L’Abruzzo si appresta vivere un 6 aprile particolare. Dal 2009, dal terremoto che ha sconvolto L’Aquila e dintorni, è il giorno del ricordo e del dolore. Viene celebrato nel capoluogo di regione e non solo. Anche perché è tata colpita l’Aquila, ma la tragedia ha coinvolto tutti l’Abruzzo. Ovunque la mente non può che essere rivolta al dramma di quei giorni alle 309 vittime del sisma. Lo è stato e lo sarà per sempre. A maggior ragione in Abruzzo. Nel 2009 il 6 aprile era il giorno di Pasquetta, lo stesso accadrà nel 2026. E come ogni lunedì dell’Angelo è in programma Arrostiland, la decima edizione, a Mosciano. Una festa che aggrega giovani e meno giovani all’insegna degli arrosticini. Migliaia e migliaia di persone che si radunano per fare festa a ritmo di musica e carne. L’anno scorso la manifestazione si è svolta a Torre de’ Passeri e il paese è stato letteralmente invaso. Tra i partecipanti ci saranno presenze da Svizzera, Belgio, Londra e Barcellona. Un’iniziativa che con il tempo è decollata. Ma che quest’anno coincide con il 6 aprile che in Abruzzo è un giorno dedicato al ricordo e al dolore. All’Aquila la notte ci saranno la messa e il corteo. Qualche ora dopo partirà la festa a meno di un’ora di macchina. All’interno della regione raccoglimento e lutto, sulla costa divertimento e arrosticini a volontà. Una contrapposizione stridente che si sarebbe dovuto evitare. Che fa a cazzotti con lo stato d’animo di ogni singolo abruzzese che ha vissuto il 6 aprile del 2009. Non bisogna restare ingabbiati nel ricordo, occorre reagire e guardare avanti. Ma almeno un giorno l’anno il pensiero non può che essere riservato a chi non c’è più. E quel giorno è il 6 aprile, davanti al quale tutti dovrebbero fare un passo indietro. Tutti.
Manfredo Di Bartolo



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