Si cambia. Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto (PD) azzera la giunta di centrosinistra e apre una nuova fase politico-amministrativa nell’ultimo tratto della consiliatura. Non proprio un fulmine a ciel sereno per come si sta sviluppando il dibattito politico in città.
«Il ruolo di un sindaco – dice D’Alberto – è quello di amministrare avendo come faro sempre e solo gli interessi della comunità», ribadendo la linea seguita fin dal primo mandato. Alla base resta l’idea di «scrivere una storia politico-amministrativa diversa rispetto al passato, lontana dai piccoli interessi di bottega» e da logiche legate a «nomine, poltrone e interessi personali».
Nel bilancio degli anni di governo, il primo cittadino teramano parla di «importantissimi risultati», richiamando una «rigenerazione complessiva della città, dal centro alle frazioni» e una nuova visione di Teramo come «centro di attrazione e coordinamento di area vasta». Allo stesso tempo, il sindaco riconosce che «degli errori sono stati fatti», indicando la necessità di «ridare ulteriore e decisivo slancio all’attività politico-amministrativa».
Da qui la decisione di azzerare l’esecutivo e aprire un confronto con le forze di maggioranza per avviare un cambio di passo. «È giunto il momento di procedere a una rivisitazione diffusa dell’assetto politico amministrativo del Comune», prosegue, annunciando l’obiettivo di «rafforzare la squadra, mettere a punto il programma di fine consiliatura e potenziare l’efficienza e l’efficacia della macchina amministrativa».



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