Due ore esatte di monologo in prima serata su Rai 1
Questa volta è Pietro, l’apostolo leader, il soggetto scelto dal Benigni nazionale. Sempre il sacro, lo spirituale, quello cristiano cattolico, quel prezioso mondo preferito dai nostri speciali pensatori, dai nostri studiosi puntigliosi, giornalisti osservatori, celebri attori e tutti gli intellettuali illuminati del dominio massmediatico.
Sempre attratti da questo misterioso ma seducente spirituale e tutti ad elargire proprie raffinate interpretazioni, confidando di averne di esclusive.
Anche il Benigni, come un po’ tutti gli ostinati avventori massmediatici di questi tempi, si è esibito alla sua maniera, individuando luoghi e soliti tempi e modi, cercando, ovviamente, i classici riconoscimenti per i noti e popolari canoni televisivi.
Periodo sempre florido per l’argomento religioso; programmi, indagini, spettacoli, libri, talk show, divulgazioni d’ogni sorta.
Dalla vecchia bibbia alle nuove frontiere della fede; dalle nuove visioni storiche e filosofiche a quelle aliene e fantascientifiche; dal san Francesco alienato e nevrotico a quello sovversivo ed umanista; dal Gesù Cristo che vive sotto casa al san Pietro tuo grande amico ma fragile individuo.
Ecco, dunque, l’epopea del divino rivisto, corretto ed elargito e che continua, con i suoi vari Augias, Mieli, Galimberti, Barbero, Cazzullo e via via tutti gli altri, a stregare nel tempo tutte le masse; quel mite popolo riservato e discreto ma sempre teso alla ricerca dolorosa di una propria identità, di una sentenza chiara sulle vere cause esistenziali.
Tanti studiosi allora, tutti sintonizzati sulla stessa frequenza; tanti personaggi, più o meno famosi, si alternano sugli schermi del nostro vivere. Tanti davvero ne sono adesso; sempre presenti ma con fortune alterne.
Le fortune dello spirituale, dunque; ineluttabile, dall’intangibile si trascende sempre al materiale e poi si tirano le somme. Quando si punta sull’affidabile nostro sacro mondo cristiano, comunque è impossibile fallire.
NM



Altre Notizie
L’EUROPA CHE FA PAURA
L’UNICA SPERANZA NEI GIOVANI
PESCARA RIVOTA