifugio.

Nell’articolo pubblicato il 19 gennaio 2020 Mario Setta scriveva: «Oggi la Marcia Internazionale Il Sentiero della Libertà – Freedom Trail – Freiheitsweg – Chemin de la Liberté è certamente il simbolo di Libertà più attuale, interessante, partecipato, giunto alla ventesima edizione, nato per rievocare il passato e proporre la riflessione sui valori di Libertà, Solidarietà, Pace, espressa dalle parole dell’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel discorso per la prima edizione del 2001: Oggi un gruppo si accinge a ripercorrere quegli aspri sentieri, i sentieri della libertà. Anch’io fui uno di loro, lasciai Sulmona, lasciai coloro che mi avevano accolto come un fratello, nelle loro case qui a Sulmona. […] Vedo qui oggi tanti giovani, che sono partecipi, con tutta la passione dei loro anni, di questa straordinaria manifestazione… E a voi giovani ripeto l’invito che rivolgeva a tutti gli uomini il vostro grande poeta Ovidio: guardate in alto, rivolgete sempre gli occhi alle stelle; abbiate ideali, credete in essi e operate per la loro realizzazione».

In tutti gli scritti di questa raccolta Mario ha lasciato il segno del suo pensiero che era uno stile di vita. Gli erano estranee ipocrisie e bugie, invidie e cattiverie, era un uomo generoso, libero, capace di scelte coraggiose. È stato un intellettuale che, in tutta la sua vita, si è battuto per la libertà, per i diritti umani, per la diffusione delle conoscenze, per la pace. L’ultimo scritto della raccolta porta la data del 6 marzo 2022, solo diciannove giorni prima della sua scomparsa, e ancora una volta le sue parole rappresentano una denuncia e un appello: «Mai, come in questo periodo di grave crisi socio-economico-politica, sembra così impellente e improcrastinabile il bisogno di una Costituzione universale. La terra è diventata finalmente la “casa comune”, ma la globalizzazione non può ridursi alla compravendita di uomini e di merci.»

*Giornalista, presidente dell’Associazione “Il Sentiero della Libertà”

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INDICE                                                                                                 

PRESENTAZIONE – di Goffredo Palmerini

PREFAZIONE – di Maria Rosaria La Morgia

NOTA DEL CURATORE – di Goffredo Palmerini

L’AQUILA DI FRIEDRICH NIETZSCHE

RELIGIONE E POLITICA: IL CASO SULMONA

L’ITALIA FUORI È MIGLIORE DELL’ITALIA DENTRO

IL SENTIERO DELLA LIBERTÀ – con Goffredo Palmerini

LA RESISTENZA UMANITARIA IN ABRUZZO

LUCI E OMBRE NEI PLEBISCITI

UN UOMO GENIALE, VENANZIO DI BIASE

LAPEDOFILIA NELLA CHIESA

BERTRANDO E SILVIO SPAVENTA: TORNIAMO A BOMBA…

NOI FIGLI DI ABRAMO

55 ANNI FA IL CONCILIO VATICANO II

LA DONNA, IERI E OGGI

500 ANNI FA LA RIFORMA DI MARTIN LUTERO

NOVEMBRE 1943, L’ECCIDIO DI PIETRANSIERI

AMORE OLTRE LE BARRIERE

MEZZOGIORNO TRA IDENTITÀ E STORIA

CELESTINO E FRANCESCO

PREMIO POLIDORO 2017 A MARIA ROSARIA LA MORGIA

NATALE DI SANGUE 1943

EMANUELE FELICE E LA FELICITÀ

AUSCHWITZ, OGGI E IERI

GIORNATA DELLA MEMORIA: 27 GENNAIO 1945

FEBBRAIO, IL MESE DEI CONCORDATI TRA STATO E CHIESA

NOI SIAMO BRUZZESI DI MAURO TEDESCHINI

MARIA DI MARZIO – con Maria Rosaria La Morgia

PAPA FRANCESCO DAPADRE PIO

IL MISERERE DEL VENERDI’ SANTO

UNO CHEF: DOMENICO SANTACROCE

IL 5 MAGGIO RIAPRE UN TESORO ABRUZZESE

MATTARELLA E LA RESISTENZA UMANITARIA IN ABRUZZO

FAMIGLIA INCONTRA PARENTI EX PRIGIONIERO – con Mario Salzano

FONTE D’AMORE, LEZIONE DI UMANITA’ – con Mario Salzano

19 MAGGIO 1296, LA MORTE IN PRIGIONE DI CELESTINO V

UN ANNO A ROVERE (1943-1944)

