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Chieti Progetto: associazionismo e terzo settore, chi tiene insieme la comunità non può essere lasciato solo

Annalisa Di Matteo

Chieti Progetto: associazionismo e terzo settore, chi tiene insieme la comunità non può essere lasciato solo

La lista civica Chieti Progetto propone un tavolo permanente per associazioni, volontariato, scuole, enti e istituzioni. La candidata Annalisa Di Matteo: “Serve una regia stabile per sostenere chi ogni giorno opera nel sociale, spesso accanto alle istituzioni e troppo spesso al posto loro”.

Chieti ha un patrimonio prezioso che spesso viene dato per scontato: il mondo delle associazioni, del volontariato, degli enti del terzo settore e di tutte quelle realtà civiche che ogni giorno lavorano accanto alle persone, alle famiglie, ai giovani, agli anziani, alle persone con disabilità, a chi vive fragilità sociali, economiche o relazionali.

Sono organizzazioni che raramente cercano visibilità, ma che producono valore ogni giorno. Intercettano bisogni, costruiscono legami, offrono ascolto, generano fiducia, creano presidi di prossimità. In molti casi collaborano con le istituzioni; in troppi casi, però, finiscono per colmare vuoti che le istituzioni non riescono più a coprire con continuità.

Per Chieti Progetto, lista in appoggio del candidato sindaco del centrodestra Sicari, èarrivato il momento di accendere i riflettori su questo mondo, riconoscendone il valore sociale, culturale, educativo ed economico.

A intervenire sul tema è Annalisa Di Matteo, candidata di Chieti Progetto e docente di lettere, che prima di intraprendere il percorso dell’insegnamento ha maturato una significativa esperienza nel mondo dell’associazionismo e del Terzo Settore. Un impegno nato sin da giovanissima come volontaria, arricchito da un Master in Fundraising per il Non Profit e gli enti pubblici e proseguito poi nell’attività di consulente per il Terzo Settore, con particolare attenzione alla raccolta fondi, alla progettazione e all’organizzazione degli ETS:

Dietro queste organizzazioni ci sono persone, competenze, tempo donato, servizi, reti, progetti e relazioni. C’è una parte viva della società che spesso arriva prima della politica, prima della burocrazia, prima dell’intervento pubblico. C’è chi accompagna un anziano solo, chi sostiene una famiglia in difficoltà, chi organizza attività per i ragazzi, chi tutela persone fragili, chi promuove inclusione, chi tiene aperti spazi di socialità, chi lavora ogni giorno contro isolamento, povertà educativa e marginalità. Proprio perché queste realtà svolgono un ruolo così importante, non possono essere lasciate sole”.

Oggi molte associazioni si trovano ad affrontare difficoltà crescenti: scarsità di risorse, burocrazia complessa, fatica nell’accesso ai bandi, mancanza di spazi adeguati, difficoltà nel dialogo con gli enti pubblici, bisogno di formazione, ricambio generazionale sempre più fragile, adempimenti amministrativi e fiscali spesso pesanti per strutture rette quasi esclusivamente da volontari.

Per Chieti Progetto la risposta non può essere episodica. Non bastano contributi occasionali, incontri convocati solo in emergenza o parole di circostanza nei momenti celebrativi. Serve una politica stabile per l’associazionismo.

Chi conosce davvero il mondo associativo, continua Annalisa Di Matteo, sa che una buona idea non basta. Servono competenze, strumenti, capacità organizzativa, conoscenza dei bandi, capacità di progettare, rendicontare, comunicare, costruire partenariati. Il fundraising non è semplicemente ‘cercare soldi’: significa dare sostenibilità alle idee, trasformare un bisogno in un progetto, costruire relazioni di fiducia tra associazioni, istituzioni, cittadini, imprese e fondazioni. Molte realtà del territorio hanno energie straordinarie, ma spesso non hanno il supporto tecnico necessario per intercettare fondi, rispondere agli avvisi pubblici o dialogare in modo efficace con gli enti”.

La proposta di Chieti Progetto è istituire un tavolo permanente per l’associazionismo e il terzo settore, uno spazio concreto di confronto, coordinamento e progettazione condivisa tra Comune ed associazioni.

Serve un tavolo che non sia una passerella, ma uno strumento operativo, che sia utile per favorire collaborazioni, costruire reti tra associazioni, facilitare il rapporto con gli uffici comunali e con gli altri enti, promuovere protocolli con le scuole, individuare bandi e finanziamenti, accompagnare le realtà associative nella progettazione e nella rendicontazione. Le associazioni non chiedono privilegi: chiedono di essere messe nelle condizioni di lavorare meglio.

Per Chieti Progetto “le associazioni non devono diventare il pronto soccorso permanente delle mancanze istituzionali. Non è giusto chiamarle solo quando c’è un’emergenza, quando bisogna organizzare un’iniziativa o quando serve coprire un vuoto. Devono essere ascoltate prima, coinvolte nella programmazione, sostenute nella progettazione e riconosciute dentro una cornice chiara, in cui ciascuno faccia la propria parte: il Comune, gli enti pubblici, le scuole, il mondo sanitario e sociale, le fondazioni, le imprese e naturalmente il volontariato”.

Il Codice del Terzo Settore va già in questa direzione. Il Decreto ministeriale n. 72 del 31 marzo 2021 ha adottato le linee guida sui rapporti tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo Settore, con riferimento agli articoli 55-57 del Codice, valorizzando strumenti come co-programmazione e co-progettazione. Non si tratta quindi di inventare formule astratte, ma di applicare concretamente strumenti già previsti e riconosciuti.

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