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Pescara calcio, il processo mediatico a Insigne per nascondere altri errori commessi dal club e da Gorgone

il rigore calciato da Flavio Russo a Padova (Mucciante)

Pescara calcio, il processo mediatico a Insigne per nascondere altri errori commessi dal club e da Gorgone

Il plotone di esecuzione mediatico e social è spietato: se retrocessione sarà la colpa andrà attribuita a Lorenzo Insigne che non ha calciato il rigore di Padova poi tirato da Flavio Russo e respinto dal frentano Sorrentino, portiere del Padova. A Pescara non si parla d’altro. La sconfitta all’Euganeo potrebbe risultare fatale per i biancazzurri.

 E allora via ai processi: perché non ha calciato Insigne? Soprattutto, perché non ha calciato un altro con più esperienza di Russo? Verrebbe da chiedersi che cosa si sarebbe detto se Russo avesse fatto gol. Così come è accaduto ad Antonio Di Nardo contro la Sampdoria: anche in quell’occasione Insigne era in campo e non ha tirato. Però, Di Nardo ha fatto gol e il tutto è passato come un atto d’amore verso il bomber compagno di squadra. Ora no. E Insigne ha reagito. Ha risposto a Sebastiani e Gorgone sui social. Non ci sta a passare per il campione privo di personalità e coraggio.  E ora è attesa la resa dei conti nello spogliatoio. Nessuno chiarisce, però, che cosa è accaduto in quei momenti in campo. Tutti alludono, tutti lasciano intendono ma non dicono. Insigne diventa un caso, addirittura nazionale vista la portata del personaggio. Addirittura Dagospia – il sito di gossip e non solo di Roberto D’Agostino – si chiede: “Valeva la pena tornare in Italia per finire spernacchiato in questo modo?”

 Fa sensazione il plotone di esecuzione azionato. Gli errori del mercato estivo, i primi sei mesi di questa stagione da fil horror? E il lavoro del presidente Sebastiani? Tutto dimenticato perché se Insigne, o chi per lui, avesse calciato il rigore di Padova e fatto gol il Pescara si sarebbe salvato. Questo è il messaggio mediatico che si vuole fra passare. Un clamoroso errore. Si giudica in base ai risultati e ora c’è bisogno di un capro espiatorio. E nel dopo partita Sebastiani e Gorgone – gli unici a parlare – l’hanno – più o meno volontariamente – fornito. E il presidente interventista capace di cambiare uno o più allenatori in una stagione? Soddisfatto di Giorgio Gorgone (arrivato a novembre al posto di Vivarini), a tal punto da sedere al suo fianco in panchina. E la squadra? Personalità come quelle di Insigne, Acampora, Letizia, Faraoni, Brugman e Altare gestite dal tecnico romano all’esordio in serie B? Dalle critiche a Vivarini, che aveva una squadra mediocre, alla protezione a oltranza di Gorgone che costa poco e si gioca la prima volta in serie B con una formazione rifatta cammin facendo. E sull’orlo del baratro chiamato serie B in attesa dell’ultimo atto di venerdì sera in casa contro lo Spezia. A proposito, occhio al tormentone estivo sulla cessione societaria: non potrà mancare.

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