RICORDANDO CAVOUR

IL “CASO” PASCAL D’ANGELO

CRISTO, UOMO DEL SUD

UNA SCRITTRICE ABRUZZESE: AIDA STOPPA

UNA NUOVA REALTÀ

DONNE NELLA RESISTENZA: ADA GOBETTI E IRIDE CAMPEROLI

PAPA FRANCESCO: LA CHIESA HA FALLITO

REDENZIONE. LA NUOVA WELTANSCHAUUNG

75° ANNIVERSARIO DELL’ARMISTIZIO

ELOGIO DEI POCHI

A SCUOLA, SEMPRE

QUESTA, L’AMERICA!

LA GRANDE GUERRA: STORIA E PERSONAGGI

M, IL FIGLIO DEL SECOLO, DI ANTONIO SCURATI

NATALE, LA STORIA

LA GRANDE GUERRA DI ARMANDO DIAZ

L’ABRUZZO TRADITO(RE) – con altri firmatari

FARE STORIA, RIFLESSIONI SU METODI E FORMAZIONE

ATTUALITÀ DELL’UTOPIA

LA LIBERAZIONE E LA RESISTENZA UMANITARIA

L’ITALIA, LA CORRUZIONE, LA CHIESA

LA STORIA AL MICROSCOPIO

UNA STORIA DEGLI UOMINI SCRITTA DA UOMINI

IN UN LIBRO LA VICENDA UMANA DI UN ANARCHICO

LE DIMISSIONI DI CELESTINO E BENEDETTO – con Goffredo Palmerini

I SIMBOLI DELLA LIBERTÀ – con Maria Rosaria La Morgia

GIORNATA DELLA MEMORIA, EBREI IN ABRUZZO

PANDEMIA E GLOBALIZZAZIONE

L’UMANITÀ ALLO SPECCHIO DEL CORONAVIRUS

25 APRILE: L’ALTRA FACCIA DELLA RESISTENZA

9 MAGGIO 1974, STORIA DI UN’EVASIONE

SULMONA, 27 AGOSTO 1943

AMOR SACRI, IL RIMOSSO DELL’OCCIDENTE

EVA E IL PECCATO ORIGINALE

L’ENIGMA BERGOGLIO DI MASSIMO FRANCO E FRATELLI TUTTI

LA LIBERAZIONE DELLA CHIESA – con Raffaele Garofalo e Pasquale Iannamorelli

LA GUERRA IN CASA 1943-1944

LA CONQUISTA DELLA LIBERTÀ

LA FRATELLANZA DI CRISTO

IL SENTIERO DELLA LIBERTÀ, EDIZIONE 2022 – con Maria Rosaria La Morgia

FREEDOM TRAIL, XX EDIZIONE – con Maria Rosaria La Morgia

NESSUNA COLPA uguale NESSUNA SCOMUNICA

L’APPELLO PER LA PACE COL PROGETTO DI IMMANUEL KANT




LA STRAGE DI LAVORATORI CONTINUA

Il governo e la politica facciano loro la proposta di legge sul reato di omicidio sul lavoro, lesioni gravi e gravissime introdotta dall’usb e da rete Iside

Teramo, 28 febbraio 2024. Ieri, 27 febbraio, un altro lavoratore è morto in costanza di lavoro. È accaduto alla Amadori di Mosciano Sant’Angelo dove Gaetano Domenico Mastroieni, di 66 anni, lavorava per un’azienda esterna di autotrasporti ed è rimasto schiacciato da un tir in manovra. Stringersi ai familiari è un atto dovuto, da parte nostra e di tutti, ma a questo bisogna accompagnare dei fatti concreti che mettano fine alle stragi quotidiane.

