Questa volta Niccolò Postiglione, classe 2005, si allontana da casa, ovvero Chieti, con qualche certezza in più. Non va al nord come due anni fa a Monza; si trasferisce a Catanzaro in B per cercare di affermarsi dopo essersi fatto le ossa in C a Pineto. E la partenza per la Calabria è stata accompagnata da un fatto insolito: la lettera della mamma, la signora Monica Masciulli, affidata ai social. Una lettera aperta l figlio nel giorno in cui è diventato ufficiale il suo trasferimento al Catanzaro.
“Amore mio, Niccolò mio,
Non so nemmeno da dove iniziare, perché come si fa a racchiudere 21 anni in una lettera?
Mi sembra ieri che ti tenevo per mano per entrare in quel campetto troppo grande per te, con le scarpette più grandi dei tuoi piedi e quel pallone che non lasciavi mai, nemmeno per dormire. Da quel giorno non ti sei più fermato.
Ti ho visto crescere a bordo campo. Con il fango fino alle ginocchia, con le ginocchia sbucciate, con il borsone più pesante di te. Ti ho visto piangere per una sconfitta, esultare per un gol, tremare prima di un provino. Ti ho visto scalare, un gradino dopo l’altro, senza mai scorciatoie. Con sacrificio, con rispetto, con quell’educazione che è sempre stata la tua forza più grande, prima ancora del talento.
E adesso eccoti qui. A soli 21 anni, in Serie B, Niccolò. Il sogno di quel bambino è diventato il traguardo di un uomo. E io sono così, così fiera di te che il cuore mi esplode.
Sei la prova che i sogni si avverano se ci credi e ci lavori ogni giorno. E che tutti i sacrifici che abbiamo fatto insieme – le sveglie all’alba, i chilometri in macchina, i panini mangiati di fretta, le attese sotto la pioggia – sono serviti. Sono stati amore.
E ora arriva la parte più difficile per me. Ora devi andare lontano. Lontano da casa, lontano da me.
E dentro di me ci sono due sentimenti che litigano: una felicità immensa che mi fa volare e un dolore sordo che mi stringe lo stomaco. Sono felicissima perché stai volando con le tue ali, e sto male perché la casa senza il rumore delle tue scarpe, senza il tuo borsone in mezzo all’ingresso, sarà più vuota.
Il tempo è passato troppo veloce, Niccolò. Troppo.
Voglio che tu sappia una cosa: non sarai mai lontano. Ovunque giocherai, ovunque andrai, io sarò lì. Nel tuo primo pensiero prima di entrare in campo e nel tuo abbraccio quando tornerai. La distanza fa male, sì, ma non spezza quello che siamo.
Vai, amore mio. Vai e prenditi tutto. Gioca come hai sempre fatto: con il cuore.
Io sarò sempre qui. La tua prima tifosa. La tua casa. Per sempre.
Ti amo da morire.
Mamma”.
Non va in guerra Niccolò Postiglione, va a giocare a pallone e viene pure pagato per farlo bene. Ma quando un figlio si allontana da casa il cuore di mamma emerge sontuoso e nell’epoca dei social le parole vengono scritte oltre che pronunciate di persona.



Altre Notizie
Liste d’attesa nella sanità: l’Abruzzo peggiora rispetto al 2025 ed è in controtendenza nazionale
Ordinanza del sindaco: vietato circolare a torso nudo o in costume da bagno per le vie di Pineto
La lite familiare di Castel Castagna diventa tragedia: è morto il nonno ferito per dividere zia e nipote durante una lite