Un appello dietro l’altro per non far scendere l’attenzione su un caso irrisolto. Venti giorni senza una risposta, senza un corpo, senza un’auto. E adesso la famiglia di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie disperso dal 2 aprile dopo il crollo della campata del ponte sul Trigno, lancia un nuovo appello, diretto e disperato: «Mio fratello è sotto quel ponte».
A parlare, in un video, è Alessandro Racanati, fratello di Domenico che quel giorno era diretto a Ortona per motivi di lavoro. La sua voce rompe il silenzio di quasi tre settimane di ricerche ininterrotte tra il mare e la foce del Trigno, ma che finora non hanno restituito alcuna traccia dell’uomo né della sua automobile, fatta salva un pezzo di targa della vettura, una Fiat Bravo. Non molla nemmeno la figlia dello scomparso, la prima a lanciare l’allarme.
“Voglio sapere cosa è successo a mio padre. Voglio giustizia. La verità non può restare sotto le macerie”. Lo scrive in un post pubblicato sui social Angelica Racanati, la figlia di Domenico. La giovane chiede “alla Procura e al Ministero di andare avanti senza fermarsi, senza perdere tempo”. “Le perizie devono continuare con la massima attenzione – aggiunge -. Ogni minuto che passa è un minuto in più senza verità”. Io non posso fermarmi e nemmeno voi dovete farlo” perché “non è solo un caso. Non è solo un’indagine. È una vita spezzata. È la mia”, conclude.



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