L’Abruzzo, ed in particolare la provincia di Teramo, negli ultimi anni ha il record negativo per incremento percentuale di morti sul lavoro, stando ai dati 2022 e 2023 dell’INAIL, e questo deve porre tutti di fronte alle proprie responsabilità: l’età è un primo dato di cui tener conto perché non si può far lavorare le persone oltre una certa soglia anagrafica, il sistema degli appalti che troppe volte permette alle aziende di fare profitti a discapito anche della sicurezza, i ritmi di lavoro che vengono imposti espongono a maggiori rischi, sistemi di controllo totalmente insufficienti per mancanza di personale e meccanismi di controllo basati troppo sulla correttezza burocratica più che sulle condizioni reali di sicurezza nelle aziende, il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza (RLS) che hanno poco potere decisionale, e pochi strumenti a disposizione, sulle scelte aziendali in materia oltre alla sudditanza nei confronti delle organizzazioni sindacali di riferimento, ecc.

La politica, il governo, e tutte le organizzazioni sindacali bene farebbero a sostenere la proposta di legge elaborata da RETE ISIDE e USB che prevede l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime.

La proposta di legge prevede anche tante altre misure che sicuramente sarebbero un argine alla mattanza a cui si assiste da anni (oltre 12.000 morti negli ultimi 10 anni).

Le parole di bocciatura della proposta da parte di esponenti del governo ed in particolare del Ministro Nordio sono inconcepibili, assurde e con motivazioni fuori luogo perché sostenendo che l’introduzione del reato dell’omicidio stradale non ha condotto al calo degli incidenti mortali equivale a dire che chi non rispetta le normative di sicurezza può restare impunito mentre migliaia di famiglie non otterranno mai giustizia vera.

Federazione USB Abruzzo e Molise

Unione Sindacale di Base

Federazione Abruzzo e Molise




MANGANELLI E ORDINE. Il grande problema di questo governo è la Costituzione

Quando la Costituzione è il grande “problema” di un Governo non si tratta di un semplice raffreddore ma di una bronchite che si sta cronicizzando.  

di Rocco D’Ambrosio

Globalist.it, 28 Febbraio 2024. L’uso dei manganelli, nella maggior parte dei casi, non è una manifestazione di ordine, ma semplicemente una manifestazione di forza che, fatta salva la legittima difesa, è sempre segno di una cultura politica che ha smesso di ragionare e dialogare, ma crede di “mantenere” l’ordine con manganelli e strumenti simili, cioè con la forza illegittima. Le responsabilità delle forze dell’ordine sono ascrivibili a chi, come singolo o responsabile di forze locali, compie abusi, per cui deve essere perseguito e punito; le responsabilità del Governo, invece, sono da riferirsi alla catena di comando e a quelle culturali.

In ogni Paese democratico che si rispetti il Governo ha il compito di indicare chiaramente linee di intervento ineccepibili dal punto di vista costituzionale ed etico, democratiche e lontane da qualsiasi forma di fascismo o neofascismo, aperte al dialogo, lontani da forme di machismo, attenti a prevenire infiltrazioni di facinorosi nelle manifestazioni pubbliche. Troppo semplice dire è colpa della Polizia o di altre forze preposte. Le forze dell’ordine obbediscono agli ordini e alle strategie adottate dal Governo.

Il deficit culturale sembra riguardare il rapporto ordine-giustizia. All’interno di ogni istituzione, ordine e giustizia sono strettamente interdipendenti e interconnessi. La prassi politica ha purtroppo fuorviato la ricerca quando ha connotato partiticamente i temi dell’ordine e della giustizia. Per molti, ieri come ancora oggi, la “giustizia è a sinistra, l’ordine a destra”, come ricordava Mounier negli anni Trenta, lamentandosi di questa “verità approssimativa”. La riduzione partitica del tema fa dimenticare completamente come l’ordine realizza il bene nella misura in cui è giusto e, dall’altra parte, è giusto tutto ciò che è secondo un ordine. Alla stessa maniera l’ordine che realizza il male è disordine (Agostino lo chiamerebbe “grande latrocinio”) e la giustizia che non segue un ordine è una falsa giustizia, cioè un’ingiustizia. La sintesi di tutto ciò è nella Costituzione che presenta un ordine, quello democratico repubblicano e si ancora a un’idea forte di giustizia e pone in dialogo e mutuo aiuto i due pilastri etici.

