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L'attacco di Sospiri alla comunicazione della Asl di Pescara, la denuncia del sindacato dei giornalisti e la replica

Lorenzo Sospiri

L’attacco di Sospiri alla comunicazione della Asl di Pescara, la denuncia del sindacato dei giornalisti e la replica

Doveva essere un evento su giornalismo e comunicazione pubblica promosso dal consiglio regionale dell’Abruzzo. Ovvero da Lorenzo Sospiri (Forza Italia). All’Aquila c’era anche Giovanni Grasso, portavoce del presidente della Repubblica Mattarella.  Una iniziativa organizzata in collaborazione con il gruppo di lavoro dei responsabili uffici stampa della conferenza dei presidenti delle assemblee legislative e il consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. Il tutto si è trasformato, però, in una lite. Pomo della discordia le affermazioni del presidente Sospiri che nel suo discorso davanti a una non folta platea avrebbe attaccato l’ufficio stampa della Asl per una comunicazione effettuata sulle analisi della potabilità dell’acqua dopo i lavori dell’Aca. Una comunicazione evidentemente approvata dai vertici Asl. Ma non da Sospiri. Che ha bacchettato –  in un corso di formazione –  la comunicazione istituzionale Asl in assenza di contraddittorio. Non c’era, infatti, la collega. E nessuno dei presenti ha preso le distanze da quello che è stato considerato un attacco. Men che meno i rappresentanti dell’ordine dei giornalisti presenti al tavolo dei relatori. In buona sostanza la politica che bacchetta il modo di fare comunicazione e i giornalisti in rispettoso silenzio. Soprattutto senza che l’”imputato” avesse la possibilità di ribattere o difendersi.  Ovviamente, l’informazione della Asl era corretta e chiaramente non smentita.  Da qui l’intervento del sindaco abruzzese dei giornalisti. Una nota durissima:

“Il Sindacato dei giornalisti abruzzesi ritiene inammissibili le dichiarazioni rese dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri in merito all’operato dell’ufficio stampa della Asl di Pescara ed esprime a riguardo netto dissenso. Le affermazioni pronunciate sono gravi, sia per il contenuto sia per il contesto in cui sono state rilasciate: un evento formativo dedicato alla comunicazione istituzionale, promosso dall’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo. Proprio in una sede deputata all’approfondimento dei principi della corretta informazione pubblica, sarebbe stato necessario mantenere rigore, equilibrio e rispetto dei ruoli.

L’ufficio stampa della Asl ha svolto il proprio compito attenendosi a informazioni verificate e già in circolazione, in un contesto complesso e in continua evoluzione. La comunicazione, approvata dai vertici aziendali, rispondeva a un’esigenza primaria di trasparenza nei confronti dei cittadini, chiamati a gestire disagi significativi legati alla sospensione e al ripristino del servizio idrico.

Attribuire a quella comunicazione la responsabilità di un presunto “caos” o di una perdita di fiducia significa non solo semplificare in modo improprio una situazione articolata, ma anche mettere in discussione, senza adeguati presupposti, la professionalità di chi opera quotidianamente per garantire un’informazione tempestiva e corretta.

Il sindacato ribadisce che la funzione degli uffici stampa pubblici è quella di assicurare chiarezza e accesso alle informazioni, anche quando i dati disponibili sono parziali o in aggiornamento, come nel caso di analisi tecniche in corso. In tali circostanze, comunicare che un’acqua non è utilizzabile a fini alimentari in attesa di certificazione non costituisce un errore, ma un atto di responsabilità verso la collettività.

Per queste ragioni, respingiamo con fermezza le ricostruzioni che tendono a delegittimare l’operato dell’ufficio stampa della Asl di Pescara e richiamiamo tutte le istituzioni a un uso misurato e consapevole delle parole, soprattutto quando queste incidono sulla credibilità del sistema dell’informazione pubblica.

Il confronto è sempre legittimo. Non lo è, invece, l’attribuzione sommaria di colpe che rischia di minare la fiducia nei confronti di chi, in condizioni complesse, ha operato nell’interesse dei cittadini e nel rispetto dei principi di trasparenza”.

A stretto giro la replica dell’organizzazione dell’evento:

“In merito alla recente nota del Sindacato dei giornalisti abruzzesi, gli organizzatori dell’evento formativo desiderano precisare quanto segue a tutela del valore scientifico e deontologico dell’iniziativa: l’obiettivo primario del convegno era, ed è tuttora, quello di offrire una piattaforma di confronto dialettico sulle complessità della comunicazione istituzionale. La presenza di voci diverse, incluse quelle di esponenti politici di vertice, è fondamentale per comprendere le dinamiche comunicative tra enti, cittadini e stampa. Nello specifico, l’intervento del Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, era assolutamente inquadrato in un evento formativo, ma va sottolineato che il seminario nasce da una riflessione che coinvolge tutti i consigli regionali, riuniti nella conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative, e quindi il carattere politico e istituzionale dell’iniziativa, organizzata direttamente dal consiglio, la partecipazione degli organismi rappresentativi dell’Ente, era necessaria e ha fornito un valore aggiunto al confronto.

L’organizzazione ha il compito di garantire la sede del dibattito, non di censurare preventivamente o rispondere dei contenuti espressi dai singoli relatori. In un contesto formativo, le opinioni personali — per quanto forti o controverse — rappresentano casi di studio che alimentano proprio quel senso critico che la formazione professionale si prefigge di stimolare. Tutti i relatori hanno portato alla luce fatti e denunciato criticità nella massima libertà di espressione.

Nel merito della vicenda oggetto della nota sindacale, ribadiamo il massimo rispetto per il lavoro svolto dall’ufficio stampa della Asl di Pescara, ma proprio perché crediamo nel rigore e nell’equilibrio dell’informazione pubblica, riteniamo, a maggior ragione, che sia fondamentale, come più volte ribadito all’interno del seminario, dare maggiore solidità agli uffici stampa, con personale giornalistico inquadrato strutturalmente negli enti, capace di guidare il processo informativo con libertà e disciplina, specie quando si opera in una situazione di emergenza a tutela della salute pubblica. Nonostante le divergenze emerse, l’ampia partecipazione e l’intensità del dibattito confermano la necessità di momenti di formazione che non siano meramente celebrativi, ma che sappiano affrontare le criticità reali del mestiere”.

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