Non c’era bisogno, ma la Lnd ha ribadito che Recanatese-San Marino, sfida play out del girone F della serie D, si giocherà. Nonostante tutto. Nonostante la diffida del Chieti e gli appelli del presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio e del sindaco di Chieti Diego Ferrara, il primo esponente del centrodestra e il secondo del centrosinistra. Questa specifica per rimarcare che un certo malvezzo appartiene a tutto l’arco costituzionale, non è appannaggio di una sola parte politica. Le invasioni di campo sono bipartisan. La domanda è una sola: se non ci fossero state le elezioni comunali all’orizzonte ci sarebbe stata la mobilitazione a favore del Chieti dopo la sentenza di penalizzazione di 11 punti che, di fatto, ha sancito la retrocessione in Eccellenza? E’ lecito avere qualche dubbio.

Tutto questo sentimento era rimasto nascosto a gennaio quando gli stipendi non erano stati pagati e si sono sprecati gli appelli affinché qualcuno aiutasse una società senza soldi. Detto che Ferrara è un teatino doc, Marco Marsilio è tifoso della Juve e quando parla di attendere il terzo grado di giudizio dimostra di non conoscere come funziona la giustizia sportiva. E poi questi politici sono davvero smemorati. Il presidente del Chieti è Gianni Di Labio, ex assessore al Comune durante gli anni di gestione di centrodestra. Nel 2021 ha messo insieme un centinaio di voti al servizio della causa. Il patron, invece, è Altair D’Arcangelo che – al di dei problemi emersi non appena si è avvicinato all’ex ministro Santanchè – è stato consigliere comunale a Chieti e sostenitore di Nicola Cucullo. Ed è ricomparso sulla scena dopo anni e dopo le tante feste a Brecciarola con il Chieti calcio. Soldi, sogni e progetti. Fino a quando i rubinetti sono stati chiusi ed è iniziata la discesa nel baratro. Ma chi non ricorda il progetto per il nuovo stadio? E i concerti prima delle partite? Addirittura il gruppo Teti in consiglio comunale con quattro adesioni Filippo Di Giovanni, Vincenzo Ginefra, Nunzia Castelli e Bruno Di Iorio. Provenienze trasversali.
Il gruppo Teti era sorto a fine novembre 2024, annunciato con una forte spinta simbolica: individuare un collante politico forte nella figura del patron del Chieti Calcio Altair D’Arcangelo, con l’obiettivo di dare “nuovo impulso all’azione consiliare locale”.
In quel momento, Teti si era presentato come un soggetto intermedio, capace di dialogare sia con la maggioranza sia con l’opposizione. Si era anche federato con Azione Politica della consigliera Serena Pompilio. Il gruppo aveva proposto una mano tesa al sindaco Diego Ferrara, offrendo l’appoggio di cinque consiglieri (tre provenienti dalla maggioranza, due dall’opposizione) in cambio di una rappresentanza in giunta. Oggi, in piena campagna elettorale, tutti fanno finta di non ricordare. Il progetto polisportiva? Calcio a 5, basket e calcio. La trattativa per acquisire la Pallacanestro Chieti, poi scomparsa. E chi è stato presidente per una notte? Mauro Febbo, l’ex consigliere regionale e uomo di punta del centrodestra teatino. Un presunto accordo e via il post social per annunciare la novità. Ci sono gli screen-shot che non tradiscono. Senza approfondire, a tal punto che l’allora dirigente della Pallacanestro Chieti Filippo D’Ottavio capì che non se ne sarebbe fatto nulla. Lo capì anche Febbo il cui abbinamento al presunto progetto durò poco meno di una giornata. Adesso nessuno ricorda, ma ci sono le cronache dell’epoca. Anzi la politica pretende rispetto per la tifoseria teatina. Mah!
Infine, un avvertimento: occhio alle promesse in campagna elettorale. Per il prossimo sindaco, la prossima giunta e il prossimo consiglio comunale il calcio a Chieti, con la conseguente gestione di lacuni impianti sportivi, sarà un problema non da poco. (r.c.)



Altre Notizie
Nel 2027 si eleggerà il nuovo presidente della Provincia di Chieti: ci sarà Legnini dopo Menna?
Assenti al Mondiale del business, ma la Figc ci risparmi il ritorno del ct Mancini attratto dai soldi dall’Arabia e del Qatar
Veleni e toni eccessivi, centrodestra bocciato a Chieti: è la sconfitta di Marsilio e Meloni più che di Sicari