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Domenico Racanati

Disperso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno: sospese le ricerche di Racanati e della sua auto

Non c’è traccia di Domenico Racanati, 53 anni, disperso a seguito del crollo del ponte sul fiume Trigno il 2 aprile scorso vittima del maltempo provocato dal ciclone Erminio.  Le operazioni mirate della Guardia Costiera di Termoli sono terminate venerdì scorso, dopo quasi 25 giorni di attività quotidiane e pattugliamenti con motovedette, battelli, sub e perfino sorvoli aerei. Trovata solo la targa della sua vettura, rimasta incastrata sotto un pilone del ponte sulla Statale 16 insieme a un pezzo di paraurti. Era diretto da Bisceglie a Ortona per motivi di lavoro. A Ortona non è mai arrivato; era al telefono con la moglie e la chiamata si è interrotta in concomitanza con il crollo del ponte. Della vettura e dell’uomo al suo interno nulla, nonostante l’impiego continuo di motovedette, sonar, robot subacquei, sommozzatori e persino sorvoli aerei, né l’uomo né la sua auto sono mai stati individuati nello specchio di mare antistante la foce del Trigno.

Da ora in avanti, la presenza della Guardia Costiera nell’area proseguirà, ma nell’ambito delle normali attività di pattugliamento. “Per il futuro verranno effettuati pattugliamenti nell’ambito delle ordinarie attività di istituto o se emergeranno elementi che diano evidenza che l’auto e il disperso siano finiti in mare”, ha precisato il comandante.

Fin dall’inizio, accanto all’ipotesi che la corrente possa aver trascinato il veicolo verso il largo, è rimasta sullo sfondo un’altra possibilità, sostenuta anche dalla famiglia e da una perizia tecnica: quella che l’auto possa trovarsi ancora sotto la campata crollata del ponte, intrappolata tra detriti, fango e vegetazione. Un’area complessa, ancora sotto sequestro, dove eventuali verifiche richiederebbero operazioni diverse e mezzi più pesanti.

Sulla vicenda il capo della Procura di Larino Elvira Antonelli ha precisato che Domenico Racanati è considerato morto. La sua famiglia continua a chiedere di andare avanti con le ricerche per fare piena luce su quanto accaduto la mattina del 2 aprile, quando sotto la furia dell’acqua e delle correnti un pilone del ponte ha ceduto.

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