Volley A2, Pineto sulle ali dell’entusiasmo cerca (in casa) il successo nella gara 1 della finale play off

Volley A2, Pineto sulle ali dell'entusiasmo cerca (in casa) il successo nella gara 1 della finale play off

Ultimo atto. Epilogo. Più semplicemente: la finale. Inizia il 3 maggio, domenica, al Pala Santa Maria (ore 18,30, diretta su Dazn) la serie conclusiva dei play off di serie A2 Credem Banca. Con il fattore campo dalla propria grazie al primato in regular season, galvanizzata dalla netta affermazione di mercoledì scorso in Gara 3 di semifinale contro Aversa (3-0), l’Abba Pineto si prepara dunque a ricevere la visita della Tinet Prata di Pordenone in un confronto destinato a protrarsi almeno sino al prossimo 10 maggio. La formula impone di ragionare sulla distanza delle cinque partite, con verdetto possibile non prima di gara 3 e coi biancoazzurri che, come detto, nella prima, nella terza e nella eventuale quinta partita potranno contare sul calore del pubblico di csaa. Lo stesso che continua, di partita in partita, a gremire gli spalti del Palavolley e che altrettanto farà domenica pomeriggio.

Finale inedita, quella fra Pineto e Prata di Pordenone, se non altro perché entrambe giungono all’ultimo step dei play off per la prima volta nella loro storia. Non è un inedito assoluto comunque, visto che i biancoazzurri proprio in casa dei friulani hanno sollevato la Del Monte® Coppa Italia di categoria. Era il 22 febbraio e da allora le due compagini si sono affrontate un’altra volta, esattamente la settimana dopo quella finale, coi gialloblu di coach Mario Di Pietro capaci di imporsi sul 3-2. Con analogo risultato l’Abba aveva invece difeso il Pala Santa Maria nel primo confronto stagionale, il 30 novembre scorso.

In semifinale Prata di Pordenone è riuscita ad archiviare in due partite la serie contro la Gruppo Consoli Sferc Brescia: 3-1 in Lombardia e 3-2 casalingo, esito che ha dato alla Tinet qualche giorno in più di riposo rispetto a Paolo Di Silvestre e compagni, costretti dalla Virtus Aversa a tirare sino a gara 3. Pineto tornerà in campo perciò a soli quattro giorni dal 3-0 di mercoledì scorso, ma quantomeno potrà continuare a fare base a casa propria.

Tra i più positivi del momento di Pineto, c’è lo schiacciatore Antonino Suraci: il classe ’96 varesotto si è fatto trovare pronto nel sostituire l’infortunato Karli Allik: «Credo che l’avere raggiunto questa finale, dopo una gara 3 di grande qualità, sia il giusto coronamento di un anno di altissimo livello che abbiamo disputato», dice proprio Suraci. «A livello personale? Sono contento, certo, ma l’importante è dare il massimo contributo possibile alla squadra. Questo è anche merito di Simone (Di Tommaso), che ci ha sempre inculcato dall’inizio il valore e l’importanza di ognuno di noi in questa squadra, quando viene e anche quando non viene impiegato. Quindi, ripeto, per me è un piacere potere aiutare la squadra a toglierci delle soddisfazioni enormi. Ho vissuto dall’inizio un legame molto forte coi tifosi, col pubblico del Pala Santa Maria. Mi piace vivere le partite con grande energia, con grande carica, incitando il pubblico sia se mi trovo dentro che fuori dal campo. La finale contro Prata? Credo che il fattore-campo possa pesare, ma Prata è una formazione veramente agguerrita: ha battuto Brescia e non a caso è in finale. Quindi ci si può aspettare veramente di tutto. Sicuramente sarà una serie tirata, dove nessuno vorrà mollare anche perché ci si sta giocando il massimo riconoscimento possibile della stagione e quindi nessuno giocherà per perdere».

Nell’Abba ha preso però la squadra sulle spalle, almeno nella fase offensiva, anche l’opposto Matheus Krauchuk: con 537 punti (con 56 ace) è diventato il giocatore più prolifico del campionato sommando regular season e play off, seguito da Paolo Di Silvestre (456). Nella Tinet si eguagliano di fatto l’opposto Kristian Gamba (442 punti di cui 46 ace) e lo schiacciatore Jernej Terpin (435). Sfida a distanza interessante anche fra i due liberi: quello dei friulani, Alberto Benedicenti, conta 225 ricezioni perfette, 15 in più di Flavio Morazzini che tuttavia ha contribuito a fare di Pineto la squadra più efficiente in ricezione nei Play-Off (6,13/set).

Il programma della serie di finale contro la Tinet Prata di Pordenone:

domenica 3 maggio (Gara 1)
Pala Santa Maria di Pineto, h 18,30
ABBA PINETO – TINET PRATA DI PORDENONE

mercoledì 6 maggio (Gara 2)
Palasport di Prata di Pordenone, h 20,30
TINET PRATA DI PORDENONE – ABBA PINETO

domenica 10 maggio (Gara 3)
Pala Santa Maria di Pineto, h 18,30
ABBA PINETO – TINET PRATA DI PORDENONE

mercoledì 13 maggio (Gara 4)
Palasport di Prata di Pordenone, h 20,30
TINET PRATA DI PORDENONE – ABBA PINETO

sabato 16 maggio (Gara 5)
Pala Santa Maria di Pineto, h 18,30
ABBA PINETO – TINET PRATA DI PORDENONE




Pescara calcio ko, Insigne reagisce alla critiche per il rigore non calciato a Padova: “Sono basito”

Pescara calcio ko, Insigne reagisce alla critiche per il rigore non calciato a Padova: "Sono basito"

Come la gran parte dei calciatori al giorno d’oggi, Lorenzo Insigne ha deciso di affidare il suo pensiero ai social. Gli hanno riferito che a Pescara – dopo la sconfitta all’Euganeo –  è partita la grancassa del perché Insigne non ha calciato il rigore e lui c’è rimasto male. Molto male. Tira aria di rottura. Premesso che nel post partita di Padova, dopo la sconfitta che ha relegato i biancazzurri al terz’ultimo posto in classifica in piena zona retrocessione, hanno parlato solo il presidente Sebastiani e l’allenatore Giorgio Gorgone ecco quanto scritto dall’attaccante di Frattamaggiore campione d’Europa con l’Italia nel 2021: “Sinceramente sono basito dalle dichiarazioni apprese nel post partita dalle quali mi dissocio completamente, riguarda al rigore non tirato. Chi vive lo spogliatoio ogni giorno sa bene che certe decisioni nascono in un contesto preciso, fatto di rispetto, responsabilità e dinamiche di squadra che meritano di essere comprese prima di essere giudicate pubblicamente. Mi dispiace leggere parole che rischiano di creare confusione tra noi e soprattutto tra voi tifosi che meritate chiarezza e verità.” Non dice con chi ce l’ha. Gran parte della tifoseria ha rovesciato la propria rabbia su un concetto: perché il rigore che poteva valere i play out a 10’ dalla fine è stato calciato dal più giovane tra i biancazzurri e non da un esperto, magari Insigne? E’ stata fatta filtrare l’ipotesi che Insigne non se la sia sentita per un problema al ginocchio, e allora perché non è stato sostituito? Voci, illazioni, congetture e, soprattutto, veleni tipici di quando la situazione si mette male. Fino a una settimana fa era una favola a lieto fine con la solita punta di romanticismo calcistico di chi crede di conoscere tutto, ora è tempo di processi. In attesa dell’ultima gara di campionato venerdì sera all’Adriatico-Cornacchia contro lo Spezia. Nel calcio si cerca sempre un capro espiatorio, ma far passare Insigne come il problema del Pescara di questa stagione, dimenticando la prima parte, sarebbe davvero un’impresa. Più facile che i biancazzurri si salvino sul campo.




Sanità: la giunta regionale va avanti sul progetto per il nuovo ospedale di Teramo

Sanità: la giunta regionale va avanti sul progetto per il nuovo ospedale di Teramo

La giunta regionale va avanti. E, su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, ha approvato il recepimento dello studio di fattibilità presentato dalla Asl 04 per la realizzazione del nuovo ospedale di Teramo. Procede spedito nonostante i dubbi in città.

Il provvedimento, che segue quello del 2025 relativo al progetto per la costruzione del presidio nella stessa area dove c’è quello in funzione, prevede la divisione dell’opera in lotti funzionali, così da permettere l’avvio delle procedure di gara non appena il Ministero approverà a sua volta gli atti progettuali.

Per il nuovo ospedale di Teramo è  disponibile un finanziamento di circa 124 milioni di euro (su un totale stimato di 285 milioni per l’intero progetto) che consentirà la costruzione della prima parte della piastra tecnologica con 14 sale per il blocco operatorio, locali per la diagnostica per immagini, day surgery, emodinamica ed elettrofisiologia, parcheggi e locali tecnici, fabbricati di servizio e tecnologie sanitarie.




A Battistoni la prima tappa del Giro d’Abruzzo di ciclismo Juniores, ora la cronoscalata di Casalincontrada

A Battistoni la prima tappa del Giro d'Abruzzo di ciclismo Juniores, ora la cronoscalata di Casalincontrada

Alessandro Battistoni ha conquistato il terzo successo stagionale con un attacco solitario e vincente a Manoppello (Pescara), traguardo della prima tappa del Giro d’Abruzzo Juniores. Il marchigiano della Pool Cantù GB Team, nativo di Loreto, si è preso il lusso di lasciarsi alle spalle tutti gli avversari, vestendo così la maglia di leader della classifica generale di questa breve corsa a tappe abruzzese.

