Restano in piedi, marcati col rosso, i due esemplari che una perizia dichiara conservabili — e per i quali era stata negata l’unica prova capace di dire la verità**
A Silvi Marina gli abbattimenti dei pini del lungomare sono iniziati. In queste ore, lungo via Garibaldi, diversi esemplari sono stati tagliati alla base. Restano in piedi, marcati con vernice rossa, i due pini per i quali le associazioni avevano depositato una perizia tecnica che ne attesta la conservabilità: sono, evidentemente, i prossimi. È per fermare questo che interveniamo.
L’assessore Gianpaolo Lella dichiarava a mezzo stampa che “verranno abbattuti i pini pericolanti e secchi” e che sul viale di via Garibaldi nord vi sarebbero esemplari che “rappresentano un problema per la pubblica incolumità”.
Il problema è che questa affermazione, sui due esemplari che davvero contano, è contraddetta da un documento tecnico. Per entrambi gli alberi effettivamente sottoposti a valutazione esiste un referto di analisi del rischio arboreo (VRA), redatto secondo il protocollo ARETÈ e le norme UNI ISO 31000/31010 da un tecnico certificato a livello internazionale.
Il pino di via Garibaldi (**ID 23**), all’altezza del civico 72, presenta un rischio complessivo tollerabile secondo il criterio ALARP: non è a rischio di schianto e va conservato, con una potatura di riequilibrio e selezione della chioma per correggerne gli squilibri.
Il grande *Pinus halepensis* di via Arrigo Rossi (**ID SN**), di fronte alla scuola “Guido Bindi”, presenta anch’esso un rischio nella medesima fascia di tollerabilità: la rottura o il ribaltamento alla base sono giudicati improbabili, e l’esemplare è pienamente conservabile con un cablaggio dinamico e di tenuta che ne bilanci la chioma.
In nessun caso, dunque, il referto qualifica i due pini come “pericolanti”. Al contrario: indica che vanno **curati e conservati**, e individua per ciascuno gli interventi necessari a farlo. Sono interventi praticabili, scritti nella perizia, che non risultano nemmeno presi in considerazione. Su questo il documento tecnico si esprime chiaramente. Non è opinione contro opinione: è una dichiarazione pubblica contro una perizia tecnica documentata.
**I fatti sul terreno.** Lungo via Garibaldi, all’altezza di Piazza dei Pini e dei civici vicini, restano oggi ceppaie fresche e cumuli di segatura là dove fino a pochi giorni fa c’erano pini adulti. In un caso, accanto alla ceppaia, lo scavo ha portato alla luce i cavi dei sottoservizi interrati: un dettaglio che pesa, perché lascerebbe intendere che il taglio sia funzionale alle opere del cantiere più che a una reale esigenza di sicurezza. Su questi esemplari già abbattuti non ci pronunciamo nel merito, per una ragione precisa: non sappiamo se e con quale metodo tecnico ne sia stata valutata la stabilità prima del taglio. Proprio per questo, in data 3 luglio abbiamo depositato formale richiesta di accesso agli atti per ottenere i provvedimenti che hanno autorizzato quegli abbattimenti. È una domanda di trasparenza, non un’accusa: chiediamo di vedere le carte. E tutto questo accade **in piena estate, nel cuore della stagione turistica**, sul lungomare che è il biglietto da visita della città: i turisti che in queste settimane percorrono Silvi non vedono una riqualificazione in corso, ma ceppaie e un’area ridotta a cantiere — e lo leggono, legittimamente, come mancanza di attenzione e di rispetto verso di loro e verso la città che li ospita, nel momento di massima esposizione.
**L’accertamento negato.** Lo stesso referto indica che il giudizio definitivo sulla stabilità alla base si chiude con un unico esame strumentale: la prova di trazione. Le associazioni si sono offerte di eseguirla **a proprie spese**. Nell’incontro del 3 luglio presso l’Ufficio Tecnico la richiesta è stata respinta — e nei giorni immediatamente successivi le motoseghe hanno iniziato a lavorare. La sequenza parla da sola: si nega l’unica prova capace di stabilire in modo oggettivo se un pericolo esista, e si procede comunque. Chi è certo della pericolosità di un albero non teme una misurazione: la pretende. Chi la rifiuta, e taglia lo stesso, dimostra che la sicurezza non era la vera ragione.
**Il metodo prima del merito.** Le Linee Guida Nazionali per la gestione del rischio arboreo, adottate dal Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali (CONAF) con delibera del 18 marzo 2026, stabiliscono un principio inequivocabile: l’abbattimento è **misura eccezionale, ammessa solo quale extrema ratio**, quando il rischio superi i livelli di tollerabilità e le misure di mitigazione risultino inefficaci. Le stesse Linee Guida vietano espressamente di decidere sulla base di un singolo parametro estraneo alla valutazione tecnica. Un abbattimento deciso per rispettare i tempi di un cronoprogramma, e non sulla base di una valutazione tecnica integrata e completa, sarebbe in contrasto diretto con lo standard nazionale della categoria professionale competente.
Co.N.Al.Pa. e Italia Nostra Silvi, con il sostegno di cittadini, turisti e commercianti, chiedono all’amministrazione tre cose semplici e verificabili. Primo: che i due pini ancora in piedi e marcati con la vernice rossa — il n. 23 di via Garibaldi e il grande *Pinus halepensis* di via Arrigo Rossi — non vengano toccati, e che si consenta su di essi l’esecuzione della prova di trazione, offerta gratuitamente, prima di ogni decisione. Secondo: che vengano resi pubblici i provvedimenti che hanno autorizzato gli abbattimenti già eseguiti — provvedimenti di cui abbiamo già chiesto copia con l’accesso agli atti depositato il 3 luglio, e che a oggi non ci sono stati esibiti. Terzo: che siano rese note le valutazioni tecniche e le eventuali autorizzazioni paesaggistiche relative a un’area sottoposta a vincolo. Nessuna di queste richieste ostacola la riqualificazione del lungomare: tutte servono a garantire che venga fatta bene, e nel rispetto della legge.



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