Aveva 28 anni e tanta voglia di vivere. Ortonese, zona Lido Riccio.
Fu ucciso la sera del 1 luglio 1987 a Chieti, mentre cercava di sedare una lite in famiglia.

L’agente scelto Gallucci ed il suo collega, componenti di una Volante della Questura di Chieti, erano intervenuti nell’abitazione di un uomo, un muratore di 52 anni, chiamati dalla moglie e dalla figlia di questi, in seguito ad una violenta lite. Gallucci ed il suo collega conoscevano il carattere iracondo del capofamiglia, in seguito a precedenti interventi, ma quella sera l’uomo accolse i poliziotti imbracciando un fucile da caccia e sparando contro di loro. L’agente scelto Gallucci venne colpito, rimanendo ucciso all’istante mentre il suo collega rispose al fuoco, ferendo gravemente l’aggressore.
Alla memoria del giovane agente vennero dedicate una lapide all’interno della questura di Chieti e una strada a Francavilla al Mare.
Una lapide scoperta nel 2014 alla presenza di Tommaso Gallucci, poliziotto anche lui. Una lapide che onora la memoria il papà Domenico. I poliziotti in pensione dell’Anps, sezione di Chieti, presieduta da Vincenzo D’Orazio, hanno ricordato più volte il sacrificio di Domenico Gallucci, assassinato dal muratore di Colle Marconi, Mario Capitanio, in quel maledetto giorno di luglio di 39 anni fa. A Gallucci è intitolata la sezione teatina dell’associazione nazionale Polizia di Stato.



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