Quattro misure cautelari per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci nell’autunno dello scorso anno vicino Torvaianica. A eseguirle all’alba di martedì sono stati i carabinieri. Le accuse sono detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
Gli arrestati sono Pellegrino D’Avino, 26 anni, Antonio Passariello, di 53, entrambi di Avellino, come Saverio Mutome e Luca Amato, di 40 e 21 anni, quest’ultimo della provincia di Napoli. C’è anche una ragazza di 22 anni indagata. Secondo il gip hanno agito «tutti, su mandato di persona allo stato non identificata, nel preparare e programmare l’azione criminosa». Nel dettaglio Passariello ha procurato l’auto e gli altri tre hanno effettuato sopralluoghi nei giorni che hanno preceduto l’attentato. Poi Passariello e Mutone hanno eseguito il compito di «posizionare e far deflagrare l’ordigno esplosivo di cui sopra davanti l’abitazione di Sigfrido Ranucci».



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