L’Abruzzo è tra le regioni che hanno peggiorato la situazione per quanto riguarda le liste d’attesa nel primo semestre 2026. Peggiorato (di quasi 3 punti percentuali) rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Abruzzo, Sicilia, Valle d’Aosta, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento presentano «peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025». Tutto questo in un contesto nazionale che fa registrare dei miglioramenti, seppur lievi.

Nei primi sei mesi di quest’anno il Servizio Sanitario Nazionale ha garantito oltre un milione e seicentomila visite ed esami diagnostici in più, rispetto al primo semestre del 2025, entro i tempi di attesa indicati dai medici sulla ricetta del Servizio sanitario nazionale, in base all’urgenza di salute.
Nonostante i miglioramenti registrati da un anno all’altro, non sono stati eseguiti nei tempi stabiliti oltre due milioni 800mila prestazioni, tra prime visite specialistiche ed esami diagnostici.
Se i tempi di attesa per la prima visita oncologica sono stati rispettati nel 95,2% dei casi, si è ancora lontani da questa soglia per altre visite, come quella neurologica (garantita nei tempi indicati nel 77% dei casi), gastroenterologica (74,7%), urologica (74,4%), oculistica (73,7%), dermatologica (70,2%). Sono alcuni dati contenuti nel primo bollettino trimestrale sull’andamento delle liste d’attesa predisposto dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che lo scorso maggio ha presentato la nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste d’attesa (per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici



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