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Abruzzo Popolare

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DAL SOGNO ALL’INCUBO AMERICANO

Sembrerà azzardato affermarlo, ma il vertice degli USA, oramai, si sta trasformato in un presidio di squilibrati; fragili e dubbie individualità che vivono nell’ossessione di dimostrare forza e capacità, in un disagio e in un malessere adesso davvero inconfondibile, pericolosissimo.

Nonostante ricchezze, potere e privilegi sembrano gioire solo nelle gratificazioni, le più infantili e bugiarde; sembrano rallegrarsi per bombardamenti e distruzioni; godere della morte del nemico scelto; divertirsi per le sciagure altrui ed inebetire per riconoscimenti effimeri o altre amenità del genere.

Perfino la medaglietta di un Nobel, assegnato ad altri, diventa motivo d’istupidimento; assegnata alla Machado per l’impegno nella Pace ma lei la consegna a chi la reclama con forza e per capriccio … e per chissà quale ricambio; la metafora di un mondo alla rovescia.

L’America vive uno dei momenti più inquietanti della propria storia e lo sta vivendo creando apprensione in tutto il mondo vicino; in quell’Occidentale dei fratelli, degli amici e dei simpatizzanti, di cui, maldestramente, anche noi prendiamo parte.

L’America e gli americani, oramai, hanno già deciso d’imboccare la via del loro futuro: il baratro, oramai è chiara anche la loro necessità d’essere odiati da tutti.

Anche gli amici più vicini, a loro spese, hanno compreso quel tipico vittimismo vorace, corazzato e dinamico; l’organismo che agisce deciso e categorico, con ogni strumento del suo infallibile sistema, vuole tutto quello che desidera e guai ai malcapitati.

Si sperava nel sogno americano, si credeva nelle libertà di questo nuovo mondo, si confidava nella garanzia dello zio americano, ma in poco meno di un anno tutto svanisce nell’incubo più inquietante.

Immagini crudeli giungono da quella terra: preoccupanti iscrizioni, deliranti dichiarazioni e folli rituali nelle sale del potere; dinamiche stravaganti lungo le strade; caos, urla, aggressioni disumane, arresti, sequestri e colluttazioni animalesche d’ogni genere nelle città; armi in pugno, crimini protetti, guerriglia varia e perfino uccisioni tra le vittime le più indifese … senza considerare la pericolosa politica estera, carica di minaccia, sopruso e bullismo vario.

L’America dei nostri sogni non c’è più, quel mondo sta impazzendo oramai, ma la nostra democrazia, la nostra Italia, una certa Italia, sembra si sia allineata o forse lo è sempre stata, per una sorta d’antica, quanto mai misteriosa, soggezione.

Che i nostri vertici, da qualche tempo, appaiono sempre meno autorevoli, meno capaci e meno preparati [forse più malleabili], è un fatto più che accertato; questo comunque non dimostra che siamo diretti verso quella pericolosa deriva a cui forse pare avviarsi l’amico americano.

Se qualche tempo fa gli USA erano riferimento sicuro e visione certa per il nostro futuro, adesso lo sarà di più per comprendere gli incubi del nostro passato. Le radici garantiscono sempre la loro funzione, fin quando reggono; nella resistenza di questa parola, dunque, ogni soluzione per il nostro vero futuro.

NM

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