Ventiquattro anni a Schio con 14 scudetti, 15 Coppe Italia, 13 Supercoppe, l’ Euro Cup del 2008 (ultimo successo di un club italiano in Europa con Sandro Orlando allenatore) una Final Four ed una Final Six. Sempre più alti i numeri dei titoli nella personale bacheca di Paolo De Angelis, 54 anni, da quando è dirigente al Famila Basket Schio. Pescarese a tutti gli effetti, si è fatto le ossa nel Cus Chieti sotto la gestione di Mario Di Marco per poi spiccare il volo verso Schio dove è il deus ex machina del club che sta dominando la scena della pallacanestro femminile in Italia.
E’ stato anche presidente della Lega Basket femminile e consigliere federale della Fip presieduta da Gianni Petrucci. In precedenza è stato anche direttore esecutivo di Eurobasket 2007 e coordinatore esecutivo dei Giochi del Mediterraneo del 2009. Il diploma allo Scientifico Da Vinci di Pescara, poi la laurea in Economia e commercio, sempre a Pescara, il corso ad Atri in Diritto ed economia dello sport, infine un master in sport e gestione all’Ese. De Angelis e Schio, un connubio nato quasi per caso.
«Colpa», ama raccontare, «di Nicoletta Caselin, una giocatrice di basket che è stata per una vita a Schio tranne due parentesi, una a Parma e l’altra a Chieti, con il Cus, quando ero in società. Caselin arrivò rotta a Chieti, si operò. E iniziò a giocare a febbraio. Durante una riunione a Roma con il presidente del Cus Di Marco e quello dello Schio Cestaro, Di Marco la butta lì: “Cestaro, prendi De Angelis alla Famila, è bravo”. E Cestaro, nel 2002, dopo le verifiche del caso prese De Angelis”. E da lì fioccarono trofei, fino allo scudetto conquistato nei giorni scorso nella finale play off contro Venezia.



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