Il futuro della città negli affascinati numeri del mercato
Chieti, 27 luglio 2025. Qualche giorno fa si citava Chieti quale città abruzzese in cui conviene di più comprare casa. Oltre ad alcuni aspetti economici, non molto chiare le motivazioni di tale convenienza se non la giusta riflessione sui numeri di questo andamento del mercato immobiliare e sul primato della città.
Tralasciando gli aspetti di campanile, comunque sempre attuali, la sofferenza demografica della cittadina è oramai nota; dopo aver toccato il massimo degli oltre 55 mila abitanti dei primi anni duemila, oramai la popolazione scende ed in modo deciso. Sotto la soglia traumatica dei 50 mila abitanti, da molto tempo non si registrano segni di cambiamento: la città si sta lentamente svuotando.
Nonostante i buoni propositi, i grandi progetti, le opere in corso, e poi tutte le belle parole e i programmi per il futuro, nulla sembra levarsi dal contesto politico, sociale ed economico generale da potere semplicemente annotare un qualche segno positivo.
Motivi d’ottimismo per il rilancio, ovvero qualche sentimento di speranza sembrerebbe però stranamente distinguersi proprio dai numeri di quello studio che richiamano la speculazione ad una attenzione non trascurabile: a Chieti si compra bene.
Si compra bene sicuramente, ma il patrimonio edilizio nasconde un infinito universo che si scompone in tante galassie d’indagine ed in una dinamica d’ordinamento normativo che in poco meno di vent’anni ha letteralmente distrutto ricchezze, patrimoni ed ogni sorta di speranza anche per i sognatori più incalliti.
Allineare agli attuali standards abitativi [sicurezza, consumi, confort] il vecchio patrimonio edilizio è un’opera quasi impossibile per chi si avventura nelle acrobazie tecniche volute dal legislatore.
Cercare comunque di operare, agire, investire in una città antica come Chieti è un’impresa sicuramente fantastica sin dai primi approcci, dalle prime indagini e dai primi numeri, ma provarci rimane sempre e comunque un’affascinante e romantica vicenda da vivere fino in fondo, per la bellezza delle relazioni e della varia umanità conosciuta.
Nando Marinucci
Nuovi Tempi



Vorrei proporre un nuovo nome che evidenzi meglio le sue caratteristiche:
BUCANVILLE