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A Ortona il consigliere D'Angelo replica alle accuse: "Inquinamento e controlli, il Comune lavora sodo"

Pasqualino D'Angelo

A Ortona il consigliere D’Angelo replica alle accuse: “Inquinamento e controlli, il Comune lavora sodo”

Irrompe Pasqualino D’Angelo, il consigliere comunale di maggioranza a Ortona. “Ho letto con sorpresa il comunicato diffuso da Alleanza Verdi Sinistra dal titolo “Allarme inquinamento – Torrente Peticcio, preoccupa la foce – Controlli subito”. Nel documento si attribuisce, sulla base di presunte testimonianze, l’origine del fenomeno all’impianto di depurazione comunale, sostenendo che nel tratto a monte le acque sarebbero limpide. Contestualmente si chiede al sindaco di promuovere un sopralluogo congiunto tra gli enti competenti, effettuare campionamenti, censire gli scarichi presenti lungo il torrente Peticcio e monitorare il funzionamento degli impianti di depurazione e la qualità delle acque.

Il comunicato si conclude affermando che “la credibilità di un’amministrazione si misura dalla capacità di affrontare problemi annosi e realizzare interventi risolutivi””, sin qui la premessa che accende D’Angelo: “È proprio da questa affermazione che desidero partire. Se si parla di un problema “annoso”, si riconosce implicitamente che il fenomeno si ripresenta da anni ed è ben conosciuto da cittadini, enti di controllo e amministrazioni che si sono succedute nel tempo. Non siamo quindi di fronte a una scoperta recente, né a una situazione emersa solo oggi. Per quanto riguarda la richiesta di effettuare campionamenti, è doveroso ricordare che l’amministrazione comunale si è attivata immediatamente. Non appena è stata segnalata la criticità”, sostiene il consigliere comunale di centrodestra, “l’assessore all’Ambiente Antonio Sorgetti ha provveduto ad allertare la Guardia Costiera, che ha eseguito i prelievi delle acque e ha avviato le analisi previste dalle procedure di controllo.

Allo stesso modo, appare prematuro attribuire l’origine del fenomeno all’impianto di depurazione comunale sulla base di semplici testimonianze. Saranno gli esiti delle analisi e gli accertamenti degli organi competenti a stabilire eventuali responsabilità. È opportuno ricordare che, nell’ultimo episodio verificatosi nel mese di marzo, i controlli effettuati dalla Guardia Costiera interessarono il depuratore dell’area industriale di Tamarete, accertando la non conformità dei reflui rispetto alla normativa vigente e contestando le relative violazioni al gestore. Anche per questo motivo è corretto attendere i risultati delle verifiche prima di formulare conclusioni.

Va inoltre precisato che i controlli ambientali non vengono avviati soltanto quando si verificano episodi come questo. ARPA e Guardia Costiera svolgono regolarmente attività di monitoraggio, con campionamenti periodici e verifiche, anche senza preavviso, nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali. La tutela dell’ambiente rappresenta una priorità per questa amministrazione”, prosegue D’Angelo, “che non ha mai atteso sollecitazioni esterne per affrontare un problema tanto delicato. Da tempo è stato avviato un lavoro finalizzato a conoscere in maniera sempre più approfondita lo stato dei corsi d’acqua presenti sul territorio comunale e ad individuare con precisione le possibili fonti di criticità.

Sono già in corso attività di ricognizione degli scarichi presenti lungo le aste fluviali, di verifica della loro regolarità amministrativa e tecnica e di raccolta dei dati necessari a costruire un quadro conoscitivo completo. Un lavoro indispensabile per poter individuare con esattezza eventuali fonti di inquinamento e programmare interventi realmente efficaci, con l’obiettivo di migliorare lo stato di salute dei corsi d’acqua, tutelare il mare e garantire la qualità delle acque di balneazione.

La credibilità di un’amministrazione si misura certamente dalla capacità di affrontare i problemi”, afferma orgoglioso D’Angelo. “Ma si misura soprattutto con il lavoro concreto, con il rispetto delle competenze degli organi preposti ai controlli e con la volontà di adottare soluzioni fondate su dati oggettivi, non su supposizioni o valutazioni formulate prima che gli accertamenti siano conclusi.

È questo il metodo che continueremo a seguire, nell’interesse esclusivo della tutela dell’ambiente e della comunità ortonese”.

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