L’appuntamento è per il 4 giugno a Palazzo Petrucci, a Napoli: in quella data verranno svelate le date ritiro Napoli a Dimaro e Castel di Sangro. Giornalisti in partenza per poter raccontare la presentazione di un grande evento in pompa magna. Per il settimo anno di fila la squadra del patron De Laurentiis – questa volta affidata a Massimiliano Allegri che compirà gli anni durante la preparazione precampionato, l’11 agosto – sarà in ritiro in Alto Sangro in cambio di soldi per pubblicizzare la località montana abruzzese. E’ stato spacciato come un accordo raggiunto nei giorni scorsi ignorando che la precedente convenzione prevedeva il rinnovo automatico che il Napoli ha fatto valere poco più di un anno fa. Prima convenzione stipulata in epoca Covid. Quindi, nei primi due anni la presenza è stata condizionata dal virus e non risulta che De Laurentiis abbia fatto lo sconto. Ogni anno viene spacciato un incremento di turisti. Soprattutto vengono spacciati numeri in libertà che non tengono conto della capacità ricettiva dell’impianto del Patini e di alberghi e Bad&Breakfast della zona. Soprattutto, ignora il fatto che sull’Alto Sangro i napoletani sono stati e sono di casa. Ci sono sempre stati. Ovviamente con la squadra di calcio al lavoro a Castel di Sangro ce ne sono di più. Ma tutti i dati che verranno spacciati da Marsilio, De Laurentiis, D’Amario e Caruso andranno depurati dalla presenza fisiologica di napoletani nella zona. Argomento di forte discussione ovunque il Napoli a Castel di Sangro in cambio di soldi. Per tanti motivi.
“Siamo pronti per ospitare ancora una volta l’atteso ritiro del Napoli calcio, che nel 2026 festeggia i 100 anni di storia: sono attese oltre 200mila presenze, numeri che ormai siamo abituati a gestire e che rappresentano un valore aggiunto per l’intera regione. Proprio per questo spero sia finita l’epoca delle sterili polemiche ma, se qualcuno volesse continuare, sono pronto ad un confronto pubblico in campo neutro. Un appello che ho fatto tante volte e che mai nessuno degli oppositori ha accolto”. Sono le parole del sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso. Ma la domanda è la seguente: vale la pena spendere quei soldi? In cambio c’è un ricavo che giustifichi l’investimento depurato?
A generare contestazioni il fatto che la Regione Abruzzo, guidata da Marco Marsilio, di FdI, ha sottoscritto un accordo che prevede un pagamento a favore della società di Aurelio de Laurentis di 1.220.000 euro nel 2024, 1.793.792 euro nel 2025 e di 1.793.792 euro nel 2026. Quindi ci sarà un leggero aumento nei prossimi anni.
Rispetto alle polemiche, Caruso chiarisce: “Abbiamo fatto valere le nostre ragioni in tutte le sedi. Bisogna far capire a chi si oppone che la nostra comunità che sostanzialmente non beneficia di molti servizi, se non quelli essenziali. Dal trasporto ferroviario alla sanità, è un deficit di contribuzione che non può essere neanche vagamente colmato con il famoso milione di euro l’anno. Portare un appuntamento sportivo di questo livello genera movimento, turismo, commercio. È un vero peccato che per puro principio politico non si arrivi a capire si tratta di un beneficio per l’intero Abruzzo”.
Per questo, sottolinea Caruso, “mi auguro davvero che sia finita la sterile stagione delle polemiche. Ho rinnovato tantissime volte l’invito ad un confronto pubblico a chiunque sostenga la tesi opposta, purché si parli di dati”.
La Regione per alleggerire il carico di critiche e proteste ha trovato casa nell’Alto Sangro anche al Pescara per la preparazione precampionato. I biancazzurri lavoreranno a Campo di Giove. E anche loro promuoveranno l’immagine delle montagne abruzzesi nel mondo.



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