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LFoundry, Di Girolamo: "Serve chiarezza sul futuro di Avezzano. Per ogni scenario esiste una strada, ma non c'è più tempo da perdere"

Gabriella Di Girolamo

LFoundry, Di Girolamo: “Serve chiarezza sul futuro di Avezzano. Per ogni scenario esiste una strada, ma non c’è più tempo da perdere”

Marsica in ansia per il futuro occupazionale. “La situazione di LFoundry impone oggi un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti”, sostiene la senatrice Gabriella Di Girolamo del Movimento 5 Stelle. “Lo stabilimento di Avezzano rappresenta un presidio strategico per l’Abruzzo e per l’intero sistema nazionale dei semiconduttori e non può essere lasciato in una condizione di incertezza permanente. Dopo anni di segnali preoccupanti, difficoltà produttive e cambiamenti ai vertici aziendali, è indispensabile che la proprietà chiarisca con precisione quali siano le reali prospettive industriali del sito, indicando investimenti, commesse e tempi certi per il rilancio.

Di fronte alla situazione attuale, è necessario affrontare con realismo i possibili scenari”. Futuro incerto da tempo per lo stabilimento della Marsica.

“Se esistono concrete prospettive di rilancio industriale”, sostiene la senatrice pentastellata, “allora servono investimenti immediati, nuovi prodotti, nuove commesse e un cronoprogramma verificabile che restituisca fiducia ai lavoratori e al territorio.

Se, invece, il sito è destinato a una fase prolungata di ridimensionamento, occorre aprire fin da subito un confronto con il Governo e le istituzioni per tutelare l’occupazione, preservare le competenze presenti nello stabilimento e impedire la dispersione di un patrimonio professionale costruito in decenni di attività.

Se infine la proprietà non fosse nelle condizioni di garantire una prospettiva industriale solida e duratura, allora bisogna avere il coraggio di lavorare alla ricerca di nuovi partner industriali o investitori in grado di valorizzare un sito produttivo che resta strategico per il Paese.

In tale eventualità, trattandosi di un asset strategico nel settore dei semiconduttori, sarebbe necessario prevedere l’attivazione degli strumenti previsti dalla normativa sul Golden Power, visto che ora sar4ebbe possibile farlo, al fine di garantire che eventuali operazioni societarie avvengano nel pieno rispetto dell’interesse nazionale, della sicurezza economica, industriale e tecnologica del Paese.

La cessione o l’ingresso di nuovi soggetti industriali non può essere affrontata come una mera operazione finanziaria: occorre assicurare continuità produttiva, salvaguardia delle competenze e una visione industriale coerente con le esigenze strategiche nazionali, evitando ogni rischio di depauperamento del sito.

Qualunque sia lo scenario, una cosa è certa: non è accettabile assistere passivamente a una lenta erosione delle competenze, della capacità produttiva e dell’occupazione. Sarebbe il modo peggiore di affrontare questa crisi.

Accanto alle prospettive future, però, esiste una domanda che merita una risposta. Per lungo tempo, quando si è cercato di evidenziare le difficoltà dello stabilimento, si è spesso preferito ridimensionare o negare l’esistenza di una vera e propria crisi industriale. Oggi, alla luce degli sviluppi successivi, appare evidente che quei segnali meritavano un livello di attenzione e di intervento più tempestivo e incisivo.

Le crisi industriali non nascono improvvisamente: maturano nel tempo, attraverso indicatori chiari che richiedono capacità di analisi e di prevenzione. Per questo è necessario interrogarsi su come siano stati valutati quei segnali e se tutti gli strumenti di vigilanza e tutela siano stati attivati con la dovuta tempestività.

Non si tratta di rivedere il passato con spirito polemico”, conclude Gabriella Di Girolamo, “ma di comprendere ciò che non ha funzionato per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi in futuro. La responsabilità istituzionale non è solo gestire l’emergenza, ma soprattutto saperla prevenire.

Ai lavoratori, alle loro famiglie e all’intero territorio marsicano servono risposte concrete, non dichiarazioni di principio. Il tempo delle attese è finito. Ora servono trasparenza, scelte chiare e una strategia industriale credibile per il futuro di LFoundry e di Avezzano.”

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