E a Manoppello, comunità legata al triste ricordo della tragedia dei minatori morti nella miniera di Marcinelle in Belgio, i 155 atleti si sono dati battaglia sui 93 chilometri che corrispondono al tracciato identico del Trofeo 1°Maggio Città di Manoppello. Grande e calorosa è stata la partecipazione del pubblico al momento della partenza nel paese, dove spiccavano la presenza del campione italiano in carica Vincenzo Carosi (Team Coratti) e quella del commissario tecnico della nazionale italiana Dino Salvoldi.

A tirare le fila dell’organizzazione generale, in prima fila, la Vomano Bike e la Parmegiani Management con la preziosa collaborazione del Comitato Trofeo 1° Maggio (guidato da Camillo Pepe), della Pro Loco di Manoppello, dell’Oratorio San Nicola, della Protezione Civile-Gruppo di Manoppello e dell’Asd Manoppello MV6 Academy. A completare il quadro, il Comune di Manoppello si è confermato un partner solido a fianco degli organizzatori, rappresentato per l’occasione dal Sindaco Giorgio De Luca (nonché neo Presidente della Provincia di Pescara), dal Vice Sindaco Giulia De Lellis e dall’Assessore allo sport Roberto Cavallo. Per la Federazione Ciclistica Italiana presenti il vice presidente del CR Abruzzo Gabriele Di Meco e il presidente provinciale di Chieti Michele Cataldo.

Ripetendo cinque volte un circuito tra Manoppello e Turrivalignani, salvo un tratto iniziale pianeggiante verso Manoppello Scalo, la corsa ha visto i primi quaranta chilometri procedere con il gruppo compatto, affrontando le dure pendenze della salita verso il centro storico di Manoppello che mettevano in palio due gran premi della montagna giornalieri. Riccardo Dal Puppo (Industrie Forniture Moro) è stato il vincitore del primo gran premio della montagna al chilometro 40, seguito da Pietro Cermenati (Salus Ciclistica Seregno) al chilometro 75, quando iniziava l’ultimo giro. Per effetto del miglior piazzamento tra i due gran premi della montagna, è Cermenati a conquistare il primato provvisorio nella classifica di miglior scalatore.

A una quindicina di chilometri dal traguardo, è stato lo stesso Battistoni a lanciare un attacco temerario prima dell’ultima ascesa verso l’arrivo, riuscendo a guadagnare un vantaggio oscillante tra i 20 e i 30 secondi.

Il gruppo inseguitore, molto sgranato, ha dovuto cedere il passo al vittorioso Battistoni, con il podio giornaliero di tappa che si è completato con Mattia Moretti del Team Neri Sottoli Lucchini (secondo a 14″) e Brandon Davide Fedrizzi della Borgo Molino Villa Fiorita, leggermente defilato in terza posizione a 19″.

ORDINE D’ARRIVO 1°TAPPA E CLASSIFICA GENERALE

1° Alessandro Battistoni (Pool Cantu’ Gb Team) 93 km in 2.20’38” media 39,678 km/h

2° Mattia Moretti (Team Neri Sottoli Lucchini Energy) a 14”

3° Brandon Davide Fedrizzi (Borgo Molino Vigna Fiorita) a 19”

4° Nicola Padovan (Gottardo Giochi Caneva)

5° Andrea Gabriele Alessiani (Pool Cantu’ Gb Team)

6° Lorenzo Campagnolo (Borgo Molino Vigna Fiorita)

7° Lorenzo Ferraro (Team Coratti)

8° Luca Frontini (Pool Cantu’ Gb Team)

9° Filippo Colella (Team Neri Sottoli Lucchini Energy)

10° Edoardo Oren (SC Romanese)

11° Cristian Dandrea (Team Tiepolo U19 Devo)

12° Brian Paris (Team Coratti)

13° Bruno Mardegan (Team Guerrini Senaghese) a 23”

14° Francesco Colosio (Team Guerrini Senaghese) a 24”

15° Olexandr Poliushko (Veleka Team)

LE MAGLIE DEL GIRO

Azzurra classifica generale a tempo: Alessandro Battistoni (Pool Cantù GB Team).

Rossa classifica individuale a punti: Alessandro Battistoni (Pool Cantù GB Team) ma indossata da Brandon Davide Fedrizzi (Borgo Molino Vigna Fiorita).

Verde gran premi della montagna: Pietro Cermenati (Salus Ciclistica Seregno).

Bianca giovani (nati nel 2009): Mattia Moretti (Team Neri Sottoli Lucchini Energy).

LA SECONDA TAPPA A CASALINCONTRADA

È una cronoscalata individuale di 2,2 chilometri che sostituisce la gara in linea a circuito originariamente prevista. Partenza del primo corridore alle 12 da via Alento con arrivo in paese in via Orientale. Le squadre partiranno a blocchi di 31 (1 atleta per ogni squadra) seguendo l’ordine della classifica a squadre per consentire ai team il seguito di ogni atleta. La squadra del leader della classifica generale sarà inserita come ultima ad ogni blocco. L’intervallo di partenza tra ogni atleta sarà di 1 minuto. La prova dovrà essere disputata esclusivamente con biciclette e materiale da strada tradizionali (no da cronometro) e con casco tradizionale. I punti per la classifica individuale (maglia rossa) e quelli del gran premio della montagna (maglia verde) saranno assegnati in base alla classifica a tempi di tappa.




Il Pineto contro il Gubbio: inizia il lungo cammino dei play off per la serie B

Il Pineto contro il Gubbio: inizia il lungo cammino dei play off per la serie B

Il Pineto si presenta ai play off di serie C con l’obiettivo di migliorare il cammino della passata stagione, quando fu subito eliminato dalla Pianese. Questa volta di fronte c’è il Gubbio. Appuntamento alle ore 20 di domenica 3 maggio allo stadio Mariani-Pavone. In caso di parità al 90’ si qualifica il Pineto in virtù del miglior piazzamento in classifica nel girone B della serie C. L’ultimo precedente risale alla scorsa settimana, ultima di campionato al Barbetti con il successo eugubino per 2-0. La società del presidente Brocco ha fatto sapere che tiene ad andare più avanti possibile nei play off. Non si accontenta di esserci arrivata. Arbitra Riccardo Tropiano di Bari. Domenica inizia un cammino lungo per arrivare la quarta squadra promossa in serie B.   

Le nove classificate dal secondo al decimo posto in ognuno dei tre gironi più la vincente della Coppa Italia Serie C. Considerando che quest’anno il trofeo è finito nelle mani del Potenza che ha chiuso decimo (e quindi già in una posizione valida per i playoff), nel girone C accede alla post season anche l’Atalanta Under 23, giunta undicesima. I playoff sono divisi tra fase intergirone (dove le squadre sfidano le avversarie nel loro stesso raggruppamento), fase nazionale (incroci con le formazioni degli altri gironi) e Final Four, composta da semifinali più finalissima per accedere in B. La griglia inizialmente si compone delle sfide intergirone: quinta contro decima (nel caso del girone C si parla dell’Atalanta, undicesima), sesta contro nona, settima contro ottava. Si gioca in gara secca in casa della meglio classificata che passa al turno successivo in caso di parità dopo i regolamentari. La prima fase è disputata da 18 squadre, in 9 quindi passano al turno successivo, in cui entrano le quarte classificate di ogni girone. Qua la griglia si compone così: la quarta di regular season affronta la peggior classificata di ogni gruppo e le due squadre rimanenti si sfidano fra loro. Le sei squadre vincenti passano alla fase nazionale, dove incontrano la terza classificata di ogni gruppo e la vincente di Coppa Italia C: le sfide stavolta diventano andata e ritorno secondo un sorteggio che distingue fra teste di serie (le tre terze, la vincente della Coppa e la squadra meglio classificata fra le 6 rimanenti) e non. In caso di parità nei 180 minuti, passa la testa di serie. Ai quarti di finale accedono anche le seconde dei gironi, tutte teste di serie assieme alla squadra meglio classificata fra le rimanenti: solito schema, andata e ritorno senza supplementari. Da qua si accede finalmente alla Final Four: sorteggio libero fra le quattro rimanenti, gare di andata e ritorno con eventuali supplementari e rigori. Così come ovviamente nella finale, anch’essa spalmata sui 180 minuti.

Le date: 

  • FASE INTERGIRONE: primo turno 3 maggio, secondo turno 6 maggio. 
  • FASE NAZIONALE: primo turno (andata 10 maggio, ritorno 13 maggio) Secondo turno (andata 17 maggio, ritorno 20 maggio) 
  • FINAL FOUR: semifinali (andata 24 maggio, ritorno 27 maggio) Finale (andata 2 giugno, ritorno 7 giugno).



Le “tombe” di San Tommaso Apostolo nel tempo e la festività ortonese del Perdono

Le "tombe" di San Tommaso Apostolo nel tempo e la festività ortonese del Perdono

Per parlare di San Tommaso Apostolo, bisognerebbe essere un cronista di duemila anni fa, o almeno avere il talento dell’ortonese Giovan Battista De Lectis, autore, nel 1577, della “Vita del glorioso Apostolo di Christo san Tomaso, con la traslazione & i miracoli in esso, per virtù di Iddio, operati “. Tale racconto, è affascinante e suggestivo, ma, in assenza di documenti scritti, non è “storico”; e allora bisogna fidarsi di una tradizione, consolidata, e, quindi non assimilabile a pura leggenda, che colloca il martirio dell’Apostolo al tre luglio del 72 d.C., sulla costa orientale dell’India, nell’odierna Chennai, sobborgo di Meliapour (Madras).

