“Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai rider che hanno manifestato a Roseto degli Abruzzi e Pescara per rivendicare diritti, tutele e condizioni di lavoro dignitose”, così Daniele Marinelli, segretario regionale del Partito Democratico e Monia Pecorale, responsabile Lavoro della segreteria regionale.
“Insieme ai lavoratori di Mestre licenziati e sostituiti dall’intelligenza artificiale, i rider rappresentano l’emblema di un mondo del lavoro che sta cambiando rapidamente e che non può più essere interpretato con gli strumenti e le categorie del passato – sottolineano gli esponenti PD – . Oggi il lavoro è sempre più povero e precario: per molti lavorare non significa uscire dalla povertà, ma restarci dentro, soprattutto per chi opera attraverso piattaforme digitali e viene gestito da algoritmi. Qualche giorno fa la Regione Abruzzo e l’Inps hanno firmato una convenzione da 35 milioni di euro per il reinserimento lavorativo. È un passo importante, ma non sufficiente. Siamo di fronte a una crisi nuova, in cui non sono più soltanto i prodotti a essere in competizione, ma i lavoratori stessi. Per questo chiediamo alla Regione di uscire dall’immobilismo e convocare con urgenza un tavolo operativo che diventi permanente, con funzioni di osservazione e monitoraggio delle nuove trasformazioni del lavoro e con la capacità di offrire risposte concrete alle paure delle lavoratrici e dei lavoratori.
Secondo Marinelli e Pecorale “servono azioni chiare: rafforzare la contrattazione collettiva e il dialogo sociale, sostenere la contrattazione di filiera e quella decentrata, più vicina ai bisogni reali dei lavoratori; garantire trasparenza sugli algoritmi che determinano turni, valutazioni e condizioni di lavoro; coinvolgere attivamente lavoratrici e lavoratori nei processi decisionali legati all’innovazione tecnologica. Allo stesso tempo – aggiungono – è necessario che la Regione si faccia promotrice, nei confronti del Governo nazionale, di scelte coraggiose contro il lavoro povero: a partire dall’approvazione della proposta di legge sul salario minimo presentata dalle opposizioni e da misure efficaci contro il fenomeno del caporalato digitale, emerso anche grazie all’azione della Procura della Repubblica di Milano nei confronti di piattaforme come Glovo e Deliveroo. È necessario inoltre che i benefici economici derivanti dall’uso dell’intelligenza artificiale non si traducano soltanto in maggiori profitti per le aziende, ma vengano redistribuiti anche a favore dei lavoratori. Infine – concludono – bisogna garantire che anche nel settore del food delivery vengano applicati i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. I rider hanno diritto a tutele vere: salario dignitoso, tredicesima, ferie, malattia e sicurezza sul lavoro. Allo stesso tempo, le imprese serie hanno diritto a regole uguali per tutti, per superare dumping e sfruttamento”.



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