Ma è proprio la Costituzione il grande “problema” di questo Governo. A volte citata, ma molto spesso maltrattata e tradita: disprezzo e rifiuto dei migranti; occupazione dei mezzi di comunicazione; libertà di espressione compromessa; parlamento mortificato dall’esecutivo; tentativo di spaccare l’Italia, in risorse e servizi, con l’autonomia differenziata; premierato che non corrisponde allo spirito e alla lettera della Costituzione; adesione non piena alle direttive comunitarie europee; scarsa incisività in tema ambientale; ambiguità di giudizio su eventi e culture politiche antidemocratiche (neo fascismi e populismi); mancato rispetto della laicità dello stato; tolleranza verso gruppi eversivi (si pensi a molti settori del tifo calcistico); gestione clientelare e familistica di progetti governativi; scelte economiche neoliberiste e poco solidali, per citare i maggiori.

Ma quando la Costituzione è il grande “problema” di un Governo non si tratta di un semplice raffreddore ma di una bronchite che si sta cronicizzando.




L’ANIMA DELLE ALTE TERRE

Centocinquanta anni con il CAI dell’Aquila per la montagna e gli alpinisti

L’Aquila, 28 febbraio 2024. Sabato 2 marzo 2024, alle ore 16.30, presso l’Aula Magna “Alessandro Clementi” del DSU – Dipartimento di Scienze Umane – dell’Università degli Studi dell’Aquila, verrà presentato il volume «L’Anima delle alte terre», ambizioso prodotto editoriale realizzato dalla Sezione CAI dell’Aquila, in stretta collaborazione con le realtà accademiche e scientifiche della città, con le migliori espressioni del mondo della cultura e del giornalismo, non solo di settore.

I temi trattati nel volume spaziano dall’alpinismo alla storia e struttura del Soccorso Alpino e Speleologico in Abruzzo, dal cinema di montagna in città al tema dei rifugi di montagna, dalla glaciologia alle trasformazioni dell’economia di montagna, dalla storia all’archeologia, dall’ambiente all’idrologia, dalle foreste alla fauna, dalla Perdonanza alla Transumanza e all’Alpinismo, che a L’Aquila vedono realizzarsi un incredibile crocevia di Beni Immateriali Unesco. Un libro – alla cui realizzazione hanno contribuito la Fondazione Carispaq e il Gruppo regionale CAI Abruzzo – pieno di significati simbolici, oltre che di prestigiosi contributi.

Un omaggio alla natura, alla montagna, un richiamo a rendere sempre più attuali i temi che riguardano la salvaguardia di un ambiente possente e delicato al tempo stesso, uno spaccato della nostra contemporaneità, una rappresentazione della necessità attuale, per gli esseri umani, di rivedere un rapporto con la natura liberato finalmente dai lacci del consumismo, nel senso letterale del consumo di una natura non depredabile in eterno. 150 anni di vita, per la Sezione aquilana del Club Alpino Italiano, rappresentano un’età importante. Il 2023 vede tanti Soci impegnati sui temi cari a tutti noi: l’informazione, la formazione, la tutela della natura alpina, la cura dei rifugi e dei sentieri, la diffusione continua di una cultura della montagna, di una montanità sempre più necessaria, continuando ad affermare un costante impegno per queste finalità. Il Club Alpino Italiano sa che mai come oggi è necessario rammentare, agli Associati e a tutti gli appassionati, quanto sia importante custodire, recuperare e valorizzare in modo sostenibile, curare, proteggere un ambiente così delicato, quanto e perché sia utile far crescere la cultura dell’andare in montagna con maturità.

I risultati della ricerca, presso l’Archivio nazionale del CAI, dei documenti attestanti la nascita della Sezione dell’Aquila nel 1873, ci permettono oggi di festeggiare questa ricorrenza così importante: le celebrazioni possono essere vuote esibizioni autoreferenziali ma, se la crescita ha un intrinseco portato di maturità, possono anche rappresentare occasioni per ricordare cosa il CAI è e rappresenta, in questa città e per questa città, da un secolo e mezzo. L’ultima pandemia ha lasciato dietro di sé un enorme vuoto, un desiderio di rivincita, di riscatto, di libertà nel potersi muovere, spostare, vivere i grandi spazi aperti. È stata una reazione più che comprensibile, giusta.

