Sempre più pericolosa l’aria per questa nostra Europa; aggredita, offesa, degradata ma forte della storia del suo incredibile modello
Critiche, polemiche e detrazioni, soprattutto di tipo politico e tutte nostrane, sono del tutto accettabili, resta comunque motivo d’inquietudine e di vero tormento rilevare adesso quel mondo dei grandi potentati che pone questa nostra Europa sempre al centro dei loro problemi affaristici, delle loro disgrazie culturali o delle loro sciagure esistenziali.
Possiamo raccogliere tutta la critica che si vuole, e ce n’è anche tanta dalle nostre parti, ma quelle ultime, le più cattive che si stanno alternando contro la nostra Europa anche tra i grandi potentati del mondo, non possono che preoccupare e destare angoscia.
Chiaramente questo non può che alimentare un certo amor proprio, e ancora più, una certa difesa a tutela di questo nostro vecchio continente.
Tempi folli, comunque, eventi e movimenti indecifrabili; tutto questo concentrato d’attenzione intorno e contro il nostro mondo dovrebbero destare maggiore attenzione per gli stati membri, stranamente tutto sembra perdersi nel vuoto.
Una classe politica distratta, o forse persa nelle proprie misere questioni di consistenza, che sembra non accusare i tremendi colpi che oramai si stanno facendo sempre più duri e continui.
Un Europa oramai vecchia, in decadenza, priva d’ogni futuro, così si dice da tempo, ma incredibilmente sotto attacco e da ogni direzione.
Interessi agognati dal sud del mondo, con migrazioni infinite per la visione di un futuro migliore; accorte mire d’imperialismo, con attività armigere e minacce oscure ad est; interessi sommersi da oriente e dall’Estremo Oriente, con silenti trasmigrazioni d’economia varia anche nei luoghi più reconditi; perfino dalle coste atlantiche, adesso e a ripetizione, il bombardamento, si fa per dire, dell’alleato americano.
Ecco, dunque, la nostra Europa, quella reale, con le sue bellezze, le sue economie, le sue strutture, il suo modello, a rappresentare ancora il centro degli interessi del mondo. Non c’è dunque decadenza, decomposizione, degrado e tutto il male che si racconta se gli interessi del mondo si concentrano ancora e di più qui da noi.
Tanto desiderata quanto fastidiosa dunque; un’Europa che piace ma fa paura ma più paura, adesso, fa lo stato di torpore della sua plurima ma inconsistente guida. Un risveglio sarebbe davvero necessario, a questo punto; ecco, sarebbe essenziale per una seria e profonda presa di coscienza ed il rilancio di un solido e, quanto mai, prezioso modello.
NM



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