Il Tar sospende la cosiddetta ordinanza “cenerentola” e i giovani Democratici bacchettano il sindaco di Pescara Carlo Masci. “Avevamo ragione noi”, sostiene Emanuele Castigliego, segretario Giovani Democratici Nuova Pescara. “Pescara non può restare spenta. È ora che l’amministrazione comunale prenda atto che non si possono adottare provvedimenti così sbilanciati, che finiscono per danneggiare gli esercenti e limitare la libertà di vivere la città.
Da mesi denunciamo come queste ordinanze non rappresentino una soluzione, ma un problema. La sicurezza e la vivibilità non si costruiscono spegnendo la città, ma governandola. A Pescara, invece, si è scelta la strada più semplice e più sbagliata: quella della criminalizzazione del divertimento. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: meno presenze, meno socialità, più spazi vuoti e quindi meno sicurezza.
Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo con forza”, aggiunge Emanuele Castigliego, “una città viva è una città più sicura. Spegnere locali e strade non riduce i problemi, li sposta e li aggrava. Le ordinanze cenerentola hanno colpito indiscriminatamente un intero settore e una generazione, rendendo sempre più difficile vivere momenti di socialità sana, non solo per i più giovani ma per tutta la cittadinanza.
Ora l’amministrazione cambi rotta. Serve aprire un confronto serio e strutturato tra esercenti, residenti e istituzioni, per costruire soluzioni condivise che tengano insieme diritto al riposo e diritto a vivere la città. Non si può continuare con provvedimenti unilaterali che scaricano tutto il peso su chi lavora e su chi anima il tessuto urbano.
Pescara deve tornare a essere una città a misura di giovani, una città della notte capace di coniugare sicurezza, cultura, lavoro e socialità. Non una città che reprime e criminalizza, ma una città che governa e valorizza”.



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