Negli atti, pubblicati nel 1988, della ricognizione scientifica delle ossa dell’Apostolo Tommaso – che è stata effettuata negli anni 1984-86 dal prof. Luigi Capasso, e altri docenti dell’Università di Chieti, tra cui il nostro prof. Fulvio Della Loggia – c’è un indizio che potrebbe confermare la circostanza del martirio; infatti, l’individuo “A”, a cui appartengono le ossa esaminate, attribuite a Tommaso, mostrano le tracce  di una frattura  dell’osso zigomatico destro, provocata da un affilato fendente, poco prima o dopo il decesso…Altri risultati di detta ricognizione, sono del tutto “compatibili” con la figura dell’Apostolo: il sesso maschile del soggetto, la malattia riscontrata, e cioè la spondilite anchilopoietica, tra quelle “professionali” dei pescatori di mestiere; e, infine,  l’età alla morte, compresa tra i 50 e 70 anni. Ovviamente, a 2000 anni di distanza, nessuno potrà mai assicurarci con certezza che quelle ossa appartengano allo scheletro dell’Apostolo; ma qui, per i credenti, subentra la fede…e per i cittadini di Ortona, un affetto che si tramanda padre in figlio.

San Tommaso, sarebbe stato, quindi, all’incirca, coetaneo di Gesù. Tra le tante “incredulità” della storia dell’arte, le meno congruenti con tale credibile realtà, sono: quella di Andrea del Verrocchio, a Firenze, in una edicola della chiesa di Orsanmichele, dove Tommaso appare come un giovinetto poco più che adolescente; e, quella ancora più famosa, di Caravaggio, nel museo di Dresda, dove Tommaso è proprio vecchio, e piuttosto malandato.

Giunti all’anno 230 d.C., per sfuggire a persecuzioni religiose, quella sepoltura del 72 d.C.’ che era rimasta a Chennai per 158 anni, fu trasferita, lungo il percorso della via della seta, a Edessa di Mesopotamia, l’odierna Sanljurfa, nella Turchia meridionale.  La nuova sepoltura fu ornata con la pietra tombale, di pietra calcedonia, che reca l’immagine, con la didascalia “il Signore Tommaso”, ora sistemata nel pavimento della cripta della nostra Concattedrale. Da particolari iconografici, e osservazioni carattere linguistico del professor Antonio Falcone, si deduce, in maniera inequivocabile, la fattura, mesopotamica – armena, di detta lapide tombale, la sua datazione al terzo secolo d.C., e, di conseguenza, l’originaria dislocazione a Edessa.

Nel timore di persecuzioni religiose, questa volta dei turchi, giunti al 1144 d.C., le ossa di Tommaso, che era rimaste per oltre 900 anni a Edessa, furono traslate nella sua terza tomba, nell’isola di Chios, di fronte alla costa della Turchia, però almeno protette da un braccio di mare.

E qui subentra l’episodio, finalmente storico, del “furto” perpetrato, nel 1258, da “Leone”, quale bottino di guerra, il “tesoro” che, da quell’epoca è racchiuso nella quarta tomba del Santo, e arricchisce Ortona.

In quell’anno 1258, nella guerra commerciale tra Venezia e Genova, alla Città di Ortona fu ordinato, dal re Manfredi, di fornire aiuto a Venezia. E qui riporto testualmente le parole di Giovan Battista De Lectis : “tra sì bella armata ce si ritrovò tre galere (galee) di Ortona, Capitano delle quali un valente uomo timente Dio, LEONE nomato…Stando quindi Leone, con gran devozione avanti al bel sepolcro, una candida mano apparir vide, la quale a Leone cenno faceva  come se a chiamar lo volesse”… Ti prego mi voglia far degno a traslatare le Vostre sante reliquie nella mia patria, perciocchè l’apparso segno altro non penso dir voglia”)…Una descrizione fantasiosa, ma espressa in una stupenda forma letteraria…

Da notare che l’aggiunta Acciaiuoli a Leone, è una invenzione postuma, e falsa, per nobilitare con un altisonante cognome fiorentino, il modesto “paròn” di Ortona; ma, ormai come si potrebbe eliminare quel patronimico, in uso da anni, dopo che una via del centro storico, e un prestigioso Istituto scolastico sono stati intitolati a suo nome?

Tutto il resto è noto. L’arrivo a ORTONA delle cassetta delle reliquie il sei settembre 1258, e della pietra tombale, che era una prova sicuramente certa di quella avvenuta asportazione. Però, alcuni cittadini, sicuramente invidiosi, non si fidarono del racconto di Leone, ritenendo le reliquie quelle di un santo qualsiasi. Così, l’anno dopo, indussero la Municipalità a inviare a Bari una delegazione, per interrogare nelle carceri locali, i prigionieri fatti a Chios, che confermarono pienamente la vicenda del “furto”, da parte di marinai di Ortona, nella loro chiesa principale dedicata all’Apostolo; con una testimonianza resa di fronte al notaio Pavone, contenuta nella pergamena, redatta il 22 settembre 1259 che si conserva nella Biblioteca Diocesana di Ortona.

Alla fine del secolo XIV – Papa Bonifacio IX concesse per il giorno 6 settembre l’indulgenza plenaria, a ricordo dell’arrivo a Ortona delle reliquie dell’Apostolo, dando luogo alla festività del Perdono.

Infine, il 7 luglio 1479 – Papa Sisto V , nel confermare l’indulgenza plenaria concessa da papa Bonifacio IX, la spostò dal sei settembre alla prima domenica di maggio, per far coincidere l’evento religioso del “Perdono”, cioè dell’indulgenza plenaria,  con quello civile della “Fiera”, concessa per il medesimo periodo dal re Alfonso d’Aragona.

Sempre a proposito di date, va citata un altro episodio. A seguito del Concilio Vaticano II, una Commissione del Vaticano ha proceduto, nel 1969, a una revisione della lista dei santi, alcuni dei quali non sarebbero mai esistiti… (di quella “epurazione” fu vittima perfino San Gennaro, poi “riammesso al culto” a furore di popolo…) In quella sede, in ordine alla scelta di onorare i santi nel giorno della loro ascesa al cielo, e quindi della loro morte, fu deciso di spostare al tre luglio, giorno del suo martirio, la festività di San Tommaso Apostolo, che, invece, era fissata dal IX secolo, al 21 dicembre – data rimasta in vigore fino al 1969, e che ora residua solo nella “Messa tridentina”.

Tuttavia, ormai da secoli, per gli ortonesi, la vera festività di San Tommaso Apostolo ricorre a Perdono, i primi sabato e domenica di maggio.

                                                            Vittorio Garzarelli




A Teramo il keniano Loitanyang conquista la Maratonina Pretuziana

A Teramo il keniano Loitanyang conquista la Maratonina Pretuziana

Spettacolo per le strade di Teramo con la Maratonina Pretuziana, la gara podistica che caratterizza il primo maggio in città.

Si è imposto Simon Loitanyang dell’Atletica Vomano che ha tagliato il traguardo davanti a Nicolò Di Gaetano, Samuel Borraccino Mattia Maccarone Cristian Truncellito, Camillo Agostinone, Alessia Righetti e Simone Scutti. Nove chilometri e mille emozioni per chi era in gara e per chi ha assistito alla manifestazione. Nelle foto di Luciano Adriani alcune curiosità del pomeriggio oltre ai protagonisti.

Loitanyang, keniano classe 1994, quest’anno aveva vinto a Terni e più recentemente il Vivicittà a Pescara. In gara anche la mezzofondista azzurra Gaia Sabbatini, teramana doc, che si è fatta apprezzare dai suoi concittadini.




La professoressa Nenna D’Antonio, una “leonessa” democristiana della Prima Repubblica

La professoressa Nenna D'Antonio, una "leonessa" democristiana della Prima Repubblica

Chiedi chi era Anna Nenna D’Antonio. Solo chi ha almeno 45-50 anni saprà rispondere. Beh, è stat una protagonista della Prima Repubblica. Una democristiana di ferro.  Dopo aver attraversato le più importanti istituzioni repubblicane, oggi alla veneranda età di 99 anni, si gode il meritato riposo nella sua San Vito Chietino. E’ stata una gigante della politica abruzzese.  Anche se solo telefonicamente ed attraverso la stampa continua a seguire le vicende politiche italiane e regionali dispensando anche consigli ai tanti amici impegnati nelle istituzioni che spesso si fanno sentire.

La professoressa Anna Nenna D’Antonio, laureata in lettere, docente di lettere classiche, ha iniziato l’impegno politico ed amministrativo con il partito della Democrazia Cristiana.

Ha iniziato la carriera come assessore del Comune di San Vito, successivamente, è stata eletta consigliere provinciale di Chieti.

Dal 1970, anno di prima legislatura delle regioni, è stata eletta consigliere regionale. Poi assessore e, successivamente, dal 30 novembre del 1981 al 13 maggio del 1983, ha ricoperto la carica di presidente della Regione Abruzzo. Osso duro nelle trattative.

E’ stata la prima donna presidente di Regione in Italia e la prima e l’unica donna presidente della Regione Abruzzo. All’interno della Democrazia Cristiana ha militato sempre nella stessa corrente del Ministro Gaspari, area dorotea, ma nello stesso tempo, soprattutto per i problemi abruzzesi era l’unica in grado di mettere in discussione le decisioni del ministro, spesso riuscendoci. All’interno del partito veniva chiamata “La Signora del Colle”, il riferimento era alla sua abitazione, a San Vito, situata su una collina.

A luglio del 1983 è stata eletta al parlamento nazionale e, dopo essere stata rieletta altre due volte, è rimasta fino al 1994.

La sua foto è stata messa a Montecitorio in uno spazio che nel 2016 Laura Boldrini, allora presidente della Camera dei deputati, ha voluto, prendendo esempio dal parlamento svedese, insieme a quelle delle ventuno donne dell’assemblea costituente, della prima ministra Tina Anselmi, della prima presidente della Camera Nilde Iotti e quella della prima presidente di regione in Italia Anna Nenna D’Antonio.

