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17 Giugno 2026 home

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Il Giro d'Italia saluta l'Abruzzo: via da Chieti tra cielo nuvoloso, bagno di fola e proteste neroverdi

Il Giro d’Italia saluta l’Abruzzo: via da Chieti tra cielo nuvoloso, bagno di fola e proteste neroverdi. A Fermo vince Narvaez

Cielo nuvoloso alla partenza dell’ottava tappa dell’edizione numero 109 del Giro d’Italia. E’ stato il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, con il sindaco Diego Ferrara bardato di tricolore, a dare il via alle ore 13,15 in punto. Festeggiatissimo Giulio Ciccone, l’idolo di casa che prima di salire in bici è stato visto salutare la moglie Bruna e il suocero.

Prima del via la clamorosa protesta dei tifosi del Chieti calcio dopo la sentenza che ha decretato la retrocessione della squadra in Eccellenza.

“Cercasi società” e così via. Striscioni esibiti in mondovisione. La corsa da piazza San Giustino e corso Marrucino è uscita da Chieti per andare verso Cepagatti, Pianella, Montesilvano, SS16 Adriatica Silvi,  Pineto,  Roseto,  Giulianova,  Tortoreto,  Alba Adriatica,  Martinsicuro,  Marche,  arrivo a Fermo al Girfalco. Lungo le strade tanata gente, come al solito, con striscioni, cori e slogan.

Uno curioso, probabilmente messo da qualche tifoso del Pescara, appena retrocesso in serie C, indirizzato al presidente Daniele Sebastiani con l’invito: “Sebastiani vattene”.

Nel Teramano la corsa è attesa intorno alle ore 14,15 da Silvi e percorrerà tutta la SS16 fino a Martinsicuro. I comuni interessati sono Silvi, Pineto, Roseto, Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro.

Lungo le strade abruzzesi, ma anche nel finale, il corridore teatino Giulio Ciccone è apparso in buona condizione, proponendosi spesso nelle prime posizioni.

A Fermo ha vinto Jhonatan Narváez.

Dopo vari tentativi di scatti e controscatti, tra cui all’inizio anche quelli di Alberto Bettiol e Filippo Ganna, alla fine tre corridori (Leknessund, Bjerg e Narvaez) hanno messo a segno la fuga prima che la tappa, disturbata dal forte vento laterale, si accendesse sui muri fermani. In seguito si è creato un gruppo di 21 contrattaccanti, seguiti da quello maglia rosa con Vingegaard (attuale maglia azzurra). La situazione è rimasta stabile, ma sul penultimo muro di giornata, quello di Capodarco, Narvaez ha attaccato e lasciato dietro di sé gli altri due fuggitivi. Leknessund ha provato a non perdere la scia dell’ecuadoriano, e alla fine riesce a chiudere secondo a 32 secondi di distacco.

Afonso Eulálio sul finale sprinta nel gruppo maglia rosa, che ovviamente conserva. Jonas Vingegaard e Giulio Pelizzari non hanno risposto allo scatto dell’attuale leader di classifica, che resta comunque pressoché invariata: il danese però guadagna 2 secondi sul portoghese, Pellizzari a 4 minuti e 28.

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