Dev’essere una faticaccia fare il sindaco di Ortona. Il civico Leo Castiglione ha passato i guai a tenere unita la colazione fino a essere mandato a casa. Adesso c’è Angelo Di Nardo nella stanza dei bottoni, eletto primo cittadino un anno fa. E in dodici mesi ne sono accadute di cose. Dal flop provinciale – la candidatura a presidente con l’imprenditore di Fratelli d’Italia che ha preso meno voti della coalizione – alle fibrillazioni interne: le ventilate dimissioni del vice Simone Ciccotelli sono roba nota fino all’uscita dalla maggioranza della consigliera comunale Alice Di Maio eletta proprio nella civica per Di Nardo. Di Maio era stata anche candidata alle provinciali, ma anche per lei c’è stato il buco nell’acqua. Per carità, niente a che vedere con la figuraccia politica del candidato presidente del centrodestra sconfitto da Francesco Menna. Sta di farro che Di Maio ha detto pubblicamente quello che la minoranza va ripetendo da tempo, ovvero che la giunta Di Nardo vive alla giornata. E non fa nulla che vada oltre la normale amministrazione. Un’accusa che ha scosso Angelo Di Nardo fino a provocarne una reazione. Secondo la coalizione, in questi mesi «il confronto all’interno della maggioranza non è mai mancato» e «le decisioni sono sempre state assunte nell’interesse della città e nel rispetto degli impegni assunti con gli elettori», pur nella presenza di posizioni differenti.
La maggioranza sostiene inoltre che la consigliera Di Maio «abbia progressivamente assunto posizioni in aperto contrasto con il programma amministrativo con il quale è stata eletta e che aveva sottoscritto». Tra gli episodi richiamati nel comunicato vengono indicati il voto contrario al provvedimento sull’armamento della Polizia locale, definito come una misura «espressamente prevista nel programma di governo presentato agli elettori», e la successiva votazione relativa alla composizione del Comitato Porto. Quindi, è Di Maio che si è allontanata. Panni sporchi lavati pubblicamente. Sta di fatto che il malcontento attorno alla giunta Di Nardo lievita. L’assessore Sorgetti vorrebbe più soldi per fare bella figura con le manifestazioni estive, ma non ce ne sono abbastanza. Il presidente del consiglio Vanni promette un consiglio comunale sulla sanità a giugno e non se n’è vista nemmeno l’ombra. E poi il comitato porto: nominato e mai convocato. A fare bella mostra di sé, ma inattivo. E Di Maio se ne va. D’Angelo, l’altro consigliere della lista, resta con Di Nardo, ci mancherebbe! Ma negli altri gruppi crescono i mal di pancia. E’ dura fare il sindaco di Ortona, certo. (r.c.)
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