In tutte le cariche ricoperte, l’onorevole Anna Nenna D’Antonio ha messo in mostra le sue indubbie qualità di amministratore e di parlamentare che le hanno permesso di essere sempre al fianco degli abruzzesi in qualsia circostanza, anche nei momenti più difficili.

Insieme al Ministro Remo Gaspari ed agli altri parlamentari abruzzesi dell’epoca, ha partecipato alle numerose battaglie che hanno trasformato l’Abruzzo, una regione in passato a prevalenza agricola, in un grande esempio di conquiste sociali, industriali ed economiche. Tutt’ora viene ricordata e apprezzata per il suo piglio decisionista. Per quella energia che riusciva a trasmettere. Donna di personalità, mitiche le discussioni all’Aquila e a Roma in difesa del suo Abruzzo e delle donne.

In sintesi la signora Nenna è stata “uno dei giganti della prima repubblica” che ha contribuito a sollevare l’Abruzzo dalla condizione di “Regione assistita” a Regione sviluppata.

Il suo impegno, la sua tenacia e la sua passione, sicuramente, costituiscono uno sprono per le nuove generazioni che sono impegnate nelle istituzioni e per quelle che si affacciano per la prima volta all’impegno politico.




Il Pescara precipita verso al serie C e tutti si chiedono: perché Insigne non ha tirato il rigore?

l Pescara precipita verso al serie C e tutti si chiedono: perché Insigne non ha tirato il rigore?

Il Pescara ha messo un piede e mezzo in serie C dopo aver gettato alle ortiche diversi punti in questo finale di campionato. E la sconfitta (1-0) di Padova si lascia dietro due interrogativi: perché gettarsi avanti a caccia del gol senza gestire meglio lo 0-0 dopo il rigore sbagliato da Russo? E poi: perché ha calciato Russo dal dischetto? E non Lorenzo Insigne, il giocatore più dotato tecnicamente della rosa? E la domanda fatta al presidente Daniele Sebastiani che ha seguito la partita in panchina al fianco del tecnico Giorgio Gorgone. “E’ andata così”, la prima replica del numero uno del club biancazzurro. E poi la perplessità sulla scelta di far tirare il penalty a Russo e non a Insigne. “Insigne aveva un problema al ginocchio, evidentemente non se l’è sentita”. E l’allenatore? “Io stavo pensando alle sostituzioni. Se fossimo andati in vantaggio avrei messo Altare e Faraoni per proteggere il successo”. E ancora: “I rigoristi? Sono Insigne e Di Nardo (era uscito per infortunio, ndr)… Poi, chiaramente, chi è in campo e se la sente calcia. E’ un peccato, provo tanta amarezza. Non è ancora finita, ma è un peccato. Un grosso peccato”. L’accusa è strisciante, nessuno lo dice, tutti lo pensano: perché non ha tirato Insigne? Perché dalla panchina non è arrivata l’indicazione netta e precisa? Indice puntato – anche sui social –  sul 34enne attaccante di Frattamaggiore, perché non ha preso il pallone e calcio dal dischetto? E così tutta la rincorsa viene riassunta in quell’episodio: il rigore per il Pescara, tutti si tirano indietro e il pallone lo prende Flavio Russo, l’attaccante catanese arrivato a gennaio dal Sassuolo che l’aveva ripreso dalla Virtus Entella. Sorrentino si tuffa sulla sua sinistra e respinge. Anziché accontentarsi del pareggio il Pescara ha cercato fino alla fine la rete del vantaggio, salvo subirlo in pieno recupero. Ora speranze al lumicino. Venerdì sera il Pescara dovrà battere lo Spezia all’Adriatico-Cornacchia e sperare che il Bari perda a Catanzaro e  Virtus Entella, Empoli e Sudtirol non vincano le proprie. Troppi incroci, forse.




Calcio serie B, Russo sbaglia il rigore e poi il Padova batte e spinge il Pescara verso la retrocessione

Calcio serie B, Russo sbaglia il rigore e poi il Padova batte e spinge il Pescara verso la retrocessione

Il Pescara butta via buona parte la serie B. Sbaglia un rigore con Flavio Russo e in pieno recupero incassa la rete di Pastina, quella che inguaia i biancazzurri con un piede in serie C. Padova salvo con una giornata di anticipo. Sconfitta immeritata per il Delfino ma potrebbe rivelarsi calcisticamente letale. Così come la gestione di una gara che se fosse finita in parità avrebbe portato un punto preziosissimo in classifica. Partita rocambolesca: nel primo tempo meglio il Padova che il Pescara. Nella ripresa è quasi un monologo biancazzurro. Quel quasi fa tutta la differenza del mondo, perché la formazione di Gorgone cerca il gol in tutte le maniere. Ha l’occasione della vita con un rigore concesso da Collu che però viene calciato da Russo e respinto dal portiere frentano del Padova, Sorrentino. Poi, in pieno recupero la rete di Pastina, la prima in campionato. E le quotazioni salvezza del Pescara crollano. Ora dovrà battere lo Spezia all’Adriatico-Cornacchia e poi sperare in altri risultati. Non è più padrone del proprio destino.

All’inizio Pescara manovriero, ma è il Padova a rivelarsi più pericoloso. In generale gara bloccata in cui le difese fanno buona guardia. Penultima giornata del campionato di serie B. Padova, a quota 40 punti in classifica, con l’obiettivo di evitare i play out; biancazzurri condannati a vincere per schivare la retrocessione diretta e tentare di conquistare la salvezza. Prima emozioni al 14’ con il gol annullato (giustamente) per fuorigioco a Bortolussi.  Al 21’ Gorgone perde il bomber Di Nardo (14 gol) per infortunio, al suo posto entra Russo. Nella ripresa, dopo 10’, doppia sostituzione di Gorgone per dare forza e energia alla squadra con Olzer e Caligara al posto di Lamine Fanne e Meazzi che hanno dato poco o niente negli ultimi trenta metri. Più qualità per i biancazzurri. Al 16’ conclusione di poco a lato di Valzania. Dopo un’ora nessun tiro in porta del Pescara. Che, però cresce e al 19’ prende il palo esterno con una conclusione dalla distanza di Gaetano Letizia. Doppia sostituzione anche per il Padova. Al 24’ l’ex Sorrentino salva sul tiro di Cagnano. Squadra di Breda in difficoltà nella ripresa. Al 29’ contatto Villa-Russo in area del Padova, il Var richiama Collu al video e l’arbitro decide per il rigore. Dal dischetto va lo stesso Russo (sembra che Insigne non se la sia sentita per un problema al ginocchio), ma l’ex Sorrentino respinge e il risultato resta sullo 0-0. Al 38’ è Saio a sbrogliare una situazione pericolosa in area biancazzurra. Al 4’ di recupero la rete di Pastina che decide il match.

Il Pescara per conquistare l’accesso ai play out deve battere lo Spezia e sperare che:

il Bari perda a Catanzaro

la Virtus Entella non vinca contro la Carrarese

il Sudtirol non vinca in casa con la Juve Stabia

l’Empoli non vinca a Monza

Venezia promosso in serie A grazie al successo per 2-0 a La Spezia. Al Frosinone nell’ultima giornata basta un pari per aggiudicarsi la seconda promozione. In coda giochi tutti da fare.

 Queste le formazioni all’Euganeo:

PADOVA: Sorrentino; Belli, Villa, Pastina; Capelli (37’ st Silva), Favale (37’ st Ghiglione); Fusi (20’ st Di Maggio), Crisetig, Varas; Caprari (20’ st Seghetti), Bortolussi (29’ st Di Mariano).  Allenatore: Roberto Breda

A disposizione: Fortin, Mouquet, Faedo, Perrotta, Giunti, Buonaiuto.

PESCARA: Saio; Letizia, Capellini, Bettella e Cagnano; Lamine Fanne (10’ st Caligara), Brugman e Valzania (42’ st Merola); Meazzi (10’ st Olzer), Insigne, Di Nardo (21’ pt Russo).   Allenatore: Giorgio Gorgone

A disposizione: Brondbo, Profeta, Altare, Faraoni, Gravillon, Corbo, Brandes,  Graziani, Tsadjout.

Arbitro: Giuseppe Collu (Cagliari). 

Assistenti: Lorenzo Giuggioli (Grosseto) e Gianluca Grasso (Ariano Irpino). Quarto uomo: Lorenzo Massari.  (Torino). Var Manuel Volpi (Arezzo). Avar Lorenzo Maggioni (Lecco)

Rete: nel st, 49’ Pastina.

Note: spettatori diecimila circa di cui 87 nel settore ospiti, nonostante il divieto di trasferta per i residenti a Pescara e provincia. Ammoniti Cagnano, Fusi, Insigne, Villa e Belli.

Questi i risultati della 37° giornata della serie B al 45’: Bari-Virtus Entella 2-0, Carrarese-Cesena 0-0, Empoli-Avellino 1-0, Juve Stabia-Frosinone 0-1, Mantova-Monza 3-2, Modena-Reggiana 2-1, Padova-Pescara 1-0, Palermo-Catanzaro 3-2, Sampdoria-Sudtirol 1-0 e Spezia-Venezia 2-2.

Questa, invece, la classifica al fischio iniziale: Venezia 79;  Frosinone 78; Monza 75; Palermo 72; Catanzaro 59; Modena 55; Juve Stabia 50; Avellino, Mantova e Cesena 46; Carrarese e Sampdoria 44;  Padova 43;  Empoli e Sudtirol 40; Virtus Entella 39; Bari 37; Pescara, Reggiana e Spezia 34.

