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Crollo del ponte sul fiume Trigno: quinto giorno di ricerche del pescatore (diretto a Ortona) scomparso

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Crollo del ponte sul fiume Trigno: quinto giorno di ricerche del pescatore (diretto a Ortona) scomparso

Sono trascorsi cinque giorni dalla scomparsa del pescatore Domenico Racanati, 53 anni di Bisceglie, diretto a Ortona, mentre transitava sulla statale 16  all’altezza del ponte sul fiume Trigno, a Montenero di Bisaccia, nel momento del crollo a causa del maltempo che la scorsa settimana ha creato gravi danni in Molise e Abruzzo. Era al telefono con la moglie quando di colpo si è interrotta la conversazione.  Dalla sera del 2 aprile, quando la famiglia ha dato l’allarme, proseguono le ricerche. Anche nella giornata di Pasquetta i Vigili del Fuoco sono stati impegnati con un dispositivo operativo complesso lungo l’area tra il fiume e la foce. Sono stati ritrovati la targa e un paraurti incagliati in pezzi di legno e detriti.  L’uomo doveva raggiungere Ortona, dove avrebbe dovuto iniziare una nuova attività legata alla pesca, ma non è mai arrivato a destinazione. Quel tratto di strada era stato interdetto al traffico dall’Anas, appunto per il maltempo. Due auto sono passate, nonostante il divieto: una è transitata indenne, l’altra (probabilmente la Fiat Bravo di Racanati) dovrebbe essere stata inghiottita.

Le operazioni di ricerca vanno avanti anche  nelle ore notturne grazie all’impiego di una torre fari, utilizzata per garantire visibilità nelle attività che possono essere svolte anche al buio. Il dispositivo di ricerca coinvolge squadre provenienti dal Comando di Campobasso e da altri comandi, con un dispiegamento di mezzi e specializzazioni su più fronti.

Stanno operando i sommozzatori, impegnati nella perlustrazione del fiume con strumentazioni per scandagliare fondali resi particolarmente difficili dalla torbidità dell’acqua e dalla visibilità nulla. In azione anche il nucleo SAPR con droni, utilizzati soprattutto nelle aree più difficili da raggiungere, e i nuclei SAF (Speleo alpino fluviali) per il controllo delle rive fangose e del litorale, invaso da detriti e residui vegetali.

A supporto delle operazioni sono presenti anche gli specialisti TAS (Topografia applicata al soccorso), che curano la georeferenziazione delle aree ispezionate, insieme agli operatori della Sala operativa impegnati nella gestione dell’Unità di comando locale, che funge da centro mobile di coordinamento. Sul campo anche personale specializzato nel rischio acquatico, oltre a moto d’acqua e imbarcazioni per il controllo dei tratti di mare oltre la foce del fiume.

Le ricerche si estendono anche lungo il litorale, con l’impiego di mezzi anfibi e supporto logistico garantito da furgoni dedicati al personale impegnato nello scenario operativo.

Nel briefing svolto nella serata di domenica sono state analizzate le attività già effettuate e pianificati gli interventi per oggi. Tra le operazioni previste anche l’impiego del gruppo GOS-MMT (mezzi movimento terra) per la rimozione di tronchi e accumuli di materiale trasportati dalla piena, in particolare nell’area della foce, e per l’ispezione dei tratti di spiaggia sottostanti.

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