Come la gran parte dei calciatori al giorno d’oggi, Lorenzo Insigne ha deciso di affidare il suo pensiero ai social. Gli hanno riferito che a Pescara – dopo la sconfitta all’Euganeo – è partita la grancassa del perché Insigne non ha calciato il rigore e lui c’è rimasto male. Molto male. Tira aria di rottura. Premesso che nel post partita di Padova, dopo la sconfitta che ha relegato i biancazzurri al terz’ultimo posto in classifica in piena zona retrocessione, hanno parlato solo il presidente Sebastiani e l’allenatore Giorgio Gorgone ecco quanto scritto dall’attaccante di Frattamaggiore campione d’Europa con l’Italia nel 2021: “Sinceramente sono basito dalle dichiarazioni apprese nel post partita dalle quali mi dissocio completamente, riguarda al rigore non tirato. Chi vive lo spogliatoio ogni giorno sa bene che certe decisioni nascono in un contesto preciso, fatto di rispetto, responsabilità e dinamiche di squadra che meritano di essere comprese prima di essere giudicate pubblicamente. Mi dispiace leggere parole che rischiano di creare confusione tra noi e soprattutto tra voi tifosi che meritate chiarezza e verità.” Non dice con chi ce l’ha. Gran parte della tifoseria ha rovesciato la propria rabbia su un concetto: perché il rigore che poteva valere i play out a 10’ dalla fine è stato calciato dal più giovane tra i biancazzurri e non da un esperto, magari Insigne? E’ stata fatta filtrare l’ipotesi che Insigne non se la sia sentita per un problema al ginocchio, e allora perché non è stato sostituito? Voci, illazioni, congetture e, soprattutto, veleni tipici di quando la situazione si mette male. Fino a una settimana fa era una favola a lieto fine con la solita punta di romanticismo calcistico di chi crede di conoscere tutto, ora è tempo di processi. In attesa dell’ultima gara di campionato venerdì sera all’Adriatico-Cornacchia contro lo Spezia. Nel calcio si cerca sempre un capro espiatorio, ma far passare Insigne come il problema del Pescara di questa stagione, dimenticando la prima parte, sarebbe davvero un’impresa. Più facile che i biancazzurri si salvino sul campo.
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