Prossimo turno (8 maggio ore 20,30): Avellino-Modena, Catanzaro-Bari, Cesena-Padova, Frosinone-Mantova, Monza-Empoli, Pescara-Spezia, Reggiana-Sampdoria, Sudtirol-Juve Stabia, Venezia-Palermo, Virtus Entella-Carrarese.




Una domanda sulla grazia e il caso Minetti: come vi è venuto in mente?

Una domanda sulla grazia e il caso Minetti: come vi è venuto in mente?

Una sola domanda: come vi viene in mente? Come si può pensare di concedere la Grazia a Nicole Minetti? Un interrogativo da rivolgere a tutti gli attori in causa. Dalla Procura di Milano, al ministero di Giustizia (con la premiata Nordio&Bartolozzi), al Quirinale. Soprattutto, a coloro che lavorano negli staff delle istituzioni in causa. Come vi viene in mente di concedere la grazia a un personaggio così tanto chiacchierato negli anni del berlusconismo? Come avete potuto pensare che sarebbe passato tutto in cavalleria? A prescindere dagli errori e dai falsi che stanno emergendo grazie all’inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano, come si può pensare di “assolvere” un personaggio del genere per quel che ha rappresentato. Nulla da eccepire sulla persona, malgrado le condanne: per il processo Ruby bis (due anni e dieci mesi di reclusione per favoreggiamento della prostituzione) e  per l’inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari della Regione Lombardia (un anno e un mese per peculato). La grazia non cancella il reato, è vero, né la condanna. Elimina la pena da scontare. In questo caso sarebbe stato l’affidamento ai servizi sociali, nemmeno il carcere. Ebbene, tutti coloro i quali hanno maneggiato la documentazione Minetti non hanno pensato all’eco della grazia all’ex igienista dentale di Berlusconi? Di tutto quanto detto e scritto sulla 41enne originaria di Rimini non hanno ascoltato o letto nulla? Un giorno si scoprirà il motivo per cui è stata istruita la pratica ed è andata a buon fine, a differenza di tante altre. Imbarazzante, fermo restando la redenzione di Nicole Minetti, del cambio di vita, di tutto quello che c’è di bello nella sua vita recente e scritto nelle carte. Ma la richiesta non doveva andare a buon fine perché attorno a quel nome e a certi comportamenti c’è un degrado etico, morale e politico. C’è un mondo che non appartiene alla storia dell’Italia. C’è un modo di fare che non premia i giovani e le donne. Tanta gente chiede la grazia per uscire dal carcere. La Minetti non è nemmeno mai entrata nelle patrie galere, eppure ha ricevuto la grazia. Per carità, alla chetichella. Si è venuto a sapere a distanza di settimane. Evidentemente, dal Quirinale in giù non è che andavano fieri di quanto fatto. Tutto questo al netto di quello che sta emergendo in Uruguay e in Italia. Figurarsi, ora che vengono fuori scenari inquietanti. Come vi viene in mente? Come ci avete pensato? Indipendentemente da tutto: da berlusconismo e non berlusconismo, da destra o sinistra, da buoni o cattivi. Roba da scherzi a parte!




Primo maggio a Teramo: oltre duemila partecipanti alla Maratonina Pretuziana non competitiva

Primo maggio a Teramo: oltre duemila partecipanti alla Maratonina Pretuziana non competitiva

Oltre 2000 i partecipanti alla tradizionale Maratonina Pretuziana di Teramo, che quest’anno ha raggiunto la 45esima edizione. Sport, inclusione, socialità, messaggi di pace, con gli ingredienti speciali del flashmob in ricordo di Mimmo Sciamanna e tante storie di coraggio e ripartenza all’immancabile appuntamento del primo maggio teramano. I primi a tagliare il traguardo della gara podistica non competitiva sono stati per gli uomini Fabrizio Di Saverio e per le donne Antonia Di Giuseppe. Nelle immagini di Luciano Adriani alcuni momenti salienti della mattinata.

Saranno invece circa 400 gli atleti partecipanti alla gara  agonistica, nel pomeriggio, con la presenza della madrina Gaia Sabbatini impegnata nella corsa di 10 km. Un test per la mezzofondista teramana, non nella sua specialità, ma comunque di allenamento per la stagione all’aperto che la vedrà protagonista.




A Pescara apre i battenti la 48esima edizione della Mostra del Fiore-Florviva

A Pescara apre i battenti la 48esima edizione della Mostra del Fiore-Florviva

Taglio del nastro per la 48esima edizione della Mostra del Fiore – Florviva di Pescara, l’evento dedicato al settore florovivaistico promosso da Assoflora (Associazione dei Produttori Florovivaisti Abruzzesi) e ARFA (Associazione Regionale del Florovivaismo Abruzzese), in collaborazione con la Camera di Commercio Chieti Pescara.

La manifestazione fieristica, che ospita circa 150 espositori, per un totale di oltre 250 marchi rappresentati, provenienti da tutta Italia, ma anche dall’estero, è stata tenuta a battesimo questa mattina dai due presidenti di Assoflora e Arfa, rispettivamente Guido Di Primo e Remo Matricardi, dal presidente della Camera di commercio Chieti Pescara Gennaro Strever, del presidente della giunta regionale Marco Marsilio, del consigliere provinciale di Pescara Augusto Recchia e dal sindaco di Pescara Carlo Masci, alla presenza di diversi amministratori pubblici locali.

Presenti anche i referenti del Servizio Fitosanitario Regionale, dei Carabinieri Forestali, dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e di Coldiretti, che con i loro stand informativi arricchiranno la manifestazione di consigli utili per appassionati e operatori del settore.

Oltre all’ampio spazio espositivo interno ed esterno, che per tre giorni vedrà il porto turistico trasformarsi in un grande giardino nel cuore della città, a impreziosire l’edizione 2026 della Mostra del Fiore – Florviva anche quattro esposizioni: la mostra di orchidee, realizzata in collaborazione con la sezione abruzzese dell’Associazione Triveneta Amatori Orchidee; la mostra di piante succulente, curata dall’Associazione Italiana Amatori delle Piante Succulente (AIAS) – sezione Abruzzo, Molise e Marche; la mostra dei bonsai, a cura dell’Abruzzo Club Bonsai, affiliato all’UBI – Unione Bonsaisti Italiani; la mostra dedicata alle piante carnivore, novità di questa edizione, curata da  Matteo D’Intino, giardiniere di Guardiagrele. Tanti anche gli appuntamenti previsti nel ricco programma degli eventi che vanno dai consigli su coltivazione, potatura e cura del verde, alle sessioni di yoga tra i fiori, passando per recital di poesie, laboratori di ceramica e argilla, live painting, realizzazione di ishizuki giapponese ed esposizioni artistiche.

«Siamo orgogliosi di offrire la nostra collaborazione a un’iniziativa che valorizza il territorio e di mettere a disposizione una location d’eccellenza come il Marina, luogo ideale per accogliere bellezza, creatività e incontro», evidenzia il presidente Strever. «Un sentito plauso va agli organizzatori, il cui impegno contribuisce in modo concreto a sostenere e promuovere il florovivaismo, uno dei comparti più dinamici e fiorenti della nostra regione».

«I fiori, il verde e il blu del nostro mare. Il porto turistico Marina di Pescara apre ancora una volta le sue porte a una manifestazione ormai storica e di grande successo, tingendosi dei colori più belli, quelli della natura e dell’ambiente», commenta il sindaco Masci. «La Mostra del Fiore-Florviva, che accogliamo in città con immenso piacere, dà il via a una stagione di eventi e manifestazioni che consentono all’Abruzzo di mettere in vetrina il meglio di questa terra, tra la primavera e l’estate, e in questi giorni si comincia dal mondo vegetale che merita un’attenzione e una cura sempre maggiori».

«La Mostra del Fiore – Florviva rappresenta non solo una vetrina d’eccellenza per il nostro territorio, ma sono il cuore pulsante di un’economia che sa rinnovarsi senza mai perdere il legame con le proprie radici», aggiunge l’assessore regionale Magnacca. «Lo dimostra il gran numero delle regioni italiane partecipanti e gli espositori provenienti da diversi Paesi esteri. In un momento storico in cui il confronto e l’innovazione sono leve fondamentali per la crescita, questa iniziativa si pone come un punto di riferimento strategico».

La manifestazione a ingresso gratuito sarà aperta al pubblico fino a domenica, dalle 10 alle 20.




A Giulianova il Requiem di Mozart nel monastero del Santo Volto

La musica in scena, domenica, negli spazi del monastero benedettino di via Gramsci a Giulianova. Dalle 21, il coro polifonico Nisea e l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, diretti da Claudia Morelli, eseguiranno infatti il Requiem di Mozart. L’evento, promosso dall’associazione Nisea e dall’Isa, è patrocinato e finanziato, tra gli altri, dal Comune di Giulianova. I solisti sono il soprano Giorgia Cinciripi, il tenore Roberto Manuel Zangari, il contralto Federica Carnevale, il basso Valerio Morelli. L’ingresso è libero.

“ Si tratta, dopo “La Resurrezione di Cristo” di Lorenzo Perosi del 24 aprile, del secondo appuntamento musicale di alto livello – commenta l’assessore alla Cultura Nausicaa Cameli – Continuiamo, in sostanza, ad investire sulla qualità e sui capolavori della musica universale. Siamo convinti che, anche domenica, il pubblico premierà il coraggio di queste scelte con la presenza, la considerazione e l’attenzione che meritano. Anticipo infine che “La Resurrezione di Cristo”, a cura del Conservatorio Braga, sarà replicato nel mese di giugno”.




