La visita di Vannacci in Abruzzo ha creato seri problemi al centrodestra. Seri problemi all’interno della coalizione che governa la Regione e due capoluoghi di Provincia su quattro. Piaccia o non piaccia il generale ha fatto il pieno d gente a Pescara nel comizio di martedì pomeriggio e questa mattina è stato accolto dagli applausi a Vasto. Ha un linguaggio schietto e diretto, di quelli che caricano le folle del centrodestra. Chiaramente attinge solo da una parte politica. Estrema destra? Destra vera? “Saremo la novità delle politiche del 2027”. Rischiano di saltare gli equilibri in Abruzzo. C’è la possibilità concreta che quei personaggi politici messi ai margini dalle segreterie di partito del centrodestra riemergano e si presentino al tavolo delle trattative con la maglietta di Futuro Nazionale per reclamare posti di potere. Prendete Pescara. Orta non è stato inserito nell’elenco degli assessori Fratelli d’Italia e Toppetti in quello di Forza Italia, nonostante siano stati tra i più votati. Ora Carlo Masci dovrà fare i conti con loro che creeranno il gruppo di Futuro Nazionale in consiglio. Sarà una realtà di cui tenere conto. Un interlocutore. E poi si voterà l’anno prossimo. Alcuni personaggi politici saranno candidati da Futuro Nazionale al Parlamento. E saranno i peones a creare difficoltà ai big, a coloro i quali comandano nel centrodestra. Immaginate un duello Sospiri-Toppetti a Pescara dopo quello che si sono detti e fatti? C’è il riciclo politico: pensavi di averli emarginati? No, quelli che erano soldati, ora sono al seguito del Generale e faranno la voce grossa. Un bel problema per Meloni a Roma e per i maggiorenti del centrodestra abruzzese. Futuro Nazionale viene accreditato del 6%, sembra aver superato la Lega nei sondaggi elettorali. Roberto Vannacci ha detto che sogna un risultato a due cifre. I temi politici sono simili a quelli usati da Meloni fino a cinque anni fa. Solo che poi dalla teoria alla pratica passa una bella differenza e prendi gli schiaffi in faccia dai peones nel segreto del voto parlamentare e non riesci a far approvare il ritorno delle preferenze in una soluzione pasticciata. Non è il centrosinistra, che ha i suoi problemi mica da poco, che non vuole le preferenze. Sono la maggioranza di centrodestra e il governo che non sono riusciti a ripristinarle, perché non si sono messi d’accordo e perché sono stati vittime dei franchi tiratori. Mica uno o due! Oltre 30. E Vannacci ai suoi ha fatto filmare il voto per dimostrare la fedeltà al governo. Sono gli atri gli inaffidabili, “i badogliani” come li ha chiamati il generale. Un bel problema questo Vannacci. Un problema creato da Salvini – altrimenti chi? – che rischia di far saltare gli equilibri consolidati. Anche in Abruzzo.
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