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E' morto l'ex pilota Alex Zanardi, campione nello sport e nella vita

E’ morto l’ex pilota Zanardi, campione nello sport e nella vita e amico dell’Abruzzo. Il dolore del ct Addesi

E’ morto Alex Zanardi, aveva 59 anni. Lo ha annunciato la famiglia. Avrebbe compiuto il sessantesimo compleanno il 23 ottobre. Bolognese, molto conosciuto in Abruzzo per aver partecipato a diversi stage con la nazionale di paraciclismo e a diversi incontri con le scolaresche. Zanardi ebbe un gravissimo incidente stradale nel 2020, durante una delle tappe della staffetta di “Obiettivo tricolore”, il viaggio che vede tra i partecipanti atleti paralimpici in handbike, bici o carrozzina olimpica. Si andò a schiantare contro un camion che proveniva nella direzione opposta e a nulla è valso il pronto intervento e il trasporto immediato in ospedale con elisoccorso. L’ex pilota di Formula Uno fu operato d’urgenza ma le sue condizioni, critiche fin dall’inizio, sono poi peggiorate. Si era dedicato al paraciclismo vicendo 4 ori e 2 argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Zanardi è stato non solo un immenso sportivo, pilota automobilistico, paraciclista, conduttore televisivo, ma soprattutto un grande uomo, grandissimo esempio per tutti per il suo incredibile spirito battagliero e la sua immensa positività nonostante l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, avvenuto nel 2001 quando aveva 35 anni. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata.

“E’ una notizia tristissima. Abbiamo molto sperato, ma… Mi spiace tantissimo”. E’ profondamente commosso Pierpaolo Addesi, commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo paralimpico. Zanardi non è stato soltanto un simbolo dello sport mondiale, ma soprattutto “un amico sincero, una persona vera”. Un legame costruito negli anni vissuti insieme in azzurro, tra allenamenti, gare e momenti condivisi anche fuori dalle competizioni.

“Non ci vedevamo tantissimo – racconta Addesi – ma quelle poche volte che ci incontravamo erano sempre qualcosa di sincero. Alex era una persona di cuore, umile, semplice, alla mano. Ha aiutato tantissimi e mancherà enormemente al mondo dello sport”.

Il tecnico abruzzese ripercorre con emozione i primi momenti trascorsi insieme a Zanardi: “L’ho conosciuto nel 2008, mentre preparavamo le Paralimpiadi di ciclismo di Pechino. Venne a trovarci e dall’anno successivo entrò stabilmente in Nazionale. Da subito diventò un punto di riferimento per tutti”.

Tra i ricordi più intensi, Addesi ne custodisce uno in particolare: “Nel 2018 vinsi la mia prima medaglia mondiale su strada. Alex aveva già conquistato le sue di medaglie, ma ricordo che sembrava più felice lui di me e per me. Questo mi è rimasto impresso. Mi disse parole che non dimenticherò mai. C’era una stima reciproca autentica e sentivo davvero il suo affetto”.

Tanti anche i momenti vissuti insieme in Abruzzo: “Veniva sempre con entusiasmo. Abbiamo condiviso vacanze, giornate semplici, momenti veri. Era l’amico di tutti”.

La Nazionale paralimpica si prepara ora ai prossimi appuntamenti internazionali con uno spirito inevitabilmente segnato dalla perdita del campione bolognese. In Abruzzo a Montesilvano dal 7 al 10 maggio prossimi si disputerà la Coppa del mondo di paraciclismo.

“Siamo affranti – conclude Addesi –: il dolore è soprattutto per chi, come noi, ha condiviso con lui anni da compagni di squadra. Ma bisogna andare avanti. Correremo per lui e dedicheremo ad Alex tutte le eventuali medaglie che arriveranno. Sarà sempre con noi. Ciao Alex”.

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