Pallavolo B1 femminile, Futura Teramo chiude in casa contro Modica con la salvezza in tasca

Pallavolo B1 femminile, Futura Teramo chiude in casa contro Modica con la salvezza in tasca

Dopo il punto conquistato in terra umbra sabato scorso, determinante per il discorso salvezza, l’Artoni Group Futura Teramo chiude sabato 2 maggio la stagione casalinga, mancherà poi la trasferta di Frosinone, ospitando nel Palascapriano la Pvt Modica. Biancorosse determinate a salutare i propri tifosi con un successo che permetterebbe di incrementare il bottino in graduatoria.

Questo il pensiero della palleggiatrice Anna Green:

“Abbiamo raggiunto con due giornate d’anticipo quello che era il nostro obiettivo stagionale: la salvezza. Un traguardo importante, che però non cambia il nostro approccio alla prossima gara.
Contro Modica scenderemo in campo determinate a giocarci la partita a viso aperto. La prestazione dell’andata non ci ha soddisfatte e vogliamo dimostrare il nostro valore. Inoltre sarà l’ultima gara casalinga della stagione e ci teniamo a fare il massimo per chiudere con una vittoria davanti al nostro pubblico.
Affronteremo una squadra ben strutturata, con un buon servizio e un gioco efficace al centro. Sarà fondamentale essere solide nel cambio palla e incisive al servizio, cercando di esprimere al meglio il nostro gioco.
Il fattore campo potrà fare la differenza: loro arriveranno da una lunga trasferta, proprio come era successo a noi all’andata. Dovremo sfruttare questa condizione, spingere ancora di più e contare sull’energia del pubblico del PalaScapriano”.

La sfida tra l’Artoni Group Futura Volley Teramo e la PVT Modica valida per la 12^ di ritorno della B1 Girone D, si giocherà sabato nel Palascapriano con inizio alle ore 17 e sarà diretta dalla coppia tutta la femminile Giulia Petterini e Cristina Santinelli.




Roseto basket a Cento per la gara 1 del primo turno dei play out di A2, coach Finelli recupera diversi acciaccati

Roseto basket a Cento per la gara 1 del primo turno dei play out di A2, coach Finelli recupera diversi acciaccati

Domenica 3 maggio si giocano le gare 1 del primo turno play out di Serie A2 Old Wild West: Cento-Roseto e Ruvo di Puglia-Pistoia. Serie al meglio delle 5 partite (alternanza casa-casa-fuori-fuori-casa); le due perdenti accederanno al secondo turno, dove si affronteranno per evitare l’unica retrocessione in Serie B Nazionale.

Domenica 3 maggio, ore 18
Sella Cento-Liofilchem Roseto
Domenica 3 maggio, ore 19
Crifo Wines Ruvo di Puglia-Estra Pistoia

La formula del campionato, che inizialmente prevedeva tre retrocessioni, è stata modificata il 25 marzo 2026 dal consiglio federale della Fip, arrivando a una sola retrocessione, mediante due turni di play out che coinvolgeranno le ultime 4 squadre classificate. 

Il mese che deciderà tutto sarà maggio, visto che il primo turno degli spareggi è previsto dal 3 al 13 e il secondo dal 17 al 27. 

Le squadre vincenti saranno salve, mentre le perdenti giocheranno il secondo turno, con le stesse modalità, che determinerà la perdente che retrocederà in Serie B Nazionale 2026/2027. 

Gianmarco Arletti (giocatore di Cento) –
 “Roseto è una squadra pericolosa, sta recuperando qualche infortunato, quindi rotazioni più lunghe, giocatori esperti. Dovremo essere bravi noi a seguire il piano partita del coach, ad essere costanti nell’eseguirlo per tutti i 40 minuti non solo di questa gara, ma di tutte quelle della serie”.
Ex della partita: Edoardo Tiberti (a Roseto nel 2024/25, ottenendo la promozione in A2) e Danilo Petrovic (a Cento nella stagione 2020/21).

Francesco Tricarico (assistente allenatore della Liofilchem Roseto
) – “Entriamo nel rush finale della stagione: davanti avremo un avversario un po’ diverso da quello affrontato e battuto poche settimane fa, con l’aggiunta del nuovo coach (Bonacina, ndr) e soprattutto di Copeland hanno ritrovato entusiasmo e nuova disciplina tecnica. Siamo convinti di poter fare bene in questa serie, con la voglia di regalare la salvezza a piazza e Società, sapendo però che non sarà affatto facile, avendo anche il fattore campo a sfavore. Daremo il 100% per cercare di vincere le 3 partite necessarie e chiudere i conti già al primo turno”.
Out Daniele Cinciarini, Marco Timperi (il quale ha chiuso anzitempo la stagione) e Alessio Donadoni.

Arbitri: Ursi, Tirozzi, Cassinadri

Così in stagione regolare:
Sella Cento-Liofilchem Roseto 86-75 (disputata il 19/10/25)
Liofilchem Roseto-Sella Cento 89-71 (disputata l’08/04/26)

Il 5 maggio è in programma gara 2 sempre a Cento; la serie poi si sposterà a Roseto domenica 8 maggio.




L’Istituto Alberghiero De Panfilis di Roccaraso tra i vincitori del concorso “Saper(e)Consumare”

L’Istituto Alberghiero De Panfilis di Roccaraso tra i vincitori del concorso “Saper(e)Consumare”

L’Istituto Alberghiero De Panfilis di Roccaraso è tra le scuole vincitrici del concorso nazionale “Saper(e)Consumare” con il progetto “Green Future Lab – Vivere sostenibili”, coordinato dal professore Giuseppe Marone.

Il progetto, per il quale l’Istituto ha ricevuto un finanziamento di 10 mila euro, si propone di integrare la sostenibilità nelle competenze degli studenti, unendo teoria, pratica, ricerca e azione diretta sul territorio. Le classi coinvolte sono il terzo cucina e sala, il quarto cucina e il quinto cucina.

«Green Future Lab – Vivere sostenibili nasce dalla consapevolezza che la nostra generazione, e ancor più quella degli studenti, si trova ad affrontare sfide cruciali», sottolinea il professor Marone. «Il cambiamento climatico, il consumo eccessivo di risorse e l’inquinamento richiedono giovani capaci di prendere decisioni informate e responsabili, tutelare i propri diritti e muoversi in modo consapevole nel mondo digitale.»

Il progetto prevede laboratori di riciclo creativo e riuso dei materiali, con la realizzazione di oggetti utili e prototipi per la scuola. L’obiettivo è trasformare lo “scarto” in valore e sviluppare competenze legate alla gestione consapevole delle risorse e al risparmio. Le attività saranno documentate in un diario digitale della sostenibilità e si concluderanno con il Festival della Sostenibilità, aperto a famiglie e territorio.

Soddisfazione è stata espressa dalla dirigente scolastica, Luigina D’Amico, che sottolinea come la selezione del progetto rappresenti un importante riconoscimento dell’impegno dell’Istituto nella promozione di una didattica innovativa e nella formazione di cittadini consapevoli e responsabili.




Riunione in Questura a Teramo per prevenire episodi di mala Movida in città e in provincia

Riunione in Questura a Teramo per prevenire episodi di mala Movida in città e in provincia

In vista della pianificazione dei controlli estivi sulla costa, per prevenire episodi di mala movida, si è tenuto  in Questura un incontro tra il Questore della provincia di Teramo Pasquale Sorgonà e le associazioni maggiormente rappresentative dei gestori di pubblici esercizi.

Hanno partecipato alla riunione esponenti della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia – Teramo, di Confcommercio, Confesercenti, Federalberghi nonché il Presidente della SILB- FIPE, che riunisce le imprese che operano nel campo dell’intrattenimento e dello spettacolo.

Questo incontro si è svolto per sensibilizzare gli aderenti alle associazioni ad un attento rispetto delle regole ma soprattutto per collaborare ad una rete in cui tutti gli operatori siano chiamati responsabilmente anche a segnalare episodi degni di attenzione affinchè i controlli non abbiano una funzione esclusivamente sanzionatoria ed oppressiva ma anche di carattere accompagnatorio e di verifica.

A tal proposito, durante l’incontro è stata preliminarmente sottolineata l’importanza dell’adesione, da parte dei gestori, al protocollo di intesa, predisposto dalla Prefettura di Teramo nel mese di febbraio e attualmente in itinere, basato sulla collaborazione tra i gestori degli esercizi e le Forze di Polizia, per incrementare la formazione di una “cultura della sicurezza”.

E’ stato evidenziato nel corso della riunione che alcuni controlli eseguiti di recente dalla Divisione di Polizia Amministrativa della Questura diretta dal Vice Questore Elisabetta Serrao, hanno evidenziato la tendenza di alcuni gestori a non rispettare i limiti imposti dalla normativa di sicurezza per quanto riguarda la capienza dei locali, organizzando vere e proprie feste danzanti senza le necessarie licenze, mettendo a rischio l’incolumità dei partecipanti.

E’ stata sottolineata la necessità del rispetto del divieto di somministrazione di alcolici ai minori, sollecitando i gestori a chiedere i documenti di identità ai ragazzi, per evitare rischi per la loro salute.

In ultimo ci si è soffermati sull’importanza dell’aggiornamento del portale “Alloggiati-Web” da parte dei gestori, per verificare se tra gli ospiti vi siano persone da controllare con attenzione: non sempre le comunicazioni vengono effettuate nei termini di legge (entro 24 ore dall’arrivo nei casi di soggiorni di più giorni, e di 6 ore se la permanenza è di una sola notte).

Al termine dell’incontro è stata ribadita l’importanza della collaborazione di tutti per far sì che vi sia un approccio responsabile al divertimento, per evitare che si possano verificare episodi di “mala movida”, o ancor peggio tragici eventi come quelli di Crans Montana.




