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Morte di Lorena Paolini a Ortona: inchiesta archiviata, il Gip di Chieti scagiona il marito

Lorena Paolini

Morte di Lorena Paolini a Ortona: inchiesta archiviata, il Gip di Chieti scagiona il marito

Non c’è alcun colpevole. Il Gip del Tribunale di Chieti Maurizio Sacco ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico di Andrea Cieri indagato per omicidio volontario della moglie Lorena Paolini. Il provvedimento è stato adottato dopo i rilievi mossi dai legali della famiglia della donna che non si rassegnano all’idea del suicidio. Rilievi maturati a segui dell’esame delle intercettazioni telefoniche richiesti e ottenuti dalle parti civili e già esaminate dalla Procura. La morte di Lorena Paolini è avvenuta ad Ortona nell’estate del 2024 e resta senza colpevole. Indagato il marito della vittima Andrea Cieri, ma nessuna certezza. A tal punto che il pm della Procura di Chieti Giuseppe Falasca ha chiesto l’archiviazione. Un concetto ribadito. Perizie di parte, Ris, indagini, consulenti e altro ancora. In televisione e social di tutto e di più. E un sospetto: che Andrea Cieri oltre al dolore per aver perso la moglie e la mamma dei figli abbia dovuto fare i conti con la gogna mediatica che si é generata non appena è stato iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio. E’ anche vero il contrario, ma non ci sono prove.  Il medico legale che ha svolto l’autopsia su Lorena Paolini “propende per l’ipotesi del suicidio” e sulla base di questa, la Procura di Chieti ha fatto richiesta di archiviazione. L’ipotesi del suicidio, però, non convince i familiari della 53enne trovata morta il 18 agosto 2024 nella sua casa di Ortona. La sorella e lo zio di Paolini si sono opposti alla richiesta di archiviazione e hanno rimesso nelle mani degli inquirenti le proprie perizie di parte. Sono state valutate in Tribunale per cercare di arrivare a una verità processuale. “Per noi si è trattato di un omicidio”, ha detto Francesca Di Muzio, uno dei legali di parte civile. Nel calderone delle indagini sono finiti anche due congiunti. Il pm Falasca, infatti, avrebbe scritto negli atti di “chiare menzogne” nelle ricostruzioni rese dal fratello dell’indagato e dalla figlia, che per questo sono indagati per false informazioni all’autorità. La richiesta di archiviazione riguarda anche loro. Di tutto e di più. Con una faida familiare e con una cittadina di oltre ventimila abitanti che pullula di esperti legali, criminologi e investigatori. E di dubbi alimentati dalla posizione sociale dei Cieri, titolari di un’agenzia di pompe funebri. Fino alla decisione del Gip che ha archiaviato l’inchiesta.

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