Fuoco amico su Giovanni Legnini. Inconsapevole, magari inimmaginabile, ma le parole del professor Luciano D’Amico sulla eventuale fusione dello Scalo di Chieti hanno mandato in sollucchero il centrodestra teatino. E’ come servire un assist a porta vuota all’avversario. E il centrodestra per certi versi non ha nemmeno infierito tanto era campata in aria l’ipotesi. Per carità, ne ha approfittato per rifilare delle sberle all’avversario, ci mancherebbe, ma era troppo evidente l’autogol. Parole in libertà quelle del professor D’Amico. Vuoi perché non ci sono gli estremi giuridici per sostenere questa potenziale Grande Pescara proprio nel momento in cui Spoltore e Montesilvano avviano il procedimento per un nuovo referendum per schivare l’annessione alla Nuova Pescara. E poi questa Grande Pescara a scapito di un pezzo di Chieti fa sorridere per un motivo: i teatini del campanilismo, ma soprattutto della propria identità fanno un cavallo di battaglia. E solo chi non conosce Chieti può avere l’ardire di certe affermazioni. Per carità, la logica del superamento dei campanilismi, il guardare avanti e una visione del futuro che faccia terreno bruciato di vecchie logiche. Tutto opinabile. Se ne può parlare, ma non in campagna elettorale. Per carità D’Amico è un economista nonché il rettore emerito dell’università di Teramo. Ma Chieti è Chieti e certe affermazioni in libertà all’inizio di una campagna elettorale rischiano di trasformarsi in un boomerang. Tanto per essere chiari Marsilio non si sarebbe mai sognato di dire certe cose perché un po’ la città la conosce. Evidentemente, il professor D’Amico non è mai stato a Chieti, magari nella parte alta, a prendere il caffè in un bar e a parlare in libertà con chi vive e abita Chieti. Con chi ha subito sulla propria pelle gli effetti dello spopolamento e della spoliazione. Con chi ha visto la città compiere passi indietro negli anni. Fuoco amico su Legnini, inconsapevole per carità. Ma ora toccherà all’avvocato schivare il colpo e ripartire. Però, quello che gli ha rifilato D’Amico è davvero un colpo basso. Più della pubblicità elettorale del candidato PD Paride Paci sui siti porno. L’iniziativa di Paci ha una logica, le affermazioni di D’Amico in campagna elettorale no. E magari un giorno Legnini gli domanderà: “Ma come ti è venuto in mente?”. Se lo chiedono tutti.
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