Sezioni

Aprile 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

14 Settembre 2026 home

Abruzzo Popolare

Sito di informazione quotidiana: politica, cronaca, economia, ambiente, sport, piccoli Comuni, editoriali e rubriche

Chieti al voto: le dieci risposte di Legnini (PD) per capire la visione di città tra stoccate e progetti

Giovanni Legnini

Chieti al voto: le dieci risposte di Legnini (PD) per capire la visione di città tra stoccate e progetti

Vice presidente del consiglio superiore della magistratura, commissario governativo, sottosegretario, parlamentare, consigliere comunale, presidente del consiglio Comunale e ora candidato sindaco a Chieti alle elezioni del 24 e 25 maggio. Per non farsi mancare niente Giovanni Legnini vorrebbe diventare sindaco della città che l’ha adottato. L’avvocato, classe 1959, negli anni è passato dal Pci al PD e ora guida la coalizione di centrosinistra nell’unica città abruzzese capoluogo di provincia al voto a maggio.

Legnini, quale sarebbe la prima delibera che proporrebbe in giunta qualora dovesse essere eletto sindaco?

Se non la prima delibera, l’avvio della riorganizzazione della macchina amministrativa sarà fra le prime azioni da concretizzare in caso di elezione. Riunirò come primo atto tutti i dipendenti comunali per condividere tale priorità e trasmettere il senso di una missione che deve riguardare gli organi politici, ma anche la struttura tecnica. A fronte del dimezzamento delle dotazioni organi che registrato da 15 anni a questa parte, aggravato dal dissesto finanziario di cui è responsabile il centrodestra, vanno programmate nuove assunzioni, la formazione del personale e il completamento della transizione digitale, inclusa l’intelligenza artificiale. Per modernizzare i servizi ai cittadini. Efficienza amministrativa e risanamento finanziario sono due facce della stessa medaglia: senza l’una non si ottiene l’altra e sono sicuramente urgenti.

Il traffico nella parte alta della città: come risolverebbe il problema?

Il completamento dei progetti dei parcheggi, in fase avanzata e l’avvio degli altri finanziati, costituiranno una priorità. Una nuova pianificazione del traffico e della mobilità sono, infatti, strettamente connessa alle dotazioni per i parcheggi. Entro il 2026 sarà riattivata la scala mobile, aperto il tunnel di collegamento con il nuovo Terminal, con 140 posti auto riqualificati e aumentabili fino a 200. Entro la prima metà del 2027 i 275 stalli di piazza Garibaldi saranno operativi. Entro il 2028 potrebbe essere realizzato anche il parcheggio di Via Ciampoli con altri 260 posti. Ma la mobilità è, inoltre, trasporto pubblico, linee anche serali ad alta frequenza tra il campus, i poli culturali, Chieti Scalo e il centro. L’amministrazione Ferrara ha avviato questo percorso, noi pianificheremo completamento e messa in rete delle diverse iniziative.

I problemi internazionali avranno riflessi sul voto cittadino?

Certamente i problemi internazionali possono influire sugli orientamenti di voto, tanto più a fronte di una evidente crisi della destra sovranista in Italia e nel mondo. La conseguenza più evidente delle crisi internazionali, da ultimo la guerra in Iran, irresponsabilmente iniziata dall’amministrazione Trump, è l’aumento del costo dell’energia, insostenibile per le famiglie e le imprese.  A tale proposito, una delle iniziative qualificanti il nostro programma è la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile che riduca il costo dell’energia per le istituzioni pubbliche, famiglie e le imprese. Promuoveremo un grande piano di realizzazione di impianti fotovoltaici nelle aree e strutture pubbliche idonee per produrre energia pulita e a basso costo e concretizzare la realizzazione della CER.

Come gestirebbe il rapporto con l’Università?

L’alleanza con l’Università è strategica per la città. Su di essa investiremo molto, anche qui proseguendo e rafforzando il lavoro già avviato, che ha, ad esempio, portato alla riapertura di palazzo de’ Mayo con diverse attività tra cui le cerimonie di laurea con presenza sempre più numerosa di studenti e delle loro famiglie nel centro storico. L’iniziativa più rilevante, comunque, sarà quella di far tornare ad essere Chieti Città degli studenti. Tra iniziative che sono in corso da parte di vari soggetti pubblici e privati e altri che avvieremo, l’obiettivo è di creare 1000 nuovi posti per gli studenti, d’intesa con ADSU, ATER e anche Diocesi. Coinvolgeremo l’ateneo anche nella riforma della macchina amministrativa, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, infine lavoreremo con l’Università per rafforzare la sua presenza su Chieti centro, compresa, auspicabilmente, una facoltà universitaria. 

