E chi l’avrebbe mai detto! Chi avrebbe osato immaginare che a “rovinare” al centrosinistra il primo consiglio comunale della sindacatura di Giovanni Legnini sarebbe stato l’ex sindaco Francesco Ricci. Eletto proprio nella civica del candidato presidente del centrosinistra. C’era una scheda bianca tra quelle scrutinate per l’elezione del presidente del consiglio. Ebbene è stato Ricci a non votare Stefano Rispoli del PD. Ricci l’ha rivelato senza problemi nel suo intervento che ha spezzato un po’ la monotonia del primo consiglio comunale, molto istituzionale.
“Una scheda bianca era la mia”, ha detto, “ci metto la faccia e vi spiego il perché. Prima di tutto perché ho la presunzione di pensare che avrei svolto questo ruolo meglio io. La seconda motivazione è più politica: ritengo che, una volta non assegnata una posizione in giunta ad Avs, cosa che non mi vede concorde, il “terzo incarico” sarebbe dovuto essere assegnato alla lista di cui sono stato capolista”.
E mica è finita qui! No, Ricci ci ha messo il carico. Una motivazione legata al precedente incarico di Rispoli, assessore ai lavori pubblici: “Non ho mai avuto bisogno di niente, ma un paio di anni fa, l’ho chiamato per un problema di edilizia sociale. Ha risposto al secondo o terzo tentativo, dicendomi che avremmo dovuto approfondire e che mi avrebbe richiamato. Da allora non ha più risposto al telefono, nonostante una decina di tentativi”. Infine una raccomandazione: “Cari assessori, rispondete alle persone che vi chiamano, chiunque esse siano. Quei cento euro e rotti al giorno, comprese le domeniche e le feste, che la comunità cittadina vi elargisce sono per erogare un servizio”.
Mica male come esordio il dottore che ha un figlio giocatore di basket fresco di scudetto con l’Olimpia Milano e una figlia palleggiatrice nella serie A di pallavolo! Il malcontento di Ricci era latente. Non ha digerito l’estromissione dalla distribuzione degli incarichi di Avs, rimasta fuori perché ha preso solo un consigliere. Avs ha già fatto sapere che non ha gradito. E lo ha messo nero su bianco, dando il là al gruppo dei malcontenti. Tanto più che c’è in ballo il nome di Rispoli che è il discendente di una famiglia portatrice di voti che fino a qualche anno fa era legata al centrodestra. Ricci, ad esempio, dopo la sua sindacatura se l’è ritrovato contro nell’allora Pdl, al fianco di Di Primio. Oggi è compagno di coalizione, va bene, ma proprio la mano non riusciva a scrivere Stefano Rispoli su quel foglietto bianco. E bianco è rimasto.






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