La sanità teramana al centro dello scontro politico tra centrodestra e centrosinistra. L’attacco di Giovanni Cavallari di Abruzzo Insieme, la replica della maggioranza alla Regione e ancora Cavallari rincara la dose: “La replica della maggioranza regionale è un esercizio di propaganda che evita accuratamente di rispondere all’unica domanda che interessa davvero ai cittadini.
Se la Chirurgia di Sant’Omero non è mai stata a rischio, perché la Regione aveva imposto alla ASL di eliminare la UOC? Perché è stato necessario un successivo provvedimento della Giunta regionale per tornare sui propri passi?
Non lo sostiene Abruzzo Insieme”, assicura Cavallari. “Lo scrivono gli atti ufficiali della Regione e della ASL. È inutile cercare di coprire questa evidenza con una valanga di numeri, statistiche e autocelebrazioni. Nessuno ha mai messo in discussione il lavoro straordinario di medici, infermieri e operatori sanitari, che ogni giorno tengono in piedi il sistema nonostante anni di carenze di personale e organizzazione.
Qui il giudizio riguarda la politica. Ed è una politica che prima solleva un problema e poi pretende di essere applaudita per averlo corretto. Se oggi il centrodestra festeggia il mantenimento della UOC di Chirurgia di Sant’Omero, ammette implicitamente che quella struttura era stata realmente messa in discussione. Altrimenti non ci sarebbe alcun risultato da rivendicare. La verità è che sono stati i sindaci della Val Vibrata, gli operatori sanitari, i cittadini e le forze di opposizione a impedire che quella scelta diventasse definitiva. Altro che allarmismo. Abbiamo fatto ciò che dovrebbe fare chiunque abbia a cuore la sanità pubblica: leggere gli atti, denunciare le criticità e difendere un presidio fondamentale per un intero territorio. La maggioranza, invece, preferisce insultare chi controlla piuttosto che spiegare perché abbia cambiato idea. Resta poi il vero fallimento che nessun comunicato può nascondere.
Dopo anni di governo Marsilio gli abruzzesi continuano ad aspettare mesi per una visita specialistica, trovano pronto soccorso sovraffollati, reparti senza personale e una sanità pubblica sempre meno attrattiva, mentre cresce il ricorso alle strutture private. L’Atto Aziendale cambia organigrammi e caselle, ma non risolve questi problemi. Servono medici, infermieri, investimenti, tecnologie e una programmazione che questa maggioranza continua a non dimostrare di avere. Noi”, conclude Giovanni Cavallari, “continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: controllare gli atti, difendere i territori e pretendere trasparenza. Perché la propaganda dura un giorno.
Gli atti restano. E raccontano una storia molto diversa da quella che oggi il centrodestra cerca disperatamente di raccontare”.



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