Giulio Ciccone ha perso la maglia rosa del Giro d’Italia. La leadership del corridore teatino è durata solo un giorno. Arrieta ha vinto la quinta tappa con arrivo a Potenza. Non ha mollato e ha passato clamorosamente Eulálio prima del traguardo. Il portoghese si è consolato con la maglia rosa. Lo spagnolo ha fatto di tutto nel finale: è caduto, ha sbagliato strada e ha vinto la tappa in volata. Ciccone è sesto nella classifica generale a 6’12”.
Pioggia battente, un po’ di grandine e tanto freddo. Ecco perché un Giro d’Italia che non ha ancora trovato padrone e continua a parlare straniero cambia ancora una volta l’uomo in rosa in un finale semplicemente folle. Dopo Giulio Ciccone, tocca al portoghese Afonso Eulalio, 25 anni ancora da compiere e compagno di Damiano Caruso nella Bahrain Victorius.
Protagonista assoluto lui, così come Igor Arrieta che a Potenza ha centrato la vittoria più bella della sua giovane carriera professionistica. Figlio di quello Josè Luis che è stato in gruppo per 17 lunghe stagioni soprattutto al fianco di Miguel Indurain. È entrato nella fuga giusta scappando sull’unica salita dura e vera di giornata. Raggiunto da Eulalio hanno fatto il vuoto, prima di un finale surreale: lui è caduto, ma lo ha fatto anche l’altro. Poi ha pure sbagliato strada prendendo lunga una curva, ma perdendo poco. Ha ripreso il portoghese negli ultimi 300 metri, l’ha passato e ha finalmente alzato le braccia.
Alle spalle i migliori hanno pensato a salvare la pelle senza rischiare nessun attacco e sono arrivati a oltre 7 minuti. Prima di lasciare definitivamente il Sud Italia, il Giro farà ancora tappa a Napoli che nelle ultime edizioni è diventato traguardo fisso. Questa volta traguardo nella centralissima piazza Plebiscito con l’incognita finale del pavé che potrebbe condizionare la volata.
Da venerdì a domenica, poi, finalmente le prime difficoltà vere anche il freddo dei primi giorni tornerà a presentare il suo conto. Ci sarà l’arrivo in quota alla Cima Blockhaus in Abruzzo, una salita che non fa sconti e che con il freddo (ma non è annunciata pioggia) rimescolerà le carte. Poi la frazione dei ‘muri’ nelle Marche che terminerà a Fermo e la nona frazione da Cervia a Corno alle Scale che proporrà il secondo arrivo in salita.
Sotto la pioggia torrenziale di una tappa che premia la fuga di giornata, ecco il giovane spagnolo saltare negli ultimi 100 metri il portoghese, dopo cadute e ribaltoni negli ultimi km semplicemente assurdi. I big lasciano fare concludendo ad oltre 7 minuti, mentre Milesi, Scaroni e Garofoli sono ai piedi del podio di tappa.
Niente da fare per Ciccone in una giornata molto difficile in cui ha lottato da solo. All’arrivo era molto scuro in volto. Appena un bacio alla moglie e una carezza al cagnolino di famiglia. Tanta delusione, sperava di arrivare venerdì in Abruzzo con la maglia rosa.



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