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6 Settembre 2026 home

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Sanità abruzzese, allarme Usb: la logica del precariato e del "pressappochismo", i lavoratori della Asl 01 ulteriori vittime

Sanità abruzzese, allarme Usb: la logica del precariato e del “pressappochismo”, i lavoratori della Asl 01 ulteriori vittime  

Il diniego della Asl1 aquilana alla stabilizzazione e al rinnovo dei contratti di circa 150 lavoratori precari, che segue quello della Asl2 chietina del 30 giugno, richiede una riflessione. Il legame tra logica dell’esternalizzazione e “pressapochismo” rappresenta un punto critico della gestione del sistema sanitario. Quando l’utilizzo di contratti a termine e appalti in cooperativa cessa di essere uno strumento temporaneo e diventa una modalità strutturale per coprire i vuoti di organico, si scivola in una gestione approssimativa e frammentata dei fabbisogni. Le contingenze soppiantano l’aspetto empatico e olistico della sanità: anche il rapporto tra operatore e paziente diventa una transazione usa-e-getta, dentro un costrutto in cui l’unico obiettivo quotidiano è “coprire il turno”.

La miserevole foglia di fico. Siamo stati i primi a sollevare il velo d’ipocrisia che la Regione Abruzzo ha interposto tra sé e i lavoratori precari della sanità. Operatori a lungo tenuti legati all’aspettativa di una stabilizzazione, che oggi si rivela un miraggio. Eppure gli strumenti normativi nazionali ci sono (Legge di Bilancio 2026, art.1 comma 365). Avevamo creduto che, grazie a questa misura, le istituzioni volessero fare la “cosa giusta” sanando la piaga del precariato ad oltranza. Un costo sociale che invece continua a gravare sulle spalle dei lavoratori precari, di cui la politica locale sembra disinteressarsi.

Il dumping psicologico ed esistenziale. La frammentazione di contratti brevi, rinnovati di settimana in settimana o di mese in mese, genera una vulnerabilità insostenibile. Questa condizione blocca l’accesso al credito, impedisce la pianificazione familiare e produce uno stress cronico che si riversa sulla salute psicofisica dei lavoratori e dei loro nuclei familiari. Non si tratta solo di una questione economica, ma di un vero e proprio dramma sociale.

Lo sfruttamento del senso del dovere. Questi lavoratori hanno sostenuto i reparti delle ASL di L’Aquila e Chieti nei momenti di massima emergenza e carenza organica. Lo hanno fatto spinti dalla promessa implicita di un futuro riconoscimento. Interrompere il rapporto alla scadenza è un tradimento istituzionale: le aziende sanitarie che hanno chiesto sacrifici sono le stesse che oggi applicano la tagliola burocratica.

Il disimpegno morale delle istituzioni. Anziché sfruttare gli spazi di manovra consentiti dai bilanci e i risparmi derivanti dall’internalizzazione dei servizi – eliminando i costi di intermediazione diretti e indiretti – i vertici preferiscono la via più breve: interrompere i contratti. Questo comportamento, pur formalmente legittimo sotto il profilo burocratico, aggira lo spirito delle leggi nazionali sul superamento del precariato. È un disimpegno morale istituzionale, dove la fredda conformità al budget cancella il dovere sociale di buona amministrazione.

L’invocata procedura di raffreddamento. Il ricorso al Prefetto, come ben sanno anche i nostri “amministratori”, produce esclusivamente effetti politici, mediatici e di pressione istituzionale, ma non ha alcun valore legale o vincolante per il rapporto di lavoro. Il Prefetto non può obbligare le aziende sanitarie a rinnovare i contratti né può imporre le stabilizzazioni. Questa convocazione serve a dare visibilità alla vertenza e a forzare la ASL al dialogo, ma l’efficacia finale dipende interamente dalla volontà politica della ASL e della Regione di trovare una soluzione straordinaria.

Le azioni urgenti per i lavoratori estromessi. Invitiamo tutti i lavoratori che si trovano in queste condizioni ad attivare tempestivamente l’azione legale che USB consiglia e supporta.

Scadenza tassativa: I tempi per la iniziale fase formale sono ridotti (60 giorni dalla fine del rapporto). Cosa fare: Contattate il prima possibile le nostre strutture territoriali ai numeri telefonici di riferimento. L’azione legale è interamente curata dal Sindacato; per gli iscritti non sono previste spese legali.

USB Lavoro Privato – Federazione Abruzzo e Molise

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