Il sogno che svanisce
Torrevecchia Teatina, 28 agosto 2025. L’UniDaV, la nostra università telematica, tra le 11 riconosciute dal MIUR, è posta in vendita. Lo apprendiamo dalle pagine del Centro dell’edizione scorsa. Nemmeno il tempo di rallegrarsi del nuovo piano di rilancio di qualche tempo fa e delle belle parole espresse dal presidente Sergio Caputi che già si ripiomba nella tristezza degli anni passati, di quando le notizie giudiziarie correvano in lungo ed in largo sulla stampa per la disagio d’ogni buon proposito.
Davvero triste raccogliere ancora informazioni e notizie brutte; queste decisioni del Rettore Stuppia, già accolte e deliberate dal CdA della D’Annunzio, sembrano proprio una strana condanna, soprattutto per le secche e scarne motivazioni della scelta.
In paese si sta cercando di comprenderne fino in fondo il significato di questa rinuncia della d’Annunzio alla Telematica, per dare un senso a tutto il cammino di questa prestigiosa sede per noi di Torrevecchia Teatina.
I nuovi tempi stanno sicuramente condizionando le dinamiche della nostra società; i piccoli centri oramai stanno perdendo ogni tipo di competenza e di potere, figurarsi una sede universitaria; la nostra piccola comunità ovviamente segue la traccia di questa sorta di decadimento della periferia provinciale, ma questa scelta non si riesce proprio ad elaborarla fino in fondo e digerirla, e questo per chi ci credeva.
Il sogno della Cittadella della Cultura a Torrevecchia Teatina, così com’era stata proposta all’origine dall’allora rettore Franco Cuccurullo, sembrava offrire un’opportunità di riscatto alla nostra comunità rurale alle porte del capoluogo e dei grandi fatti; un’occasione storica per un mondo perennemente avvilito nell’ombra nello sconforto della marginalità; una possibilità che, alla luce dei tristi eventi che piovono dall’alto e che vanno ineluttabilmente prendendo forma, va definitivamente sfumando.
Se dall’alto la decisione irrompe e risolve, dal basso l’unica certezza di una relazione distorta, forse malata o forse incompresa, comunque immaginaria per una classe politica locale distaccata e forse anche impreparata. L’Università a Torrevecchia, dopo oltre vent’anni, se per qualcuno ha rappresentato un privilegio, per la comunità intera, nonostante tutto, rimane ancora una sconosciuta e forse è giusto che tutto svanisca così.
nm



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