Comunque vada a fine stagione sarà una plusvalenza per il Pescara. In serie B dopo Pohjanpalo del Palermo c’è lui, Antonio Di Nardo, il centravanti del Pescara ultimo in classifica con 13 reti. In riva all’Adriatico è arrivato in estate a fari spenti. Senza squilli di tromba. Vivarini l’aveva conosciuto a Latina diversi anni fa e la società voleva un parametro zero su cui scommettere. Magari poi avrebbe fatto l’attaccante di riserva, sta di fatto che erano tutti d’accordo nel dare una chance al napoletano reduce dall’esperienza di Campobasso. E, invece, Antonio Di Nardo lo spazio se l’è guadagnato a suon di gol e di prestazioni. In tre anni è passato dalla retrocessione in Eccellenza, a Vasto, alla serie B da protagonista. 13 gol in 32 partite, gli stessi segnati da Stiven Shpendi dell’Empoli e Andrea Adorante del Venezia. “Ci sono stati momenti in carriera in cui mi sono visto sbattere la porta in faccia e ricevere dei ‘No’. Ho persino pensato di ritirarmi”, ha raccontato l’attaccante del Pescara a Gianlucadimarzio.com. “Ora voglio solo raggiungere la salvezza con questa squadra”.
Il futuro passerà anche dai suoi gol. “Se mi definisco un ‘bomber di provincia’? Non mi piacciono le etichette. In passato mi avevano definito come ‘quello che non segnava mai’. E invece eccoci qui”, dice sorridendo. “Insigne? Per noi è un leader. Ascoltiamo tutto quello che ci dice”. .
Si trova bene a Pescara. “I tifosi sono eccezionali. Nei momenti più difficili ci hanno sempre supportato. Quando giochiamo in casa, l’entusiasmo è spettacolare”.
Il Pescara ha raccolto 29 punti in 32 partite e occupa l’ultimo posto in classifica. Ma la zona salvezza è vicina: Sampdoria, Mantova e Padova, appena fuori dai playout, hanno 34 punti. Il popolo biancazzurro si affida a un centravanti in piena ascesa dopo aver vissuto il momento più difficile della carriera tre anni fa. “Sono stati mesi difficili, ma se potessi parlare all’Antonio di tre anni fa gli direi di non cambiare nulla: la mia strada era già tracciata”. Pochi mesi dopo il Campobasso ha puntato su di lui con un solo obiettivo: vincere il campionato di serie D. Missione compiuta con l’attaccante che ha segnato 18 gol in 44 gare nella stagione 2023/24, chiusa davanti all’Aquila di Cappellacci. “Sono rimasto due anni lì, sono cresciuto molto. Quell’esperienza mi ha formato. Sono rientrato nel calcio professionistico in pianta stabile. Quando ero in D sognavo la Serie B, e il primo obiettivo è stato raggiunto”. Tra le esperienze più significative resta quella del 2019, quando vestiva la maglia della Lucchese: “Quel periodo è stato complicato. La società era sull’orlo del fallimento ma la squadra era comunque unita”. L’attaccante condivideva lo spogliatoio con Matteo Gabbia e Wladimiro Falcone, oggi rispettivamente difensore del Milan e portiere del Lecce: “Si vedeva che avevano una mentalità diversa. Sono davvero molto felice per entrambi”.
La serie D, l’Eccellenza. Realtà opposte se si pensa a dove si trova oggi Di Nardo. In precedenza ha accennato di aver valutato il ritiro. Ma chi l’ha fermato? Suo fratello, Gianni: “Ha salvato la mia carriera – dice emozionato – . Sono andato avanti grazie a lui. Non è bello ricevere tanti ‘No’ da altrettante squadre. Li ho ricevuti anche in serie D e stavo per mollare. Il fuoco dentro di me si stava spegnendo, pian piano. Devo ringraziare mio fratello per avermi dato una grande mano”.
Oggi Antonio cura ogni minimo dettaglio: alimentazione, allenamenti. Da sei anni, è seguito da un nutrizionista e un personal trainer. “Guardo tutti i minimi dettagli perché per me il particolare fa la differenza. Più sali di categoria e più devi stare attento. Da quando ho deciso di ripartire con mio fratello ho intrapreso questo percorso e sto attento a tutto, anche al recupero, che reputo fondamentale”. In campo, invece, porta con sé il bambino che era e la sua determinazione. “Ero un fan di Batman, è sempre stato il mio supereroe preferito. Per portare quel me bambino in campo ho deciso di esultare come lui, cercando di emularlo”. Con Sfera Ebbasta nelle cuffie, aggiunge: “Non seguo solo lui; apprezzo anche Lazza e Geolier, che si è fatto strada da solo. Mi piacciono le storie di chi parte dal nulla e arriva al successo: mi rivedo molto in loro”.
La stessa mentalità che metterà in campo per contribuire alla salvezza del suo Pescara: “Chiedo ai tifosi di restare vicini alla squadra. Abbiamo bisogno di loro e faremo il massimo per raggiungere il risultato”. Parole da leader, di un leader che, dopo anni di sacrifici, vuole raggiungere un nuovo traguardo.



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