A Teramo summit in Prefettura in vista dell’arrivo del Giro d’Italia

A Teramo summit in Prefettura in vista dell'arrivo del Giro d'Italia

Gli aspetti organizzativi e i profili di sicurezza della tappa del Giro d’Italia 2026 che interesserà i territori dei Comuni di Silvi Marina, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Tortoreto, Alba Adriatica e Martinsicuro il prossimo 16 maggio con l’8^ tappa Chieti – Fermo, sono stati al centro della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, tenutasi nel Palazzo del Governo e presieduta dal Prefetto di Teramo Fabrizio Stelo.  L’incontro ha visto la partecipazione in videocollegamento degli organizzatori della RCS Sport, della Protezione Civile regionale e del sindaco di Martinsicuro e, in presenza, dei vertici delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, dell’Anas SPA, della Provincia di Teramo e dei Comuni attraversati dalla competizione ciclistica.    Nel corso della riunione, dove non sono state evidenziate particolari problematiche di ordine e sicurezza pubblica, è stato confermato il massimo impegno per garantire la riuscita della manifestazione e per risolvere eventuali criticità di viabilità e di tenuta delle strade.  Si potrà far riferimento all’Agenzia Regionale di Protezione Civile per il supporto del volontariato regionale ove richiesto dai Comuni; questi ultimi, a loro volta, hanno assicurato piena assistenza anche con l’attivazione dei rispettivi Centri Operativi Comunali per le emergenze. Nel tavolo tecnico che si terrà in Questura nei prossimi giorni, saranno definiti maggiori dettagli in merito ai piani coordinati di controllo da parte delle forze dell’ordine, alle modalità di gestione del pubblico e all’eventuale attività di soccorso.  Nella circostanza, il Prefetto, ringraziando l’organizzazione per il coinvolgimento della provincia di Teramo nel Giro d’Italia, ha garantito il massimo supporto della Prefettura e al fine di evitare comportamenti che possano compromettere l’ordine pubblico e la fluidità della corsa, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una capillare e puntuale informazione a beneficio della cittadinanza in relazione alle misure organizzative che saranno adottate in occasione dell’evento.                




Guardiagrele al voto: il sindaco Di Prinzio (FI) replica alla Lega e a Odorisio

Guardiagrele al voto: il sindaco Di Prinzio (FI) replica alla Lega e a Odorisio

Respinte al mittente le accuse da parte dei rappresentanti della Lega e della consigliera comunale Evelina Odorisio che definiscono il sindaco di Guardiagrele “inaffidabile e scorretto”, dopo l’esclusione di quest’ultima dalla lista di Di Prinzio per le prossime elezioni amministrative di Guardiagrele.

“Ormai non mi sorprendo più delle accuse rivolte alla mia persona e al mio operato dalla consigliera Odorisio in questi anni.

Mi rammarica ma non mi stupisce, prosegue Di Prinzio, che si uniscano al coro stavolta anche i rappresentanti provinciali della Lega, probabilmente abbagliati dalle luci della campagna elettorale”.

Fermamente convinto della scelta fatta il sindaco Di Prinzio spiega: “Ho contattato già qualche mese fa il coordinatore provinciale della Lega Maurizio Bucci, che ringrazio per il sempre cortese confronto, esclusivamente per un senso di appartenenza alla coalizione che rappresento e per onestà politica, nel tentativo di individuare una figura nuova da avvicinare al progetto che abbiamo messo in campo con la lista Progetto per Guardiagrele.

Quando la Lega mi ha riproposto il nome della consigliera Odorisio, pur avendo espresso la mia contrarietà, mi sono preso qualche giorno per consultarmi con i candidati che avevo già messo in campo, i quali mi hanno manifestato il loro disappunto ad includere nuovamente chi, qualche anno fa, ha scelto di passare in opposizione, fuggendo dai problemi della città, che invece noi abbiamo quotidianamente affrontato. La stessa Odorisio, ha pensato solo a creare contrasto, aumentare le distanze e persino nutrire e fomentare attacchi personali al mio operato ed a quello di tutta l’amministrazione.

Dopo essermi consultato con il mio gruppo ho subito informato il segretario provinciale della Lega chiedendogli un altro candidato da mettere in lista. Alla mia richiesta non sono giunte proposte alternative, per cui ci siamo lasciati serenamente, senza alcun vincolo reciproco. Per cui la Lega era libera di potersi organizzare per la consultazione elettorale.

In merito alle accuse di un tentativo di bloccare la costituzione di una lista alternativa Di Prinzio risponde: “credo che la Lega non aveva bisogno del mio consenso per scegliere di presentare una propria lista, sulla quale tra l’altro stava già lavorando così come mi era stato annunciato dallo stesso coordinatore provinciale quando non si è trovata l’intesa sulla Odorisio.

Sono certo che – sottolinea Di Prinzio – la Lega e la consigliera Evelina Odorisio sapranno fare maggiore autocritica e con ritrovato senso di responsabilità riusciranno a cercare altrove le ragioni della mancata presentazione di una lista alternativa.

In conclusione, sul mancato accordo con la Lega, Di Prinzio precisa: “non sono certo io ad aver interrotto una possibilità di intesa; piuttosto ho preferito non scendere a compromessi con chi insisteva a ripropormi lo stesso rappresentante che ha osteggiato sin dall’inizio e poi dai banchi dell’opposizione consiliare il lavoro di Governo della nostra Amministrazione: questa a casa mia si chiama coerenza, che nulla ha a che vedere con l’inaffidabilità e scorrettezza di cui parla la Lega o meglio la consigliera Odorisio” conclude il sindaco uscente e ricandidato alle prossime elezioni Donatello Di Prinzio.




Chieti al voto: sogni e speranze di un 18enne in politica, parla il candidato più giovane tra tutte le liste

Chieti al voto: sogni e speranze di un 18enne in politica, parla il candidato più giovane tra tutte le liste

A 18 anni è raro trovare un giovane che si dà alla politica i tempi d’oggi. Sono altre le passioni dei Millenial. Nicolas Romano è candidato nella lista di Fratelli d’Italia, nel centrodestra: cerca un posto in consiglio comunale a Chieti. E’ il più giovane tra i candidati di tutti gli schieramenti. Un personaggio da scoprire, al di là del pensiero politico.

Buongiorno Nicolas, quando e dove è nato?

Sono nato il 14 aprile 2008 nella mia amata Chieti.

Da dove nasce la passione per la politica?

La passione per la politica nasce soprattutto per l’amore verso la mia città: Chieti, che vedo come il mio “posto sicuro” e dove mi piacerebbe creare un giorno una futura famiglia. Iniziai ad appassionarmi sopratutto alla politica locale già dalle elezioni comunali del 2020, poi pian piano con la vincita delle politiche del 2022 da parte di Fratelli d’Italia, ho capito che forse quella era la mia strada.

Quali sono i suoi studi?

Sto studiando per ottenere un diploma di perito informatico, ma dopo questo vorrei continuare a studiare, probabilmente scegliendo la facoltà di Scienze Politiche.

Quando ha iniziato a fare politica?

Come dicevo prima, da molto seguo la politica, ma la mia entrata effettiva in campo è nel 2024 quando presi coraggio e mi tesserai a Fratelli d’Italia, sapendo che un giorno magari quel tesseramento mi avrebbe portato a mettermi in gioco veramente.

Qual è il suo modello di riferimento e perché?

Il mio modello di riferimento è sicuramente Giorgia Meloni, una donna forte e unica, i suoi modi di fare e il piano d’azione che ha attuato al governo l’hanno sempre contraddistinta dagli altri, e per questo sono uno dei suoi più grandi sostenitori.

Che cosa si sente di dire ai giovani?

Mi sento di dire: provateci e se fallite, riprovateci; ma ricordatevi che il fallimento c’è solo quando non c’è l’impegno. Anch’io con la mia candidatura ho una paura costante di fallire ma poi mi sento sollevato quando penso al progetto che sto portando avanti. 

Perché ha deciso di candidarsi al consiglio comunale?

I motivi sono tanti, ma uno in particolare mi sta a cuore: mi piacerebbe essere l’esempio per un giovane che non ci prova per paura di sentirsi inferiore rispetto a chi magari ha più esperienza politica; ma ovviamente ho deciso di candidarmi anche perché amo questa città e mettermi al lavoro per lei sarebbe un grande onore per me.

Quale sarebbe la prima proposta da consigliere comunale?

Di sicuro proporrei il potenziamento del CCR (Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi) per favorire ancora di più la partecipazione di future generazioni alla vita politica. Un’altra proposta è quella di istituire uno sportello di supporto psicologico, adatto a tutte le età, ovviamente senza costi.

Come fa campagna elettorale?

Sopratutto sfruttando i social, perché riesco ad attirare la figura giovanile; ma ancora di più mi piace girare per la città, stringendo mani e esponendo il mio pensiero.

Chi la sta aiutando in campagna elettorale?

Sicuramente i miei più cari amici, che fin dal primo giorno mi sostengono e che ancora oggi si impegnano con me a               far circolare tutte le mie idee.

Coltiva degli hobby?

Può sembrare scontato, ma il mio tempo libero principalmente lo passo ad informarmi su argomenti riguardanti la politica, soprattutto a livello nazionale.

Fidanzato?

Per il momento no, voglio dare il tutto e per tutto in questa campagna elettorale.

Un giorno si immagina…. Dove?

Sinceramente questa è una domanda molto difficile, se devo essere onesto probabilmente mi immagino di sedere in un posto dove so di poter fare la differenza; ma non ancora posso dare una riposta certa a questa domanda




Antonella Ballone presidente del Comitato “Lavoro e Formazione” di Eurochambres

Antonella Ballone presidente del Comitato “Lavoro e Formazione” di Eurochambres

Prestigioso incarico europeo per Antonella Ballone: la presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia è stata nominata alla guida del Comitato “Lavoro e competenze” di Eurochambres, l’Associazione delle Camere di Commercio europee. La commissione presieduta ha carattere consultivo per la Commissione europea.