Che cosa farebbe contro lo spopolamento?

Separerei il tema della crisi demografica da quello dello spopolamento urbano. La prima è una questione che riguarda l’Abruzzo e l’intero Paese e richiede risposte a livello nazionale e regionale, soprattutto sul piano dei servizi e delle politiche abitative a sostegno delle giovani coppie.

Il calo della popolazione a Chieti, invece, è un fenomeno locale: negli ultimi vent’anni la città ha perso abitanti, ma è una tendenza che può essere invertita. Servono politiche mirate sulla casa, incentivi fiscali, iniziative capaci di attrarre o far tornare le giovani famiglie, insieme a un rafforzamento dei servizi per chi sceglie di vivere qui. Resta però centrale un elemento su tutti: il lavoro. Più opportunità occupazionali significano più crescita, maggiore capacità di trattenere i residenti e rendere la città nuovamente attrattiva.

A che cosa imputa il degrado degli ultimi decenni?

Chieti ha subito due dissesti finanziari, uno negli anni ’90 e l’altro in anni più recenti. Le responsabilità sono note, da ultimo quella del centrodestra alla guida della città per dieci anni. Il progressivo abbandono e delocalizzazione di edifici e servizi pubblici dal centro storico, avviato negli anni ’89 e ’90 e mai arrestatosi, insieme al proliferare dei centri commerciali in Val Pescara, hanno determinato impoverimento della città e generato luoghi e aree degradate. I numerosi interventi in corso, finalizzati a rigenerare immobili storici e luoghi del centro storico e dello scalo, costituiscono la via maestra per invertire tale tendenza. Occorre continuare a lavorare con molta determinazione in tale direzione, recuperando uffici pubblici, servizi, spazi urbani e curando il verde pubblico nel centro storico e in tutto il territorio cittadino.

Che cosa farebbe per rilanciare Chieti alta?

I nostri obiettivi programmatici sono ben definiti, oltre al ripopolamento di studenti nel centro storico con spazi di aggregazione, di residenza, di studio, di coworking, l’obiettivo è completare il recupero di immobili strategici, il San Raffaele, Palazzo Massangioli, ex Cinema Eden, ex Scuole Nolli, le Caserme Berardi e Bucciante, la Biblioteca de Meis, l’ex asilo di via Principessa di Piemonte e altri edifici che diventeranno nuove polarità urbane per servizi, cultura, giovani e sociale. Promuoveremo la realizzazione della Cittadella giudiziaria in centro storico e il piano Città dell’Agenzia del Demanio. Riapriremo Palazzo d’Achille entro il 2027. Promuoveremo un’impresa culturale per la valorizzazione dei musei, dei siti archeologici e culturali tutto l’anno. La vivacità della città alta deve affiancarsi a quella dello Scalo: sono complementari, non alternative.

Quando annuncerà la composizione della nuova giunta e chi ci vorrebbe dentro?

La Giunta sarà formata dopo l’elezione, non prima. Lo farò chiedendo, dopo aver preso atto dei risultati elettorali e chiedendo alle forze politiche e civiche il massimo possibile della qualità e rappresentatività dei componenti. La coalizione progressista e civica con 7 liste è ampia, plurale e unita e ciò costituisce un punto di forza per la composizione del futuro Consiglio e della futura Giunta. 

Chi voterebbe tra gli altri candidati?

È una domanda ricorrente nelle competizioni elettorali, alla quale sistematicamente non si risponde, tradizione che intendo rispettare. Sottolineo ciò che ho già avuto modo di dire, che i miei competitori, persone che stimo e nei confronti dei quali nutro rispetto, non sono nemici. I nemici sono i problemi della città che combatteremo con tutte le nostre forze. 

Quali sono i problemi incontrati nella composizione delle liste?

Non vorrei apparire presuntuoso, dicendo che non abbiamo registrato particolari problemi nell’individuazione delle candidature, delle quali sono soddisfatto. Sette liste piene, a differenza di diverse altre presentate, con 224 candidati, ricche di individualità, sensibilità e con un felice mix di esperienze e primo impegno al servizio della città. Il mio impegno è coinvolgere tutti i candidati, a prescindere da chi sarà eletto, nel futuro governo della città se gli elettori attribuiranno a noi tale responsabilità. Abbiamo tanti giovani, una forte componente femminile e tanta società civile che ha deciso di giocare questa partita, mettendoci entusiasmo e cuore, il cui impegno non può essere disperso.

image_pdfimage_print

About Post Author

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com