Pochi giorni, poi l’addio. D’altronde il progetto che Gianni Paris in mente per il Chieti calcio non sembrava avere i piedi per camminare. “La mia decisione è irrevocabile”, ha detto l’ex presidente dell’Avezzano che ha deciso di lasciare il club neroverde nel quale era da poco entrato. Insanabili divergenze sorte con il presidente Di Labio e il vice Scurci sulle modalità di pagamento degli stipendi ai tesserati. La gradualità proposta da Paris è stata rifiutata e l’avvocato marsicano ha abbandonato la partita sbattendo la porta. Questa la versione ufficiale. “Ho pensato di fare come ho fatto nei miei dodici anni all’Avezzano”, ha detto Paris, “quando gli stipendi venivano corrisposti nell’arco di tre settimane ed è sempre andato tutto bene. Prima il grosso gruppo degli under, poi gli over e poi ancora gli ultimi over. Ho versato 5.500 euro per sistemare le pendenze con gli otto o nove under, in seguito sarebbe stato il turno degli altri giocatori. Io i miei quindicimila euro ero pronto a metterli e se gli altri due fossero stati disponibili a fare altrettanto, avrei anche potuto accettare un loro piano. Ma così no. Se sono solo io a metterci i soldi, bisogna che le mie decisioni siano condivise. Così non è stato. Allora vado via”.
C’è da precisare che anche squadra e staff hanno espresso il proprio dissenso su tempi e criteri di pagamento indicati da Paris per il timore che la divisione tra pagati e non pagati potesse incrinare quell’unità creata nello spogliatoio dalla comune sventura di trascorrere al Chieti un’allucinante stagione. Anche l’azionariato popolare proposto da Paris era stato bocciato e boicottato dalla tifoseria organizzato. “A me dispiace perché avevo già avviato un piano di risanamento per salvare il salvabile”, ha detto l’avvocato di Avezzano. “Con i procuratori degli ex tesserati erano in corso contatti per raggiungere accordi. Puntavo a ridimensionare le passività a 400 – 500 mila euro, a luglio sarebbero stati sistemati tutti gli stipendi. Avremmo avuto una situazione tale da poter respirare. Adesso non so cosa accadrà. Si andrà verso il fallimento”. Una prospettiva che i tifosi si augurano possa essere scongiurata.



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