La nomina riconosce l’impegno della presidente Ballone (ex candidata di Forza Italia), rafforzando il peso dell’Italia nei processi decisionali dell’Unione Europea.

“Assumere la guida di questo Comitato è per me motivo di grande orgoglio e responsabilità”, ha dichiarato Antonella Ballone. “Ringrazio Eurochambres e Unioncamere per questo incarico che mi hanno conferito. Il nostro obiettivo sarà portare a Bruxelles la voce delle imprese del territorio, dell’Italia e dell’Europa tutta, per rendere sempre più competitivo il nostro sistema produttivo a livello mondiale”.

Il primo appuntamento è fissato per l’11 giugno, quando la presidente Ballone incontrerà Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea con delega alle competenze, all’istruzione di qualità e ai diritti sociali.




Si aggiunge la data (25 luglio) dell’Aquila nel Tour di Giorgio Panariello

Si aggiunge la data (25 luglio) dell'Aquila nel Tour di Giorgio Panariello

“E SE DOMANI…”, lo spettacolo di Giorgio Panariello, dopo aver debuttato nel 2025 è proseguito con successo, con oltre 70 date nei teatri italiani. Forte dell’entusiasmo del pubblico, il tour prosegue anche nell’estate 2026! Si aggiungono due nuovi appuntamenti: 25 luglio all’Aquila ( I Cantieri Dell’immaginario 2026 – Scalinata Di San Bernardino )  29 agosto a Putignano (BA). 

Lo spettacolo inizia proprio con Panariello che viene ricatapultato al giorno d’oggi dopo essere stato scelto insieme ad altri personaggi (solo al pubblico in teatro svelerà chi sono) per andare a scoprire cosa ci riserva il futuro di cui tanto si parla.

Giorgio sembra essere l’unico ad essere tornato da questo viaggio e attraverso nuovi personaggi, aneddoti, musica e trovate tecnologiche farà viaggiare con la fantasia anche tutto il pubblico in teatro.

Uno straordinario show dell’inimitabile Giorgio Panariello che ci da un assaggio del suo sguardo sul mondo e sui temi più attuali attraverso la sua inconfondibile ironia. 




Primo maggio, Cgil Abruzzo-Molise: “Con il decreto del governo nessun beneficio per i lavoratori”

Primo maggio, Cgil Abruzzo-Molise: "Con il decreto del governo nessun beneficio per i lavoratori"

“Il primo pensiero, in questo Primo Maggio, va alle tante popolazioni che soffrono a causa delle guerre in corso. È assordante la distruzione della guerra e troppo flebile la voce della diplomazia nella ricerca della pace. Le conseguenze dei conflitti arrivano anche nel nostro Paese, alimentando inflazione e stagnazione economica, in un contesto già caratterizzato da precarietà e salari bassi”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, alla vigilia della Festa del Lavoro, che vedrà iniziative del sindacato a Giulianova, Luco dei Marsi, Ortona e Santa Croce di Magliano in Molise.

“Il decreto Primo Maggio non porta alcun beneficio concreto alle lavoratrici e ai lavoratori: le risorse stanziate vanno quasi interamente alle imprese – aggiunge Ranieri – Parliamo di circa 960 milioni di euro destinati alle aziende, mentre i lavoratori non ricevono nulla, in un contesto in cui, dal 2020 ad oggi, i profitti delle imprese sono cresciuti e i salari reali sono invece diminuiti per effetto dell’inflazione e del drenaggio fiscale”.

“La vera priorità del Governo – prosegue – dovrebbe essere quella di aumentare i salari attraverso una rimodulazione e indicizzazione delle aliquote Irpef per i lavoratori dipendenti, che oggi pagano sempre più tasse proprio a causa dell’inflazione. Con un’inflazione programmata al 2,9% per il 2026, un lavoratore con un imponibile di 35.000 euro subirà un ulteriore prelievo fiscale di circa 1.500 euro. Un pensionato con mille euro al mese pagherà circa 370 euro in più. È su questa ingiustizia che il Governo dovrebbe intervenire, non con provvedimenti spot che non miglioreranno la condizione dei lavoratori”.

“La Cgil chiede da tempo – va avanti il segretario – una vera riforma fiscale per aumentare i salari, una legge sulla rappresentanza che obblighi le imprese ad applicare i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative e l’introduzione anche in Italia del salario minimo, come già avviene nella maggior parte dei Paesi europei. Ad oggi tutte queste richieste restano senza risposta”.

“L’introduzione del cosiddetto ‘salario giusto’ – osserva ancora – non obbliga le imprese ad applicare i contratti collettivi né garantisce un reale aumento delle retribuzioni. I risultati saranno marginali, se non addirittura nulli. L’applicazione dei contratti nazionali e il contrasto alla liberalizzazione degli appalti incidono anche sulla sicurezza sul lavoro, ma nel decreto non c’è nulla, mentre gli infortuni continuano ad aumentare”.

“Le misure previste puntano sugli incentivi alle imprese che assumono, ma le aziende assumono quando hanno bisogno di manodopera, non in base ai contributi che ricevono. In una fase caratterizzata dal calo della produzione industriale, dall’aumento dei costi dell’energia e da un Pil stagnante – sottolinea Ranieri – con interi settori in crisi, molte imprese stanno riducendo il personale o ricorrono agli ammortizzatori sociali”.

“I dati di Abruzzo e Molise sono molto preoccupanti – afferma – In Abruzzo nel 2025 il ricorso alla cassa integrazione è aumentato di oltre il 30% rispetto al 2024 e di oltre il 115% rispetto al 2023. Ancora più grave è il dato della cassa integrazione straordinaria, che segna un incremento di oltre il 250% con più di 12 milioni di ore autorizzate. In Molise la situazione è ancora più critica: la cassa integrazione è cresciuta del 200% rispetto al 2024 e quella straordinaria di oltre il 470%, con quasi 5 milioni di ore autorizzate”.

“La cassa integrazione straordinaria viene utilizzata nei casi di crisi aziendale o riorganizzazione, quindi indica difficoltà strutturali profonde del sistema produttivo. Se c’è un elemento positivo in questo decreto è l’ammissione implicita che in Italia esiste un enorme problema legato ai salari, che oggi non consentono alle persone di arrivare alla fine del mese e bloccano la crescita economica del Paese. Ma siamo ancora lontani da una vera presa di coscienza: servono scelte concrete – conclude Carmine Ranieri – per redistribuire il reddito e migliorare davvero la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori”.




Il Comune di Martinsicuro prosegue l’impegno nella riqualificazione degli spazi pubblici per famiglie e più piccoli

Il Comune di Martinsicuro prosegue l'impegno nella riqualificazione degli spazi pubblici per famiglie e più piccoli

Il Comune di Martinsicuro prosegue il proprio impegno nella riqualificazione degli spazi pubblici dedicati alle famiglie e ai più piccoli. Negli ultimi anni, infatti, sono stati numerosi gli interventi realizzati nei parchi e nelle aree verdi cittadine, con la sostituzione di giochi e arredi urbani ormai obsoleti, nell’ottica di garantire ambienti più moderni, sicuri e accoglienti.

Questo percorso di miglioramento continua con un nuovo intervento nel parco di Villa Rosa, in via Filzi, dove è stato installato un nuovo gioco pensato per stimolare la fantasia dei bambini. La struttura, realizzata in metallo e HPL, richiama il mondo animale con un design dal carattere fiabesco. A completare l’opera, una pavimentazione antitrauma in gomma colata, che assicura condizioni di gioco in totale sicurezza.

“Continuiamo a investire nella qualità degli spazi verdi con un obiettivo chiaro: creare punti di aggregazione belli, curati e funzionali. Vogliamo che ogni famiglia possa trovare, nel proprio quartiere, un luogo accogliente dove i bambini possano giocare serenamente all’aria aperta. 

Siamo consapevoli che dobbiamo lavorare ancora tanto per migliorare lo stato dei nostri parchi gioco e siamo impegnati per mettere in campo altre risorse per rendere le aree gioco più sicure e a misura di bambino “ dichiara il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni . 

“La riqualificazione dei parchi cittadini rappresenta una delle priorità della nostra amministrazione – dichiara la vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Monica Persiani – Intervenire su questi spazi significa investire nel benessere delle famiglie e nella crescita dei più piccoli, offrendo loro luoghi stimolanti e sicuri in cui trascorrere il tempo libero.”




Governo ad alta tensione: lite tra Salvini e Giuli in consiglio dei ministri sul Piano Casa

Governo ad alta tensione: lite tra Salvini e Giuli in consiglio dei ministri sul Piano Casa

Alta tensione all’interno del governo Meloni. Scontro in Consiglio dei ministri nel giorno dell’approvazione del Piano Casa tra Matteo Salvini e Alessandro Giuli. Questo il tenore del dibattito: «Io le Soprintendenze del raderei al suolo», ha attaccato il leader del Carroccio. «Io, no: tutelo l’articolo 9 della Costituzione, se hai coraggio esci fuori e ripeti questa affermazione in pubblico». Il nodo del contendere il Comma 9 del Piano Casa che prevedeva il depotenziamento delle Soprintendenze in caso di lavori «nelle case popolari» che in caso di inizio lavori avrebbero avuto solo trenta giorni per segnalare irregolarità, solo se rilevate. A quel punto Giuli è stato netto: «Io così non voto il Piano casa e faccio mettere a verbale che il ministro della Cultura è contrario». C’è voluta la mediazione della premier Giorgia Meloni per portare la discussione su un binario più civile: «Ragazzi, basta spocchia». Al che Giuli ha risposto: «Non sono l’unica ad averla».