Le immagini sono drammatiche e hanno fatto il giro del mondo. Silvi Paese Niscemi d’Abruzzo: il maltempo, la paura, la frana, il crollo. Inevitabili commenti, sospetti e illazioni. Inevitabili le critiche che hanno coinvolto anche il sindaco della Lega Andrea Scordella al secondo mandato. Critiche via social, come avviene ai tempi nostri. Ma la situazione è talmente grave da essere diventata un caso nazionale. Ammontano a circa 4 milioni di euro i danni provocati dalla frana che ha colpito contrada Santa Lucia, dove quattro palazzine sono state distrutte dopo l’evacuazione degli inquilini. Coinvolti cinque nuclei familiari. Il Comune ha disposto la sospensione delle attività didattiche per tre giorni, con le scuole elementare di Silvi Paese e dell’infanzia Belfiore chiuse fino al primo aprile e la palestra comunale interdetta fino al 6 aprile. Due giorni fa è stata chiusa anche la provinciale 29/b, mentre altre abitazioni erano già state evacuate a fine gennaio.
Da oggi entra in funzione un sistema di monitoraggio con sensori installati nell’area per controllare in tempo reale eventuali movimenti del terreno. La Protezione civile effettuerà i rilievi anche a monte della provinciale, mentre resta alta l’attenzione sul versante interessato dallo smottamento che ha portato alla distruzione di quattro abitazioni. L’ordinanza comunale ha disposto inoltre l’evacuazione di altri due fabbricati su via San Rocco.
La situazione ha provocato disagi alla viabilità e l’isolamento parziale dell’area, già interessata da un’altra frana in contrada Vallescura. Abitanti sull’orlo di una crisi di nervi. Tensione palpabile. Il sindaco Scordella ha avuto un vivace battibecco con Giulio Golia della trasmissione Le Iene (Mediaset), il quale ha chiesto conto del fatto che il rischio era noto, e i cittadini vedevano da tempo allargarsi le crepe, “e infatti le prime due abitazioni erano state sgomberate il 25 gennaio”, la risposta di Scordella. “Ma il punto è che autonomamente gli abitanti sono usciti perché sentivano scricchiolare la casa, non perché il sindaco o gli organi competenti li hanno fatti uscire”, ribatte Golia. “No, no: Alle sette e un quarto, quando è arrivata la chiamata, il tecnico comunale, la prima cosa che gli ha detto è di uscire immediatamente. Poi sono usciti ovviamente perché sentivano dei rumori, diciamo, di movimento”. “Ma se fosse accaduto alle 2 di notte mentre dormivano non ci sarebbero più. C’è stato il miracolo perché erano svegli, hanno sentito lo scricchiolio e se sono usciti di casa”. E il sindaco: “Ma questa potrebbe essere un’ipotesi che naturalmente deve essere riferita ai tecnici, ingegneri e geologi che hanno monitorato questa frana. Non glielo posso dire io, che non sono un esperto del settore”.



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