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Abruzzo Popolare

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L’EPOCA DELL’ODIO

Lontani dal turpe sentimento

Caro direttore, sfogliamo il giornale, ascoltiamo notiziari, seguiamo l’informazione  quotidiana, inutile nascondere, o meglio far finta che tutto viaggia sull’onda della normalità, nel nostro mondo attuale anche le più semplici delle relazioni, delle questioni e dei confronti possono sempre degenerare e precipitare nelle forme più o meno profonde d’odio, avversione, ostilità con tutto il resto: basta un nulla che tutto sprofonda nel conflitto più bieco e più triste. 

Questo nostro mondo, in ogni sorta di luogo, ambiente e dimensione, si va ormai conformando a questo ignobile “sentimento di forte e persistente avversione, per cui si desidera il male o la rovina altrui” così recita la Treccani alla voce Odio.

Per ogni questione, per ogni problema, disagio, impiccio o fastidio, anche il più innocuo, non c’è verso, tutto si proietta in un’avversione ineluttabile; dalle banali fino a quelle più tremende delle guerre, delle distruzioni e del sangue.

Tempi davvero strani quelli che stiamo vivendo, e li possiamo testimoniare direttamente per aver vissuto tempi sicuramente migliori; epoche di bellezza pura che sono poi quelle del nostro recente passato.

Inutile, comunque, rileggere i colori, il fascino, i sentimenti degli anni passati; i Sessanta, i Settanta persino gli Ottanta sono stati anni di grande sintonia collettiva, complicità, allegria e visione, per quello che ci riguarda.

Almeno per quel che ci è dato ricordare e tralasciando le dinamiche oscure di potere [quelle sono sempre presenti nella storia], il popolo, quello che trascina il progresso del mondo, quello dinamico delle conquiste dei diritti, delle libertà e delle democrazie, è stato un grande popolo, dinamico, operoso e soprattutto solidale fino al martirio in quegli anni.

Cosa sta succedendo, allora: abbiamo dimenticato tutto?

Ce lo stiamo chiedendo ormai da un bel po’ e senza trovare risposta, ma lasciamo agli esperti ogni analisi, opinione o responso.

Per noi la conflittualità noi è oramai dilagante, e non v’è modo di porre argine. Il nostro piccolo agire, il fare bene, il guardare con occhi buoni, il parlare giusto, vero e pacato: ecco per noi questo è l’indirizzo utile.

Bisogna agire finché si può contro quest’odio, e la  dotazione di pacifici strumenti e di sistemi relativi per noi è disarmante, ovvero allontanarsi dal brutto sentimento per non correre il rischio d’essere infettati.

Nuovi Tempi

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