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Mambro e Quadrini due chietini protagonisti su banchi opposti al processo per la strage di Bologna del 1980

Terrorista e Pm: Mambro e Quadrini due chietini protagonisti su banchi opposti al processo per la strage di Bologna del 1980

Il 2 agosto non è una data qualsiasi. Non potrà mai esserlo in Italia. Almeno fino a quando sarà vivo il ricordo di quel sabato del 1980. Di quella mattina (ore 10,25) di caldo afoso. Il 2 agosto si ricorda la strage alla stazione centrale di Bologna di stampo neofascista e piduista e si commemorano gli 85 morti. La bomba fatta esplodere nella sala d’attesa ha provocato anche 200 feriti, alcuni dei quali morti successivamente. Strage legata (anche) all’Abruzzo, per la precisione a Chieti, per via del coinvolgimento di due personaggi: la Mambro e il compianto magistrato Quadrini.

Le indagini si indirizzarono quasi subito sulla pista neofascista; ma solo dopo un lungo iter giudiziario e numerosi depistaggi, la sentenza definitiva del 1995 condannò due terroristi del gruppo Nuclei armati rivoluzionari, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, «come appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l’attentato di Bologna». Un altro abruzzese tra i condannati: si tratta di Luigi Ciavardini, classe 1962, originario dell’Aquila ma cresciuto a Roma. E’ uno dei nomi più controversi della stagione del terrorismo nero italiano. Ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, minorenne all’epoca della strage alla stazione di Bologna, è stato condannato in via definitiva a 30 anni per il massacro. E poi anche per falsa testimonianza.

Fioravanti e Mambro, sposati dal 1985, sono stati riconosciuti come gli esecutori della strage e condannati all’ergastolo. Niente sui mandanti. I due non si sono mai pentiti, mai raccontato la verità. Oggi hanno scontato la pena e sono liberi. Vivono a Roma in un appartamento in centro. In un attico costoso intestato alla figlia.  Un attico acquistato quando la figlia aveva appena un anno all’inizio degli anni Duemila. Nel frattempo, però, le vittime aspettano ancora risarcimenti milionari, mai arrivati.

 Francesca Mambro è nata a Chieti nel 1959, prima dei quattro figli di un maresciallo di pubblica sicurezza, madre casalinga, iniziò l’attività politica col Movimento sociale. Da lì l’azione e la latitanza. Altri tempi!

Il processo per la strage di Bologna prese un indirizzo ben preciso in Appello. E a sostenere l’accusa di un’indagine complicata pregna di reticenze, depistaggi ed ostacoli è stato il pubblico ministero Franco Quadrini, anche lui di Chieti. E proprio nel capoluogo teatino Quadrini – nel frattempo scomparso – aveva lavorato. Soprattutto, ha vissuto gran parte della vita. I due, in precedenza avevano vissuto nella stessa città, Chieti per l’appunto. Li separava viale Amendola. Quasi dirimpettai. Chissà quante volte Franco Quadrini avrà visto la ragazzetta uscire di casa. Chissà quante volte l’avrà incrociata. E dopo tanti anni si sono ritrovati in un’aula di tribunale: una seduta sul banco degli imputati e l’altro a sostenere l’accusa, a Bologna, per punire i fautori di un sabato maledetto. Vicini di casa a Chieti, uno di fronte all’altro a Bologna.

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