Questa tensione, questo desiderio, ha trovato nei vasti spazi che la montagna offre un naturale terreno di gioco, il primo luogo dove esistevano – non solo nell’emergenza sanitaria ma da sempre – il distanziamento e la possibilità di svolgere attività all’aria aperta. Il risultato di tutto ciò è stato un aumento impressionante dei frequentatori dei sentieri, spesso non educati, molto spesso non rispettosi dell’ambiente, nella maggior parte dei casi impreparati. Moltissimi hanno messo in pericolo se stessi e gli appartenenti al Soccorso Alpino, per inconsapevolezza, prima ancora che per un malinteso senso di avventura. Gli spazi delle montagne abruzzesi non sono paragonabili, per estensione, a quelli dell’arco alpino, anch’essi messi sotto pressione.

Tante persone, troppe, concentrate in poche zone e itinerari che attraversano territori delicati, non in grado di sopportare un impatto antropico così imponente. Cinquanta anni or sono, il bel libro “Omaggio al Gran Sasso”, che la Sezione dedicò ai suoi cento anni di attività, resta ancora adesso un documento fondamentale, perché racconta di un mondo che – pur non così distante nel tempo storico – oggi ci appare lontanissimo: allora la Sezione non disponeva di una sede di proprietà, oggi svolge le sue attività in un palazzo prestigioso, che fa parte del patrimonio culturale tutelato della città, con una bellissima sala conferenze dedicata a Michele Iacobucci, primo presidente del CAI cittadino, spazio acquistato con volontà e lungimiranza grazie alla generosità dei Soci. Il Parco nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga non esisteva, se non nelle illusioni di pochi, considerati all’epoca dei visionari, come non c’erano il Parco nazionale della Majella e il Parco naturale regionale del Sirente Velino.

Il sistema delle aree protette, oggi, fa parte del sentire collettivo, è uno straordinario volano di potenziale crescita, culturale ed economica. L’esistenza di questo sistema è un risultato del quale anche la Sezione aquilana del CAI può vantarsi, avendo sognato, seguito, curato, analizzato, studiato e progettato quella che cinquanta anni fa era solo un’idea utopistica. È sufficiente pensare ai tanti e preziosi contributi, di carattere storico e tecnico-scientifico, ospitati nel “Bollettino” della Sezione, gemma dimenticata per troppo tempo.

La Sezione CAI dell’Aquila, a partire dal 1924, iniziò la pubblicazione di un “Bollettino Mensile”, imprescindibile fonte di sapere multidisciplinare sul Gran Sasso per chiunque volesse (e voglia ancora) approfondirne gli aspetti storici, sportivi, culturali, sociali e scientifici. Nel pieno di una crisi climatica globale, è su questa traccia che il Club Alpino Italiano prosegue il suo cammino, adattandosi ai tempi. La Sezione CAI dell’Aquila è cresciuta, è maturata e oggi è pronta per affrontare con rispetto, umiltà e fermezza, le sfide degli anni a venire.




MARY LATTIMORE

Concerto arpa ed elettronica sabato 2 marzo 2024 ore 21.30 | spazio matta

 Pescara, 28 febbraio 2024. Torna Matta in scena, rassegna di teatro, danza, musica e altri linguaggi, giunta alla nona edizione, promossa da Spazio Matta – rete Artisti per il Matta, all’interno del Programma per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie della Città di Pescara, grazie anche al contributo della Fondazione Pescarabruzzo e in convenzione con Soci Coop Alleanza 3.0.

Sabato 2 marzo debutta la sezione Musica, a cura di Flavia Massimo, con la musicista Mary Lattimore in concerto per arpa ed elettronica dalle ore 21:30, allo spazio Matta, in Via Gran Sasso, 57 a Pescara

Mary Lattimore è un’arpista originaria della Pennsylvania da tempo residente a Los Angeles, perfettamente a suo agio tanto negli ambienti della classica contemporanea quanto nei circuiti underground. Con la sua arpa e l’ausilio di sottili e calibrati innesti di elettronica, la Lattimore realizza una ambient music languida, lunare e ovattata, in cui è bellissimo perdersi.

“Goodbye, Hotel Arkada” è il titolo del suo ultimo lavoro; un album in cui Mary ha chiamato a raccolta suoi eroi musicali come Lol Tolhurst (The Cure), Rachel Goswell (Slowdive) e Roy Montgomery nonché spiriti affini e collaboratori di lunga data quali Meg Baird, Samara Lubelski e Walt McClements (Lonesome Leash). L’Hotel Arkada del titolo è un albergo su un’isola croata visitato dalla Lattimore poco prima che i suoi ambienti e arredi vecchio stile fossero smantellati e sottoposti ad un’aggressiva opera di modernizzazione. Un disco sul cambiamento e sulla perdita celebra e “piange” la tragedia e la bellezza dell’effimero, di quello che viene vissuto e non più ritrovato nel tempo. 22

Ingresso: 15 euro, Ridotto 10 euro (studenti, pensionati, soci Coop Alleanza 3.0).

