Giornalista o politico? Difficile trovare una definizione per Gianni Letta, 91 anni, uomo di Prima e Seconda repubblica, custode di verità e segreti. Uomo di cultura e mediazione. Alzi la mano chi l’ha mai visto arrabbiato. O chi lo ha sentito alzare la voce. Gianni Letta da Avezzano, nato il 15 aprile 1935, famoso anche per essere stato il braccio destro di Berlusconi, è figlio di Vincenzo, avvocato, scampato al terremoto di Avezzano del 1915, originario di Aielli, paese di cui ne divenne il podestà ai tempi del fascismo. Vincenzo sposò nel 1931 Maria De Vincentiis e da quell’unione nacquero otto figli: Luigi, Gianni, Giorgio, Maria Teresa, Corrado, Francesca Romana, Cesare e Adriana. Tante carriere brillanti, storie di successo. Su tutte quella di Gianni Letta. Studi al Liceo classico Torlonia, a 18 anni il primo impiego lo trovò allo zuccherificio di Avezzano, nella lavorazione delle barbabietole che arrivavano dal Fucino. Entrò da operaio e nella fabbrica conobbe Maddalena Marignetti, la figlia del direttore, che diventa la moglie.
Il grande sogno di Gianni era fare il giornalista. Mestiere iniziato da corrispondente all’Aquila per il quotidiano romano il Tempo. Diventerà prima responsabile amministrativo e, alla morte del fondatore Renato Angiolillo, nel 1973, direttore del quotidiano. Aveva 38 anni. Carica che manterrà per 14 anni, fino al 17 aprile 1987. A Roma è entrato nei cosiddetti salotti buoni.
Da abile tessitore, Letta era di casa dalla signora Angiolillo, vedova di Renato, e in quel salotto accoglieva ospiti come Gianni Agnelli, Giulio Andreotti, Cesare Romiti, Lamberto Dini e Silvio Berlusconi. Salotti romani ma anche televisivi. Perché frequenti erano le sue apparizioni nelle tribune politiche del tempo. Misurato e imparziale.
Nel 1994 la svolta che dà il via a un’altra vita. Dopo la vittoria elettorale alle Politiche, Berlusconi lo volle come sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri. Incarico che manterrà in tutti e quattro i governi di centrodestra, diventando il consigliere più ascoltato del Cavaliere, anche al tempo del terremoto dell’Aquila.
Nel 2008 il Cavaliere lo propose come presidente della Repubblica. Al primo scrutinio raccolse 369 voti, non riuscendo ad arrivare al quorum. Fu eletto Giorgio Napolitano al quarto tentativo. Vicinissimo pure agli ambienti del Vaticano, nel 2008 fu promosso Gentiluomo di Sua Santità, viaggiando a bordo di aerei o elicotteri papali in occasione di udienze o cerimonie coi capi di Stato. Ha le Chiavi della città di Avezzano, gli furono consegnati nel marzo 2015. Di Tagliacozzo, Rocca di Cambio e Corfinio è cittadino onorario. A Pescasseroli l’onorificenza a Letta portò a un’accesa lite in consiglio. Così come all’Aquila, dove nel 2018 fu cancellata la cerimonia del 21 settembre. Gianni Letta è tornato alla ribalta nelle ultime settimane nella spaccatura interna a Forza Italia, ovviamente nel ruolo di mediatore, per cucire le posizioni tra la famiglia Berlusconi e il segretario e vicepremier Antonio Tajani. Lucido e lungimirante, anche a 91 anni.
Ferdinando Di Vaira



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