Non è mai una passeggiata quando si varca il confine del Sannio, e la sfida contro la Primo Service si è rivelata, sin dai primi battiti, la battaglia tattica e fisica che tutti si aspettavano. Il Teramo esce dal primo tempo con il muso davanti (16-19), ma il punteggio è il frutto di una frazione vissuta sulle montagne russe, dove a fare la differenza è stata la capacità di soffrire e la profondità della panchina aprutina. I primi 20 minuti sono stati un inno all’equilibrio. Con un Haifrej insolitamente sottotono e meno reattivo del solito, la panchina biancorossa decide di rimescolare le carte. La scelta di cambiare il guardiano dei pali si rivela una mossa da scacco matto, nei 10 minuti di permanenza tra i legni, il giovanissimo portiere Della Casa ha letteralmente sbarrato la strada ai cecchini sanniti.
Una serie di interventi prodigiosi ha disinnescato l’entusiasmo locale, agendo da propulsore per la manovra offensiva del Teramo. Che ha chiuso il primo tempo sul parziale di 16-19. Il piano di rimonta dei sanniti sbatte contro un ostacolo, Hajfrej, l’estremo difensore del Teramo, apparso in stato di grazia, sfodera una serie di interventi prodigiosi su tiri dai sei metri. Quando il match sembra poter riaprirsi, Tahar e Bernachea decidono di chiudere i conti. Le due bocche di fuoco teramane caricano il braccio con precisione chirurgica. Il cronometro corre veloce e il Teramo amministra con maturità il finale di gara. Al fischio degli arbitri, il tabellone recita 28-33 in favore degli ospiti. Una vittoria voluta e meritata per la squadra di mister Iezzi. Con questi due punti, Teramo non solo espugna un campo difficile, ma si rilancia prepotentemente verso i piani più alti della classifica, confermando di raggiungere quella maturità mancata nella prima parte del campionato.



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