ACQUISTO BIGLIETTI ONLINE: https://oooh.events/evento/mary-lattimore-biglietti/

Info: 327 8668760 – prenotazioni@spaziomatta.it – ufficio stampa Paolo Ferri – 347.78.51.667




OMAGGIO ALL’EX SINDACO RAGNOLI

Il comune dedica a lui la cittadella dello sport

Roseto degli Abruzzi, 28 febbraio 2024. La città di Roseto degli Abruzzi rende omaggio all’ex Sindaco Giovanni Ragnoli, la mente visionaria dietro la creazione della Cittadella dello Sport di Fonte dell’Olmo, e lo celebra con l’inaugurazione di un monumento in suo onore che sarà svelato in piazza Olimpia domenica 3 marzo alle ore 11.00. Opera che sancirà anche l’intitolazione della stessa area all’ex primo cittadino.

“La Cittadella dello Sport, che comprende il Palasport “Remo Maggetti”, la piscina comunale, i campi del Circolo Tennis di Roseto, il campo sportivo e il pattinodromo, è un simbolo di unità e di impegno civico per tutto il territorio – afferma il Sindaco Mario Nugnes – La presenza, poi, della scuola media “Fedele Romani”, che sarà rinnovata con un investimento di dieci milioni di euro e i cui lavori sono partiti in questi giorni, completa questa area dedicata allo sport e all’educazione. Un complesso unico nella provincia di Teramo che è il risultato di una lungimirante intuizione di Ragnoli, che ha trasformato un’intera area in un centro sportivo all’avanguardia anche grazie alle azioni delle amministrazioni comunali che si sono succedute a lui nel corso degli anni e che hanno arricchito il suo progetto”.

L’intitolazione fa seguito a la Delibera di Giunta N.29 del 2013, approvata sotto l’Amministrazione dell’allora Primo Cittadino Enio Pavone, nella quale si approvava l’intitolazione della Cittadella dello Sport al Ragnoli, e che è stata concretizzata grazie all’Amministrazione attuale guidata dal Sindaco Mario Nugnes e all’impegno della Presidente del Consiglio Gabriella Recchiuti e di tutta la Giunta.

IL PROGRAMMA. La cerimonia di intitolazione si terrà domenica 3 marzo, con inizio alle ore 11.00, in piazza Olimpia, presso il Palazzetto dello Sport alla presenza degli Amministratori rosetani e dei rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose. La giornata sarà preceduta alle ore 10.30, da una parata festosa dei giovani atleti delle associazioni sportive e delle scuole di Roseto, che partiranno dalla zona del campo sportivo di Fonte dell’Olmo per poi raggiungere il luogo della cerimonia di svelamento dell’opera dedicata a Ragnoli.

“Il monumento, alto cinque metri e realizzato in Corten, rappresenta l’ambizione di Roseto degli Abruzzi di essere oramai riconosciuta come città dello sport a livello regionale – conclude il Sindaco Nugnes – Questo simbolo tangibile dell’eredità di Ragnoli sarà un punto di riferimento per la comunità e un’ispirazione per le future generazioni. L’opera è destinata a diventare un’icona della città e, oltre a celebrare l’ex Sindaco Ragnoli, rappresenta un promemoria dell’importanza dello sport nella vita quotidiana”.




INVERNO D’ESSAI: DOMANI È UN ALTRO GIORNO

Valerio Mastrandrea e Marco Giallini protagonisti del film di Simone Spada

Giulianova, 28 febbraio 2024.  Simone Spada dirige magistralmente Valerio Mastandrea e Marco Giallini in “Domani è un altro giorno”, quarta proposta della rassegna “Inverno d’Essai”, l’ultima di febbraio, che si terrà come sempre al Kursaal.

