Ha vinto il no al referendum sulla magistratura proposta della maggioranza di centrodestra e questo vuol dire che gli italiani sono gelosi della Costituzione nata dalle macerie della guerra e dalle prevaricazioni della dittatura fascista.
La nostra Carta, una delle più complete e garante dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini, viene custodita gelosamente da tutte le forze politiche democratiche che si ispirano ai principi di democrazia, di uguaglianza di tutti i cittadini e di solidarietà.
La Carta Costituzionale è stata redatta dall’assemblea costituente, appositamente eletta democraticamente da tutti i cittadini, con il solo compito di redigere la Costituzione dopo il referendum per la scelta tra monarchia e Repubblica.
Non si può modificare la Costituzione, redatta da personaggi che hanno combattuto la dittatura e che hanno provato anche il carcere pur di non rinunciare alle proprie idee, attraverso colpi di maggioranza. Certo la Costituzione, in alcune parti, può essere aggiornata e migliorata, ma bisogna farlo attraverso la partecipazione di tutte le forze politiche democratiche che operano nel Paese.
Altrimenti il popolo sovrano, custode dei principi fondamentali di democrazia e libertà, attraverso il voto, bloccherà tutti i tentativi di cambiamento di una costituzione che, nel bene e nel male, ha garantito la crescita del Paese in democrazia, in pace e libertà. La vittoria del No, ossia la modifica della Costituzione varata dal Governo Meloni e approvata da Parlamento senza la prescritta maggioranza, sottolinea, appunto, che il vero custode della Carta Costituzionale è il popolo italiano. Nessuno può appropriarsi di questo risultato. I veri vincitori sono i cittadini italiani che vogliono continuare ad avere una Carta Costituzionale che deve unire e non dividere il popolo italiano.
Il risultato di questa tornata referendaria, nei prossimi giorni, sicuramente, indurrà le forze politiche a fare una seria riflessione per poter creare nel Paese un clima più disteso per poter lavorare nell’interesse di tutti i cittadini.
Tommaso Di Zitta



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