“Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha demolito la nomina a comandante della Polizia Locale dell’architetto Marrocco, una nomina voluta dal sindaco Biondi, contro la legge, contro il buon senso, contro le precedenti sentenze, contro i sindacati nazionali del settore. Una sentenza durissima che, in estrema sintesi, definisce priva di fondamento la nomina di Marrocco a Comandante”. Un attacco che arriva dai consiglieri comunali aquilani Gianni Padovani ed Enrico Verini. Che portano alla luce un atto definito “illegittimito sul piano costituzionale. Tra l’altro, gli atti amministrativi prodotti dal Comune dell’Aquila sono dichiarati nulli sia per violazione delle precedenti sentenze in materia, sia per palese violazione di legge. Infine il Comune, quindi i cittadini sono condannati a pagare le spese legali dell’ennesima nomina temeraria fatta dal Sindaco.” L’opposizione, quindi, fa sentire la sua voce su un argomento dibattuto più volte. “Un vero disastro. Il “Biondi-contro-tutti” insiste nel non volere un comandante della municipale nominato nel rispetto della legge e, per l’ottava volta, la sua arroganza viene censurata dai giudici. La nomina di Marrocco era palesemente nulla, come avevamo previsto dopo la diffida del Governo (prot. 2315/A251857) che aveva confermato l’illegittimità e l’incostituzionalità dell’emendamento farlocco “ad-Biondum”, votato di nascosto e nottetempo dalla maggioranza del Presidente della Regione Abruzzo Marsilio. Un emendamento concepito “ad hoc” per evitare l’esecuzione di un provvedimento giudiziario, un vergognoso escamotage che aveva permesso a Biondi di aggirare ancora una volta la legge e nominare un Marrocco del tutto estraneo al Corpo e privo delle necessarie competenze. Con la nomina del Marrocco la cronica insensibilità istituzionale del sindaco ha superato ogni limite: non solo ha nominato come comandante un architetto, ma l’ha pure prorogato, pur sapendo che la vicenda era “sub judice” e che la nomina – oggetto di dettagliata e motivata denuncia da parte delle associazioni nazionali del Corpo – era palesemente, semplicemente, irrimediabilmente contro la legge.” Gianni Padovani ed Enrico Verini affondano il colpo: “Veramente una bella figura per Biondi, questo ennesimo schiaffone del TAR. Sono nove anni che il sindaco dell’Aquila ricorre con superficiale disinvoltura ad artifizi, raggiri, trucchi, pur di non nominare un Comandante legittimo ed a tempo pieno. Inutilmente avevamo chiesto, insieme ai sindacati nazionali del settore, di rimediare al papocchio e di ritirare l’emendamento osceno che consente di affidare l’incarico di Comandante ad un dirigente esterno al Corpo, inutilmente avevamo chiesto all’ex Prefetto, commissario ad acta, di annullare la nomina del Marrocco. Niente da fare, la Prefettura, come nel caso del seppellito progetto “Strade sicure”, ha scelto il ruolo del “Ponzio Pilato” mentre Biondi ha fatto orecchie da mercante ed ora dovrà rimediare, rimediando al contempo una figura barbina.
In una Città normale il Sindaco si dimetterebbe e sarebbe chiamato da Procura e Corte dei conti a rispondere dei danni provocati da nove anni di pedestre gestione della sicurezza e da otto imperdonabili scivoloni giudiziari di tale portata, con gli annessi danni erariali, ma è ormai evidente ed inquietante che non siamo in una Città normale.
E continua la penosa vicenda di un Capoluogo che si fregia del titolo sfavillante di capitale della cultura, ma è privo da nove anni anche di cose elementari e di base, come il comandante della Polizia, con pesanti ripercussioni sulla sicurezza pubblica e vivibilità urbana, nonché sui delicati compiti di polizia giudiziaria, polizia stradale e di pubblica sicurezza. E pure vogliamo esprimere solidarietà agli operatori della nostra Polizia Locale, umiliati da nomine estranee e che non meritano di essere senza una guida legittima da troppo tempo”.



Altre Notizie
Asili nido, Uil Abruzzo: “Pnrr una grande opportunità infrastrutturale ma servono tariffe eque e lavoro stabile”
La Polizia arresta un operaio di Pescara con mezzo chilo di cocaina
Arrestato con l’accusa di furto aggravato per la spaccata lungo corso Marrucino a Chieti