La storia è quella, toccante, di un addio. Nonostante la malinconia del motivo conduttore, però, la trama non è mai cupa ed ha anzi le tinte forti di un legame che rinasce. Giuliano vive a Roma; Tommaso in Canada. Hanno solo quattro giorni per “ritrovarsi” e lo faranno, allegramente e senza rimpianti. Tutto merito di una dose misurata di ironia e di una leggerezza che non si arrende nemmeno al più drammatico dei finali.

Inizio alle 21. Ingresso libero.




QUEL NATALE NON C’ERA LA NEVE

Il romanzo familiare di Agnese Berardini targato Bertoni Editore, alla Ubik

Pescara, 28 febbraio 2024. … verso oceani sconosciuti, a inseguire le passioni per trovarci e perderci nel volto di ogni essere umano; cercando ogni volta un porto sicuro. (Agnese Berardini, “Quel Natale non c’era la neve – Storia d’amore di una famiglia”, Ottavo capitolo, p.110, Bertoni Editore).

Riprende il viaggio della seconda pubblicazione di Agnese Berardini, uscita a ottobre 2023 e targata Bertoni Editore, casa editrice umbra, con la quale l’autrice aveva esordito nel mondo letterario a ottobre 2021 con la silloge poetica Vagabondaggi di un’anima.

La docente, che insegna lettere classiche al Liceo “D’Annunzio” di Pescara, si è cimentata con il suo primo romanzo: “Quel Natale non c’era la neve”, con il quale ha conseguito il 2° posto del Premio internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria 2022 nella Sezione Narrativa Inedita.

Dopo le due precedenti soste: a Chieti e a San Sebastiano dei Marsi, entrambe ricche della gioia della condivisione, il romanzo sarà presentato a Pescara venerdì 1° marzo, alle ore 17:30 in via Firenze 209, presso la libreria Ubik, per cercare altri occhi, orecchie e cuori aperti all’ascolto della storia d’amore di una famiglia, quella dell’autrice.

Il racconto si snoda dagli anni 70 del Novecento fino al 2006, con numerosi flashback, alcuni negli anni della Seconda guerra mondiale e del dopoguerra e ci restituisce sogni, aspettative, gioie e i dolori dei protagonisti ‒ in cammino soprattutto tra Puglia e Abruzzo ‒ che costruiscono le loro esistenze nel viaggio realistico e immaginifico che sempre ogni vita regala. Una storia vera, alla quale si intrecciano il fantastico e il meraviglioso: miracoli, leggende, sogni, strane coincidenze in paesi e città italiane ed europee e nella quale entrano in scena personaggi sconosciuti e altri noti, come il grande scrittore Ennio Flaiano.

L’autrice è nata a Foggia ed è per metà di origini marsicane. È laureata in lettere classiche. È stata un’attivista di Amnesty International per quasi vent’anni. Risiede a Montesilvano con suo marito e si dedica con passione all’insegnamento presso il Liceo Classico “G. D’Annunzio” di Pescara.




IL BOMBARDAMENTO DEL 29 FEBBRAIO 1944

80esimo anniversario giovedì prossimo, alle 10, cerimonia di commemorazione delle dieci vittime in piazza Caduti 29 febbraio 1944,  alle spalle del municipio. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Giulianova, 28 febbraio 2024. Ottant’anni fa, il 29 febbraio 1944, le truppe alleate bombardarono il centro storico di Giulianova, mietendo, nella piazza alle spalle del municipio, dieci vittime. Nove morirono sul colpo. Una donna di 30 anni, Elisa Salvati, spirò il 6 marzo per le ferite riportate.

L’ Amministrazione Comunale ricorderà la strage dopo domani, giovedì 29 febbraio, alle ore 10, nel luogo della tragedia, piazza Caduti 29 febbraio 1944. La cerimonia di commemorazione si terrà alle 10, alla presenza delle autorità civili e militari. Interverranno il Sindaco Jwan Costantini, il Vicesindaco Lidia Albani, il Presidente Emerito dell’ Archivio di Stato di Teramo Ottavio Di Stanislao, il parroco di san Flaviano e Vicario della Forania di Giulianova don Enzo Manes. Una corona d’alloro sarà deposta in corrispondenza della lapide che reca i nomi dei Caduti civili della Seconda Guerra Mondiale.

I rintocchi delle campane di San Flaviano ricorderanno le vittime del 29 febbraio alle 13.30, ora del primo dei tre bombardamenti che si susseguirono in rapida successione.