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Intitolata a Nicola Mambella la nuova Caserma dei Carabinieri di Manoppello

Intitolata a Nicola Mambella la nuova caserma dei carabinieri di Manoppello

Gioia, ma anche tanta emozione. La comunità di Manoppello si è ritrovata, in via D’Annunzio per la cerimonia di intitolazione della nuova caserma dei carabinieri, al carabiniere pescarese Nicola Mambella, nato nel luglio del 1925 e Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria”, morto in servizio ad appena 25 anni ad Andria nel 1946.

“Il Carabiniere Mambella è stato un eroe del quotidiano – ha spiegato il Colonnello provinciale dell’Arma Stefano Ranalletta – come lo sono stati, dieci anni dopo, i minatori scomparsi nella tragedia mineraria del Bois di Cazier in Belgio, l’8 agosto del 1956. Fra le 262 vittime c’erano 60 abruzzesi, di questi 23 provenivano da Manoppello”.

A Manoppello la prima caserma, è stato ricordato, fu istituita nel 1861. Da allora il cammino dell’Arma e dei manoppellesi è proseguito nei secoli.

“È con profonda emozione che vi do il benvenuto a Manoppello – ha detto il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca salutando le autorità e tutti i presenti – è un giorno di memoria, di riconoscenza e di orgoglio. La nostra caserma smette di essere solo un edificio pubblico per diventare un luogo dove passato, presente e futuro si incontrano”. Ringraziando l’Arma e i carabinieri di Manoppello al comando del maresciallo Marco Antonio De Vito, il primo cittadino ha poi aggiunto: “Voi siete i volti dello Stato che i cittadini incontrano ogni giorno; siete il punto di riferimento per chi ha bisogno di aiuto o di una parola di conforto. La vostra dedizione è il collante della nostra coesione sociale. Per questo, l’amministrazione – ha detto De Luca – ha voluto che accanto alla Caserma nascesse un parco pubblico. Non è una scelta casuale. Vedere i nostri bambini e i nostri ragazzi crescere e giocare all’ombra di un presidio di legalità ha un valore educativo immenso. Far crescere le nuove generazioni a pochi passi da dove si difende la legge, ci aiuta a trasmettere, senza bisogno di troppe parole, i valori della nostra Nazione: il rispetto, la sicurezza e il senso del bene comune. È questo l’ambiente in cui vogliamo che i cittadini di domani diventino adulti consapevoli”.

La cerimonia è stata scandita da momenti di particolare solennità e ha visto lo schieramento

dalla Fanfara della Legione Carabinieri di Roma, diretti dal luogotenente carica speciale Danilo Di Silvestro, da un picchetto d’onore e da una rappresentanza di comandanti e militari delle Stazioni Carabinieri della provincia di Pescara. I sindaci di Manoppello Giorgio De Luca e di Serramonacesca Sebastiano Massimiano hanno consegnato al comandante di Stazione Marco Antonio De Vito, le bandiere nazionale ed europea, successivamente benedette dal cappellano militare del Comando Legione “Abruzzo e Molise”, Don Claudio Ricchiuti.

Tra i momenti più significativi, il taglio del nastro della nuova Caserma Mambella e la scopertura della targa di marmo dedicata a lui dedicata da parte della nipote Mara Candeloro, intervenuta alla cerimonia con i cugini Rino ed Ernani Mambella.

Alla cerimonia hanno preso parte il Comandante Interregionale “Ogaden”, Generale di Corpo d’Armata Nicola Massimo Masciulli, il Comandante della Legione Carabinieri “Abruzzo e Molise”, Generale di Brigata Gianluca Feroce, il Prefetto di Pescara Luigi Carnevale, il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, i parlamentari Luciano D’Alfonso e Guerino Testa, il procuratore della Repubblica Giuseppe Bellelli, l’arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto Bruno Vasto e tante autorità civili, militari e religiose, una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dei Gonfaloni della Regione Abruzzo, della Provincia di Pescara, del Labari, dei Medaglieri e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma dei Comuni di Manoppello e Serramonacesca, una rappresentanza di alunni dell’Istituto Comprensivo di Manoppello e tanti cittadini.

Il Carabiniere Nicola Mambella, nato a Pescara 25 luglio 1925, è stato decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria” perché “nel corso di gravi perturbamenti d’ordine pubblico, si prodigava, incurante d’ogni rischio, ove il fuoco avversario era più micidiale. Ferito gravemente, faceva olocausto della sua vita. Esempio di alto sentimento del dovere e di attaccamento alle gloriose tradizioni dell’Arma”. Andria, il 07 marzo 1946.

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